Tre anni dal 7 ottobre, Israele ricorda le vittime: una guerra che ha cambiato il Medio Oriente

Sono trascorsi tre anni dal 7 ottobre 2023, il giorno dell’attacco di Hamas contro Israele che ha dato inizio alla guerra nella Striscia di Gaza e aperto una delle fasi più drammatiche della storia recente del Medio Oriente.

In Israele la giornata è dedicata alla memoria delle vittime. Le commemorazioni si svolgono nei luoghi simbolo dell’attacco, tra cui il sito del festival Nova e i kibbutz colpiti dai miliziani. Alle 6.29, l’ora in cui iniziò l’assalto, il Paese si è fermato per un minuto di silenzio.

Quel giorno morirono 1.221 persone, secondo il bilancio riportato da AFP sulla base dei dati ufficiali israeliani, mentre 251 persone furono prese in ostaggio e portate nella Striscia di Gaza. L’attacco provocò una risposta militare israeliana su larga scala, trasformando Gaza in un teatro di guerra e coinvolgendo progressivamente anche altri attori regionali.

Gaza devastata dopo tre anni di guerra

A tre anni di distanza, la situazione nella Striscia resta drammatica. Secondo il ministero della Sanità di Gaza, citato da AFP, oltre 74.200 palestinesi sono stati uccisi dall’inizio dell’offensiva israeliana. Il bilancio, precisa la stessa fonte, è fornito da un’autorità sanitaria controllata da Hamas.

Il territorio è inoltre in gran parte devastato. Secondo RaiNews, ONU, Unione europea e Banca Mondiale hanno stimato in 35,2 miliardi di dollari i danni fisici provocati dalla guerra a Gaza.

Il cessate il fuoco entrato in vigore circa un anno fa ha ridotto significativamente i combattimenti, ma non ha cancellato le tensioni. Nuovi attacchi israeliani sono stati segnalati anche nelle ore dell’anniversario, mentre il governo di Benjamin Netanyahu ha mantenuto alta l’allerta militare per il timore di possibili nuove azioni di Hamas.

Quello di oggi è anche un anniversario segnato dalla politica. In Israele il 7 ottobre è diventato uno dei temi centrali del dibattito sulle responsabilità per il fallimento della sicurezza che precedette l’attacco e sulla gestione della guerra da parte del governo Netanyahu. Le commemorazioni arrivano inoltre a poche settimane dalle prossime elezioni.

Il 7 ottobre ha così segnato uno spartiacque non soltanto per Israele e per i palestinesi, ma per l’intero Medio Oriente. Il conflitto ha avuto ripercussioni sulla sicurezza regionale, coinvolgendo direttamente o indirettamente Hezbollah, gli Houthi e l’Iran e modificando profondamente gli equilibri dell’area.

Tre anni dopo, mentre Israele ricorda le vittime dell’attacco e le famiglie palestinesi fanno i conti con una Striscia devastata, resta aperta la sfida più difficile: trasformare una tregua ancora fragile in una pace capace di garantire sicurezza agli israeliani e un futuro ai palestinesi.