Spaccio alla “Provolera”: in abbreviato chiesto un secolo di carcere per Anna Gallo, detta Ninnacchera, e altre diciassette persone che, a ottobre dello scorso anno, finirono in manette per lo spaccio nel quartiere popolare di Torre Annunziata.
Sono le richieste formulate questa mattina dal pm del Tribunale oplontino che ha invocato una pena di 8 anni per quella che è ritenuta il capo della rete di spaccio alla Provolera.
Una condanna di 8 anni e 6 mesi è stata invece invocata per Andrea Gallo, mentre 8 anni per Elena Albergatore, Giovanni Albergatore, Antonio Albergatore, Luigi Albergatore e Giuseppe Battaglia. Condanne più lievi sono state invece chieste per gli altri imputati.
Gli arresti a ottobre scorso. Nel mirino dei carabinieri erano finite 21 persone (nove delle quali donne), alcune delle quali hanno scelto di essere processato con rito ordinario. Le accuse, a vario titolo, sono di detenzione e spaccio di stupefacenti, ricettazione, detenzione illegale di armi da fuoco.
I militari nel corso delle indagini hanno scoperto l’esistenza di varie piazze di spaccio, tra le quali quella nel rione Provolera, storico quartiere del centro cittadino, presso cui si rifornivano soprattutto di crack e marijuana tossicodipendenti provenienti da tutta la Campania.
Le indagini hanno inoltre permesso di attribuire ad alcuni dei destinatari delle ordinanze la responsabilità in ordine alla detenzione di diversi tipi di armi clandestine, comuni e da guerra, tenute occultate e rese disponibili per lo svolgimento delle attività illecite.
Due gli arsenali sequestrati: il primo dalla polizia alle spalle della chiesa del Carmine, il secondo dai carabinieri a casa di un pregiudicato. Ruolo importante secondo gli investigatori era rivestito dalle donne. Nove sono le quote rosa dello spaccio. Due di loro facevano da broker della droga nel rione Provolera.
Tra queste c’è Anna Gallo “Ninnacchera”, vedova del boss Ernesto Venditto alias “Bicchierino”, e madre di Aurelio Venditto, ucciso in un agguato il 28 febbraio 1999 dai sicari del clan Birra-lacomino di Ercolano in vico del Fico a Torre Annunziata. Secondo l’Antimafia, i killer erano stati chiesti in prestito dai Chierchia, alleati dei Gionta, direttamente agli ercolanesi per punire proprio Ernesto Venditto, padre della vittima.
Sotto la scarica di proiettili calibro 9×21 e 7,65, rimase ferito anche un secondo uomo, Natale Russo, che si fece medicare in ospedale solo a tarda notte, nonostante l’agguato fosse avvenuto nel primo pomeriggio. Per questo omicidio, è stato condannato a 30 anni di reclusione Alfonso Chierchia, alias ‘a Scigna, ritenuto il mandante dell’agguato. Trenta anni di carcere anche per il killer ercolanese, Salvatore Di Dato mentre a 14 anni sono stati condannati i pentiti Francesco Sannino e Aldo Del Lavale, le cui confessioni hanno permesso di ricostruire l’agguato.
Le richieste di condanna:
Anna Gallo, detta Ninnacchera, 9 anni
Elena Albergatore, 8 anni
Giovanni Albergatore, 8 anni
Antonio Albergatore, 8 anni
Andrea Gallo, 8 anni e 6 mesi
Ida Dinamico,
Giuseppe Battaglia, 8 anni
Vincenzo Ruggiero,
Caterina Izzi,
Luigi Albergatore, 8 anni
Rosa Anna Venditto
Mario Verbo
Luigi Guida, 2 anni
Angelo Annunziata,
Angela Antille, 3 anni
Carmine Balzano, 3 anni
Maria Antonietta Sprovvisto
Felice Manzo

