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Il vernissage della mostra pittorica “Ipermetafisica – La poetica del Fantasmagorico”
È in mostra al MOA – Museum of Operation Avalanche di Eboli la personale pittorica “Ipermetafisica – La poetica del Fantasmagorico”, dell’artista Virgilio Del Guercio, uno dei maggiori esponenti viventi dell’ “arte ipermetafisica”, una pittura che, secondo Del Guercio, è “…l’espressione dello stato d’animo che, coincide poi, con le immagini raffigurate in un modo astratto concreto, come se fosse una poesia dell’astratto, dell’oltre, immaginando anche ciò che non esiste…”.
Nato a Calabritto (Avellino) nel 1939, Virgilio Del Guercio ha intrapreso un lungo percorso che lo ha condotto dalla pittura figurativa a un linguaggio astratto e poetico, la pittura metafisica, poi, negli anni ’90, approda nella pittura ipermetafisica. La corrente artistica ipermetafisica, a cui è legata gran parte della produzione pittorica, ha le sue fondamenta su una nuova visione dell’Essere, della verità e dell’arte, applicate dentro scenari di trasformazione culturale e filosofica.
Il percorso evolutivo della sua tecnica pittorica che lo fa immedesimarsi ‘definitivamente’ nell’arte ipermetafisica, lo si collega al tragico evento del terremoto dell’Irpinia, in cui la perdita della madre, alla quale stringeva un legame molto profondo, provoca nell’artista sentimenti di dolore, rabbia e frustrazione.
Del Guercio, che ha all’attivo centinaia di mostre in Italia ed Europa, ha lavorato anche come scenografo in prestigiosi teatri, ha pubblicato il romanzo “L’attesa” ed è stato insignito di numerosi premi, tra cui il Premio Culturale Nazionale “Emilio de Marchi” e il Premio “Giacinto Gigante”. Nel 2023 l’ISFOA Unitelematica Internazionale Svizzera di Roma gli ha conferito la laurea Honoris Causa in Arte Contemporanea per il valore della sua carriera.
Va ricordato che l’artista ha vissuto per circa 40 anni in Germania; oggi, il suo atelier a Calabritto, chiamato dall’artista affettuosamente “Centro Culturale”, propone ancora la sua arte intensamente vissuta. L’atelier ubicato in territorio unico, in cui armonia naturale, ricerca interiore, immaginazione si fondono in una poetica trascendente, come direbbe Del Guercio “fantasmagorica”, poesia capace di trasformare il visibile in un’esperienza spirituale e visionaria.
Ricorda Del Guercio: “C’è un mio quadro, con una crocifissione, io ricordo che quando venne ad Ausburg il Papa Carol Wojtyla, la Curia invitò i più valenti artisti della Baviera, con una mostra nella casa di ‘Bertolt Brecht’ (N.d.R. Casa Museo Bertolt Brecht). Allora, il Papa camminava, naturalmente, con tutto il suo entourage, invece noi artisti stavamo fuori, e Wojtyla guardava questa mostra; davanti al mio quadro, ‘La crocifissione’ si è soffermato, non dico molto, un 3 o 4 minuti, ed è rimasto impressionato, mentre davanti agli altri quadri camminava e passava oltre; sicuramente si è soffermato di fronte alla mia opera perché quell’opera esprimeva lo stato d’animo di ognuno di noi, il calvario; il calvario che esiste dentro di ogni uno di noi, perché l’uomo vive più nel dolore che nella gioia. La vita è una incubatrice perenne dell’indole e del percorso artistico di un individuo, è liberazione; poi in special modo in questa genere di pittura che faccio, insomma, che definisco chiamarla ‘Ipermetafisica’, cioè oltre la metafisica, c’è il fantasmagorico, c’è la poetica del fantasmagorico. Io ho sempre voluto, sin da piccolo, sin dall’infanzia, cercare di essere un artista, ecco. A otto anni feci qualche disegno su mia madre, poi, oltre a questo, la dipinsi mentre stava vicino al fuoco, stava scegliendo il grano, e da allora, ho sempre continuato a dipingere.”
Alla domanda È possibile sapere da lei quale messaggio le sue opere gridano, o sussurrano, o preferisce non svelarlo? Così risponde l’artista: “Preferisco non svelarlo, preferisco che ognuno che guarda le mi opere, deve riuscire ad entrare, io gli do l’immagine, la chiave, ‘tu devi riuscire a mettere la chiave nella toppa’ per aprire il quadro e entrare; allora, è un premio, un grandiosissimo premio dell’artista che ti dà quando sei riuscito a capire, a leggere il quadro, perché un quadro non è altro che una lirica, una poesia.”
Luigi Nobile, Direttore Artistico del MOA, commenta pieno di entusiasmo la personale di Virgilio Del Guercio, inaugurata nel museo sabato 4 ottobre: “Quando vado a trovare Del Guercio, sono in presenza di un giovane uomo, sembianze, insomma, che indicano un’età molto matura ma io mi trovo sempre di fronte un giovane uomo; tant’è che mi sento io, proprio un attimo, invecchiato perché Virgilio è sempre avanti, Virgilio guarda al futuro. Lui parte dal presente preservando le sue origini, le sue radici molto profonde che parlano dei nostri territori, parlano di Magna Grecia, parlano di filosofia greca. Successivamente, Virgilio espande la sua concezione fino ad arrivare a Kant a Schopenhauer, tanto è vero che una critica tedesca lo definì il ‘filosofo con i pennelli’; questo è Del Guercio. Del Guercio è davvero il senso del nostro inconscio, quello che noi cerchiamo di tenere nascosto, e Del Guercio lo svela e lo svela in modo selvaggio, ce lo butta davanti agli occhi, siamo noi poi che dobbiamo in un certo qual modo percepire l’essenza del quadro. Virgilio rappresenta davvero uno dei momenti più alti per quanto riguarda le mostre pittoriche fatte qui al MOA di Eboli; ormai, sono circa 12 anni che siamo, come dire, sul ‘campo di battaglia’ a proporre queste perle che abbiamo perché Virgilio è davvero è un gioiello che noi dovremmo lucidare ogni giorno perché è ‘DOP’, è un prodotto della nostra terra. Avere un pittore così, insomma, a pochi chilometri da casa significa, innanzitutto, poter prendere a piene mani, cultura, arte ma anche senso della vita.”
La mostra pittorica “Ipermetafisica – La poetica del Fantasmagorico” è stata organizzata dalle associazioni “Sophis” di Battipaglia e “Primavera – Circolo Mo’ Art” di Eboli ed è un percorso espositivo studiato affinché i visitatori possano immergersi nel visionario universo di Del Guercio, in cui colore e luce si fanno strumenti di evocazione simbolica, capaci di oltrepassare i confini del visibile; resterà aperta fino al 26 ottobre, avrà un evento speciale ad ingresso gratuito nella serata di sabato 18 ottobre: Del Guercio declamerà i versi di Federico García Lorca,“Alle cinque della sera”, accompagnato al pianoforte da Luigi Nobile; seguirà il concerto del soprano Katerina Furstova, voce di fama internazionale, accompagnata dal maestro Massimo Blasone.
Quintino Di Vona

