Chiara Corbella Petrillo, la causa di beatificazione prosegue: aveva rinunciato alle cure per far nascere il figlio

Prosegue il percorso verso la beatificazione di Chiara Corbella Petrillo, la giovane mamma romana morta nel 2012 a soli 28 anni e diventata negli anni una figura particolarmente conosciuta e amata all’interno della comunità cattolica.

La causa di beatificazione, aperta ufficialmente dalla Diocesi di Roma nel settembre 2018, ha già superato una tappa importante. Nel giugno 2024, nella Basilica di San Giovanni in Laterano, si è infatti conclusa l’inchiesta diocesana dedicata alla vita, alle virtù e alla fama di santità di Chiara. La documentazione raccolta è stata quindi trasmessa al Dicastero delle Cause dei Santi, in Vaticano, per le successive valutazioni.

Nata a Roma nel 1984, Chiara Corbella sposò Enrico Petrillo nel 2008. La sua vita familiare fu segnata da prove particolarmente difficili: durante le prime due gravidanze furono diagnosticate gravi malformazioni ai figli, Maria Grazia Letizia e Davide Giovanni, entrambi morti poco dopo la nascita.

Durante la terza gravidanza, quella del figlio Francesco, fu invece Chiara a ricevere una diagnosi drammatica: un tumore alla lingua. La giovane decise di rinviare le cure per portare a termine la gravidanza e, dopo la nascita del bambino, iniziò le terapie. La malattia, però, era ormai progredita e Chiara morì il 13 giugno 2012.

La sua vicenda ha attirato negli anni una crescente attenzione, soprattutto per il modo in cui Chiara visse la malattia, la maternità e la fede. Dopo la sua morte si è sviluppata una forte fama di santità, elemento che ha portato all’avvio dell’iter ecclesiastico.

Il primo passo ufficiale è arrivato nel 2018, quando la Diocesi di Roma ha aperto la causa, attribuendo a Chiara il titolo di Serva di Dio.

La conclusione dell’inchiesta diocesana non coincide però con la beatificazione. Il materiale raccolto deve ora essere esaminato a livello vaticano nell’ambito del procedimento previsto dalla Chiesa. Solo al termine delle diverse valutazioni potrà eventualmente arrivare il riconoscimento dell’eroicità delle virtù e, successivamente, quello di un eventuale miracolo attribuito alla sua intercessione.

Il cammino è quindi ancora in corso, ma la chiusura della fase diocesana rappresenta un passaggio significativo per una causa che continua a suscitare grande interesse tra i fedeli.

La storia di Chiara Corbella, a oltre quattordici anni dalla sua morte, continua così a essere al centro di un percorso ecclesiale che potrebbe portarla, qualora tutte le condizioni previste dalla Chiesa venissero riconosciute, verso la proclamazione a beata.