La Procura di Pavia ha chiuso per la seconda volta le indagini su Andrea Sempio nell’ambito della nuova inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007 nella villetta di famiglia a Garlasco.
Il nuovo avviso di conclusione delle indagini preliminari è stato depositato oggi e rappresenta il passaggio successivo agli accertamenti integrativi disposti dalla Procura nei mesi scorsi. Sempio, 38 anni, amico del fratello della vittima, è l’unico indagato nella nuova inchiesta ed è accusato di omicidio aggravato.
La prima chiusura delle indagini era arrivata a maggio. Dopo il deposito degli atti, la difesa aveva presentato le proprie osservazioni e consulenze, spingendo la Procura a svolgere ulteriori approfondimenti prima di arrivare alla nuova chiusura.
Tra gli elementi esaminati dagli investigatori ci sono il Dna trovato sotto le unghie di Chiara Poggi, l’impronta di una scarpa rinvenuta sul pavimento della villetta e le misurazioni antropometriche di Sempio. Le nuove consulenze sono state affidate, tra gli altri, agli esperti Carlo Previderè, Cristina Cattaneo, Giampaolo Iuliano e Nicola Caprioli.
Gli ultimi accertamenti hanno riguardato anche le attività investigative svolte nel 2007. Nei giorni scorsi la Procura ha ascoltato come testimone l’ex generale dei Ris Luciano Garofano, insieme ad alcuni ufficiali che all’epoca erano in servizio nel reparto scientifico dei carabinieri. Garofano, sentito per oltre un’ora, ha confermato l’incontro con gli inquirenti senza però fornire dettagli sul contenuto della deposizione.
Un’altra consulenza riguarda l’aspetto psichiatrico e personologico di Sempio. L’esperto incaricato, Roberto Catanesi, avrebbe dovuto valutare anche la capacità di intendere e di volere dell’indagato all’epoca dell’omicidio. Sempio, però, non si è sottoposto ai colloqui diretti con lo psichiatra su indicazione dei suoi legali, e l’esito di questo accertamento resta quindi un punto ancora da chiarire.
La chiusura delle indagini non significa automaticamente che Sempio sarà processato. La difesa dispone ora di 20 giorni per esaminare il materiale depositato dalla Procura, presentare memorie, produrre documenti o chiedere ulteriori accertamenti. Successivamente i magistrati potranno decidere se chiedere il rinvio a giudizio.
Sul caso resta inoltre aperto il capitolo relativo ad Alberto Stasi, l’ex fidanzato di Chiara Poggi condannato in via definitiva a 16 anni di carcere per l’omicidio. I suoi legali stanno valutando da tempo la possibilità di presentare un’istanza di revisione del processo, che potrebbe arrivare dopo il nuovo deposito della Procura di Pavia.
A quasi vent’anni dal delitto, dunque, l’inchiesta bis entra in una nuova fase. La Procura ha completato gli accertamenti e messo a disposizione della difesa gli elementi raccolti durante gli ultimi mesi. Ora saranno le prossime decisioni giudiziarie a stabilire se l’indagine porterà effettivamente a un nuovo processo.

