Torre del Greco, bambini senza scuola: il Comune stringe i tempi dopo la chiusura per rischio sismico

La scuola primaria “Giampietro Romano” di Torre del Greco è stata chiusa nei giorni scorsi a seguito di un’ordinanza che ne ha dichiarato l’inagibilità per elevato rischio sismico e alta vulnerabilità, anche in caso di scosse di lieve entità. Circa 500 alunni si ritrovano così senza sede, con la necessità urgente di reperire almeno 18 aule per garantire la continuità didattica.

Dopo la chiusura, l’amministrazione comunale e la dirigente scolastica Rosaria Colantuono hanno ipotizzato come soluzione temporanea l’utilizzo degli spazi del complesso “La Salle”, integrati con moduli prefabbricati in muratura.

La posizione dei genitori
I rappresentanti di classe e le famiglie degli alunni hanno espresso pubblicamente il loro parere favorevole alla proposta. In una nota congiunta, hanno scritto:

“La soluzione ipotizzata – utilizzo degli spazi del complesso ‘La Salle’ integrati con unità mobili in muratura – è per noi una risposta concreta e condivisibile: coniuga la rapidità di attuazione con la possibilità di mantenere unita la nostra comunità scolastica.
In un momento in cui i nostri figli rischiano frammentazione e incertezza, riteniamo fondamentale agire subito e con decisione. Questa proposta rappresenta il miglior compromesso per garantire continuità didattica, sicurezza e stabilità organizzativa”.

I genitori hanno inoltre ribadito la disponibilità a rilasciare interviste e incontrare la stampa “affinché la cittadinanza sia pienamente informata e, in particolare, la classe politica”.

Lo scontro con l’opposizione
Nei giorni scorsi sei consiglieri comunali di minoranza hanno inviato una lettera al ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, al prefetto di Napoli Michele di Bari e al direttore dell’Ufficio scolastico regionale Ettore Acerra, chiedendo di evitare l’installazione di “container” per ospitare le classi sfollate.

Il sindaco Luigi Mennella ha replicato duramente, definendo la missiva “piena di inesattezze e falsità” e lamentando l’assenza di confronto con la comunità scolastica.

“È grave scrivere che l’amministrazione ha deciso di allocare undici classi in container e che questi non garantirebbero il benessere psicofisico degli alunni. Noi parliamo di moduli prefabbricati, tutt’altra cosa rispetto ai container. Questa scelta, tutt’altro che definitiva, è stata presa di concerto con la dirigente scolastica e trova il gradimento della maggioranza dei genitori”.

Mennella ha anche criticato il riferimento, nella lettera dell’opposizione, al plesso Orsi, “che quest’anno dovrebbe tornare ad accogliere i propri alunni dopo dieci anni di chiusura per inefficienze delle passate amministrazioni, e non può essere sottratto alla comunità a cui appartiene”.

La ricerca di spazi alternativi
Il primo cittadino ha infine ribadito l’impegno dell’amministrazione:

“Il Comune continuerà a lavorare per trovare le soluzioni più idonee per fronteggiare la chiusura temporanea del plesso Romano, sempre in accordo con la comunità scolastica. Anche oggi siamo al lavoro per reperire spazi idonei, con l’obiettivo di tutelare il diritto allo studio degli alunni torresi”.

La vicenda resta aperta, con la necessità di una decisione rapida per permettere ai 500 bambini della “Giampietro Romano” di tornare in classe in sicurezza e senza frammentazioni.