“Mi è capitato di essere impegnato in un processo che è durato 19 anni: un processo che riguardava 200 lavoratori dell’Ideal Standard, e 19 anni non sono tollerabili in un Paese civile, per un verso, per un altro verso c’è una grande patologia in Italia che rappresentata dal corto circuito fra giustizia e mondo della comunicazione”.
Il presidente della regione Campania, prima dell’inizio dell’inaugurazione dell’anno giudiziario della Corte d’Appello di Napoli, in corso corso al Maschio Angioino, si è soffermato sul processo di cui è stato protagonista, e assolto dopo 19 anni.
“C’è una grande assoluta coerenza politica tra tutti i governi, centro, destra, sinistra, giallo verde, giallorosso, sostanzialmente nessuno ha affrontato il problema in maniera strutturale”.
“A me pare francamente una cosa abbastanza ridicola dover fare ancora i conti con il numero dei cancellieri, gli operatori, i tecnici, i magistrati che devono scriversi le sentenze da soli, battere a macchina. – continua il Governatore – Sono cose veramente che danno il segno di un Paese che per tanti aspetti è un Paese in declino. Noi cercheremo di dare una mano, in maniera indiretta ovviamente”.
“Se la giustizia è lenta non è ipotizzabile che ciò sia imputabile alla svogliatezza diffusa dei magistrati italiani, che al contrario risultano i più produttivi d’Europa”.
È quanto dichiarato dal Procuratore generale di Napoli, Luigi Riello, durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario della Corte di appello di Napoli.
“Lanciare immagine che tutti magistrati siano fannulloni è squallido tentativo per occultare responsabilità di classe politica che da anni ha marginalizzato la giustizia nel bilancio dello Stato e l’ha resa laboratorio di esperimenti” conclude.

