“Le sfide che deve affrontare il comparto del commercio sono enormi e non possono essere affrontate da soli. Dobbiamo andare avanti tutti insieme. Credo che sia arrivato il momento di mettere da parte la paura perché la paura non ci permette di rilanciare il commercio. Inoltre, bisogna far capire che il commercio non è solo un problema dei commercianti ma riguarda tutti quanti noi. Il commercio è la spina dorsale di un territorio, perciò diventa un problema di tutti”.
A parlare è don Ciro Cozzolino, referente di Libera a Torre Annunziata, intervenuto nell’incontro che si è tenuto oggi pomeriggio con i commercianti. Ancora pochi, ma un primo passo è stato fatto.
All’incontro erano presenti Lucia Marchese e Beatrice Pastore, i cui mariti sono stati assassinati per aver denunciato il pizzo. Presente anche Pasquale Del Prete, imprenditore di Ercolano e referente dell’associazione antiracket, il quale ha parlato del “Modello Ercolano”. Presenti anche il sindaco di Torre Annunziata Vincenzo Ascione, il vicesindaco Gaetano Veltro, l’assessore ai lavori pubblici Luigi Ammendola, il tenente colonnello dei carabinieri Filippo Melchiorre, rappresentanti della Polizia di Stato e della Guardia di Finanza.
“Un alibi – ha continuato don Ciro – potrebbe essere la mancanza di fiducia nelle istituzioni. Le istituzioni sono qui stasera. Quando notate qualcosa che non va, ci sono le istituzioni. Credo che ci sia anche un problema di cultura. Qui a Torre Annunziata siamo indietro di cinquanta anni. Bisogna mettere da parte gli individualismi e mettersi in rete. Questa è un’opportunità, se la rifiutate può essere che ne arrivi un’altra, ma può essere anche che non ne arrivino più”.
Due domeniche fa, ha aggiunto il referente di Libera, “l’ennesima bomba. Basta. Dobbiamo unirci e contrastare la criminalità. I commercianti devono iniziare a partecipare agli incontri perché insieme possiamo vincere. Il problema non sono le bombe, il problema è che ognuno cerca di risolvere le cose da solo. E invece no. Bisogna cominciare a capire l’importanza di mettersi in rete.
Non possiamo, poi, pretendere tutto dalle istituzioni. In questo momento dobbiamo camminare insieme. Io, personalmente, non sono disponibile ai battitori liberi”.
Il 4 luglio scorso, giusto per citare un esempio, “abbiamo avuto un incontro in ricordo di Luigi Staiano e ho notato che i commercianti non erano presenti. Nessuno.
A volte si ha l’impressione di essere da soli, hanno detto i commercianti. Lo stesso lo hanno detto gli insegnanti e altre categorie ancora. Per questo bisogna associarsi”.
Si è poi affrontato il problema del commercio. Ci sono alcuni problemi comuni a tutti, la liberazione degli orari che ovviamente favorisce la grande distribuzione e la vendita on line, che inevitabilmente portano alla chiusura delle attività locali. Questo perché gli utenti non vanno dal dettagliante perché i centri commerciali hanno il parcheggio, perché non si soffre caldo e freddo a seconda della stagione.
E allora ci si chiede: potranno esistere ancora i piccoli negozi? Sì, ma c’è bisogno di creare servizi.
La testimonianza di Beatrice Pastore: “Raffaele ha vissuto la solitudine. All’epoca era impensabile denunciare. Dopo 22 anni siamo ancora a parlare di questo. La città avrebbe dovuto reagire.
Uccidere lui significava creare timore in tutti quanti voi, probabilmente ci sono riusciti. Uccidendo Raffaele Pastore hanno bloccato tutti quanti voi. Parliamo tutti di libertà, ma come si raggiunge la libertà se non con la lotta e con la denuncia? Anche io sono andata via, l’ho fatto per i miei figli ma non è giusto. Dobbiamo denunciare”.
E’ poi intervenuto Giuseppe Pagano, ex presidente dell’Associazione Commercianti: “Con una concorrenza spietata dei centri commerciali e di internet, partiamo sconfitti. Noi non possiamo sostenere questa concorrenza. L’unica possibilità è poter contare sui servizi, parcheggi, strade e sicurezza, in modo tale da poter offrire appunto qualcosa in più”.
Per Fabio Boccia, rappresentante dei commercianti: “Se oggi va fatto qualcosa di serio, era per i giovani. Il commercio ha ancora mille problemi, che vanno risolti”.
Per il sindaco Vincenzo Ascione, “ci sono delle attività che hanno portato persone da altre città. E ora stiamo valutando la possibilità di creare un’isola pedonale per verificare se si possono sviluppare delle zone commerciali”.
Pasquale Del Prete, referente dell’Associazione Antiracket ha spiegato il ‘Modello Ercolano’: “Lo Stato c’è. Oggi sì. Prima non c’era la cultura di fare squadra. Fare squadra è importante perché non ci espone in prima persona. Per quanto riguarda la nostra esperienza, abbiamo chiesto alle istituzioni di essere aiutati e abbiamo avuto risposte concrete. Denunce collettive, in modo tale che il commerciante non si espone direttamente”.

