E’ finita agli arresti domiciliari la 31enne di Prato indagata per aver avuto una relazione con un ragazzo minorenne al quale impartiva ripetizioni scolastiche nel tempo libero, essendo impiegata come operatrice sanitaria. All’epoca dei fatti contestati alla donna, il ragazzo, che adesso ha 15 anni, non ne aveva compiuti ancora 14. Gli arresti domiciliari, secondo la Procura, sono stati resi necessari per evitare l’inquinamento delle prove da parte della donna.
Vista la gravità del fatto di cui si è macchiata, la donna, secondo la Procura, potrebbe reiterare anche il reato di atto sessuali con minori. La donna ha già un figlio di 11 anni avuto dal marito. Dalla relazione con il minorenne – come avrebbe provato il test del Dna, il cui esito è stato tuttavia secretato dalla Procura – sarebbe nato anche un bambino che oggi ha 7 mesi.
E un avviso di garanzia è stato recapitato questa mattina al marito della 31enne: l’uomo è indagato per il reato di ”alterazione di stato”, perché, secondo la Procura, avrebbe alterato lo stato civile del neonato nato dalla relazione con il ragazzino in maniera consapevole, pur sapendo che il bimbo dato alla luce dalla moglie non era suo figlio. Contemporaneamente alla consegna dell’ordinanza di custodia, gli agenti della squadra mobile hanno eseguito una perquisizione domiciliare nell’abitazione dei coniugi, sequestrando anche materiale.
L’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari è stata eseguita dalla polizia di Prato nelle prime ore di questa mattina. Le ipotesi di reato per la donna, che è difesa dagli avvocati Mattia Alfano e Massimo Nistri, sono di violenza sessuale su minore. Nei giorni scorsi la 31enne aveva resto dichiarazioni spontanee davanti ai pm della Procura di Prato.
“L’ho appreso dalla stampa solo questa mattina. Domani presenteremo richiesta di riesame al tribunale della libertà“, il commento dell’avvocato Alfano. “E scossa – aggiunge -, ma vediamo ora il da farsi”.

