Cava dei Tirreni. Un fiume in piena. Niente frasi di circostanza, nessun alibi, ma un’assunzione di responsabilità diretta e totale. All’indomani del pesante passaggio a vuoto patito sul campo della Cavese, il presidente del Savoia Calcio, Nazario Matachione, rompe il silenzio con una nota al fulmicotone. Una presa di posizione durissima, che traccia una linea netta tra quanto visto in campo e la reazione pretesa d’ora in avanti per difendere l’onore della maglia biancoscudata.
”Silenzio, riflessione e lavoro”
Il patron biancoscudato non gira intorno al problema. La sconfitta incassata a Cava dei Tirreni brucia, ma è soprattutto l’atteggiamento ad aver scatenato la rabbia della presidenza.
“È stata una partita deludente. E sono profondamente deluso e arrabbiato. Non cerco attenuanti e non voglio alibi. Quella vista oggi non è la squadra che voglio vedere e non è il Savoia che vogliamo rappresentare,” esordisce senza mezzi termini Matachione.
Di fronte alla prestazione opaca, il presidente sceglie di metterci la faccia in prima persona, imponendo un immediato silenzio stampa per tutta la squadra:
“Il primo responsabile sono io, e quando le cose vanno male sono il primo a metterci la faccia. Proprio per questo ho deciso di non pubblicare interviste e di non voler sentire dichiarazioni da nessuno. Dopo una prestazione del genere le parole servono a poco. Bisogna stare in silenzio, riflettere e lavorare.”
Il monito a staff e squadra: “Nessuno escluso”
Nessun sconto per nessuno. L’invito del presidente è un ordine perentorio indirizzato a tutte le componenti dell’area tecnica:
“Da oggi devono correre tutti: staff, allenatore e calciatori. Nessuno escluso. Una prestazione come quella di oggi non sono disposto ad accettarla mai più. Le critiche sono giuste e ce le prendiamo tutte.”
Un messaggio diretto anche a chi, all’esterno, attendeva soltanto un inciampo della compagine oplontina:
“Poi ci sono quelli che aspettavano questo momento. Quelli rimasti dietro l’angolo ad aspettare una nostra caduta per uscire allo scoperto, puntare il dito e impartire lezioni. A loro concediamo questa serata. Se la godano. Da domani voglio che a parlare siano il lavoro, il campo e i risultati.”
L’omaggio alla Cavese e al pubblico di Cava
In un quadro di forte amarezza per il risultato sportivo, il presidente Matachione ha voluto tuttavia evidenziare un episodio di alto valore morale, ringraziando la tifoseria avversaria per il comportamento tenuto durante i novanta minuti:
“Complimenti alla Cavese, che oggi ha meritato sul campo. E complimenti alla sua splendida tifoseria che, in segno di solidarietà per il blocco della trasferta imposto ai nostri tifosi, ha scelto di non intonare alcun coro contro il Savoia e contro la nostra gente. Un gesto di rispetto e di sportività che abbiamo apprezzato e che merita di essere sottolineato. Onore a voi! Questo è il calcio che ci piace.”
Sguardo al futuro: “Il Savoia prima di tutto”
La battuta d’arresto deve trasformarsi nel punto di svolta della stagione biancoscudata. La certezza del presidente risiede negli uomini prima ancora che nei calciatori:
“Questa sconfitta deve servirci per capire esattamente ciò che non vogliamo più essere e ciò che non vogliamo più vedere. Sono deluso, ma conosco gli uomini che fanno parte di questo gruppo. Sono certo che reagiranno. Non con le parole. Sul campo. E quella sarà la risposta migliore anche per chi oggi aspettava soltanto il momento di parlare. Il Savoia viene prima di tutto. E prima di tutti.”
La palla passa ora alla squadra: la risposta attesa dalla presidenza e dall’intera piazza di Torre Annunziata dovrà arrivare già dal prossimo appuntamento di campionato.

