Libano, raid israeliani e tensione con l’Italia: colpito un mezzo Unifil, Tajani convoca l’ambasciatore

Non si ferma l’escalation in Libano, dove nelle ultime ore si è registrato uno dei bombardamenti più intensi dall’inizio della nuova fase del conflitto. Secondo quanto riferito dal ministro degli Esteri Antonio Tajani durante il Question Time alla Camera, sarebbero stati impiegati circa 150 aerei israeliani, con attacchi che hanno colpito diverse aree del Paese, tra cui Beirut, Sidone e Tiro, provocando numerose vittime civili.

Nel corso delle operazioni è rimasto coinvolto anche un convoglio italiano della missione Unifil, diretto verso Beirut per attività logistiche legate anche ai rimpatri. La colonna è stata fermata dalle forze israeliane e raggiunta da colpi di avvertimento, che hanno danneggiato un veicolo militare italiano, un mezzo “Lince”. Non si registrano feriti, ma il convoglio è stato costretto a rientrare alla base.

Il ministro Tajani ha annunciato l’immediata convocazione dell’ambasciatore di Israele in Italia per chiarire quanto accaduto, ribadendo con fermezza che “i militari italiani non si toccano” e sottolineando che l’esercito israeliano non ha alcuna autorità sui contingenti italiani impegnati sotto mandato ONU.

Preoccupazione è stata espressa anche per l’andamento generale del conflitto. Secondo il titolare della Farnesina, la tregua in Libano è di fatto inesistente e i segnali attuali indicano un peggioramento della situazione. L’Italia continua a chiedere a Israele di evitare reazioni sproporzionate, pur condannando le azioni di Hezbollah che hanno contribuito alla riaccensione delle ostilità.

Tajani ha inoltre ribadito la necessità di sostenere il governo e le forze armate libanesi, considerati elementi fondamentali per rafforzare la stabilità del Paese e arrivare a una soluzione politica che includa anche il disarmo di Hezbollah.

Sulla stessa linea il ministro della Difesa Guido Crosetto, che ha parlato di un episodio “grave e inaccettabile”, chiedendo un intervento urgente delle Nazioni Unite per garantire la sicurezza dei peacekeeper. Il convoglio italiano, ha spiegato, era chiaramente identificato e impegnato in attività di supporto sotto mandato ONU, e non può essere esposto a rischi di questo tipo.

Crosetto ha sottolineato che l’Italia continuerà a sostenere la missione Unifil, ma pretende il pieno rispetto del ruolo dei caschi blu e la tutela dei propri militari.

Nel suo intervento, Tajani ha anche espresso forte contrarietà a un disegno di legge israeliano che prevede l’introduzione della pena di morte per detenuti palestinesi accusati di terrorismo, definendolo discriminatorio e contrario ai principi umanitari.

L’Italia, ha ribadito il ministro, continuerà a lavorare sul piano diplomatico per favorire una de-escalation duratura, chiedendo al contempo l’accesso agli aiuti umanitari a Gaza, la tutela delle comunità civili e il rispetto del diritto internazionale.

La situazione resta estremamente delicata, con il rischio concreto di un ulteriore allargamento del conflitto nella regione.