Piazzano la bomba sotto la casa del padre: restano in cella Luigi Di Cristo e Pasquale Sorrentino, entrambi residenti a Poggiomarino, accusati di aver messo un ordigno esplosivo all’ingresso dell’abitazione del padre di Di Cristo.
E’ quanto ha stabilito poco fa il Tribunale di Torre Annunziata che si è pronunciato sul raid avvenuto a Terzigno nella notte tra mercoledì e giovedì scorsi. Sarebbe stato Pasquale Sorrentino (difeso dall’avvocato Vincenzo Salomone) a posizionare la bomba all’ingresso dell’abitazione. Luigi Di Cristo (assistito dall’avvocato Massimo Autieri) era alla guida dello scooter Yamaha T-max, poi sequestrato dai carabinieri, mentre il suo complice sarebbe sceso dallo scooter per posizionare l’esplosivo.
Al termine dell’udienza il Giudice, dopo aver convalidato l’arresto e confermato il carcere per entrambi, si è dichiarato incompetente per territorio, in quanto i fatti sono avvenuti a Terzigno, che rientra nella giurisdizione della Procura della Repubblica di Nola.
Alla base del raid – secondo quanto ricostruito in aula – la gestione del denaro da parte del padre di Luigi Di Cristo. Il giovane aveva chiesto del denaro al papà per sposarsi perché la sua fidanzata era incinta. Il papà gli aveva chiesto qualche mese di tempo perché era imminente il matrimonio di un’altra figlia Rita, già programmato da tempo per giovedì scorso, il giorno successivo al raid.
Ma il giovane, preso da un raptus di follia, ha deciso di fargliela pagare. E, mentre parenti e amici festeggiavano l’addio al nubilato con un cantante neomelodico in un noto locale di Torre Annunziata, Luigi Di Cristo e Pasquale Sorrentino si stavano organizzando per piazzare la bomba.
IL RAID. Mercoledì notte ha posizionato un ordigno davanti l’abitazione del padre, a Terzigno, su via Panoramica. L’esplosione è stata potentissima: ha causato gravi danni alla facciata dell’edificio, danneggiato 4 auto in sosta e anche un’auto che in quel momento passava di lì, guidata da un 76enne che ha riportato lievi escoriazioni. Il fortissimo rumore ha portato le pattuglie di carabinieri presenti in quel momento nei paraggi nel punto da cui proveniva il rumore.
In quegli istanti si trovavano lì anche L.D.C. e un amico che si stavano allontanando in sella a uno scooter con la targa nascosta da nastro adesivo ma i militari hanno capito che avevano a che fare con la bomba e li hanno bloccati.
L.D.C. ha ammesso di aver compiuto il gesto ed ha spiegato il motivo; l’amico (P.S., un 19enne incensurato di Poggiomarino) lo ha aiutato a compiere il raid.
Entrambi sono stati arrestati dai carabinieri della stazione di Boscoreale e portati in carcere. Dovranno rispondere di detenzione di materiale esplodente, danneggiamento aggravato e lesioni. Lo stabile è stato dichiarato inagibile dai vigili del fuoco di Castellammare di Stabia.
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