L’addio è arrivato in silenzio, lontano dai riflettori, prima di diventare consapevolezza condivisa. A Verissimo, Emanuele Filiberto di Savoia ha aperto per la prima volta il capitolo finale del matrimonio con Clotilde Courau, rivelando che la separazione risale ormai a cinque anni fa.
Nessuna rottura improvvisa, ma l’esito di un percorso di allontanamento e la volontà di evitare una recita a beneficio del pubblico: «A un certo punto l’amore non c’era più e non volevo vivere in una costante bugia».
La storia era iniziata il 25 settembre 2003 con le nozze nella basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri a Roma, un’unione durata quasi vent’anni e coronata dalla nascita delle due figlie, Vittoria (22 anni) e Luisa (19).
Un legame profondo di cui Emanuele Filiberto conserva un ricordo nitido e privo di rancori: «Clotilde è una donna che ho amato tantissimo, alla follia. Abbiamo avuto una vita bellissima».
A consumare il rapporto sono state le distanze continue, i ritmi di lavoro opposti e le fragilità personali. Tra l’Italia per lui e la Francia per lei, la quotidianità si è affievolita con il tempo: «Eravamo molto giovani. Io viaggiavo moltissimo, lei lavorava. A poco a poco l’amore è diminuito».
Senza nascondersi dietro formule di comodità, l’erede di casa Savoia ha ammesso anche le proprie responsabilità: «Non è mai stato un rapporto aperto, ci sono stati dei tradimenti da parte mia».
Oggi la priorità resta l’equilibrio familiare. Nonostante il matrimonio sia terminato, il legame si è trasformato in un affetto maturo e collaborativo: una scelta fatta in primis per tutelare le figlie, «ma anche per noi stessi».

