Al Festival di Sanremo si è spesso parlato di “quota talent”, e in particolare della presenza degli ex allievi di Amici di Maria De Filippi arrivati fino al serale. Negli anni scorsi i numeri erano importanti: da Emma Marrone a Alessandra Amoroso, passando per Annalisa e Angelina Mango, fino ai The Kolors.
Nel 2026 la presenza è più contenuta ma comunque significativa: in gara c’è Enrico Nigiotti, che ha raggiunto il serale, così come LDA e Aka7even. A loro si aggiunge Mara Sattei, che ha vissuto un’esperienza breve nel talent, senza però accedere al serale.
Ma se negli altri anni si parlava di “quota Amici” in termini numerici, quest’anno il discorso cambia prospettiva. Perché a rappresentare simbolicamente il programma non sono solo due ex concorrenti, ma due veri amici.
LDA e Aka7even hanno partecipato ad Amici in due edizioni diverse, quindi non hanno condiviso la stessa aula televisiva. Eppure, nel tempo, hanno costruito un rapporto autentico che oggi si riflette sul palco dell’Ariston anche con il caloroso abbraccio al termine della prima esibizione. Il gioco di parole è quasi inevitabile: vengono da Amici e sono grandi amici. Più amici di così, difficile.
A Sanremo 2026 portano il brano “Poesie Clandestine”, una canzone che unisce le loro sensibilità e racconta un’intesa artistica ormai consolidata. La loro sintonia è evidente nelle armonie, nei rimandi reciproci, nella presenza scenica condivisa. E i risultati non si sono fatti attendere: nella seconda serata hanno conquistato la top 5, segno che pubblico e radio stanno premiando il progetto.
Questa sera torneranno sul palco per la serata delle cover con un’esibizione che promette energia e ritmo: interpreteranno “Andamento Lento” insieme a Tullio De Piscopo, in un incontro tra generazioni che potrebbe trasformarsi in uno dei momenti più coinvolgenti della puntata.
Il percorso sanremese anticipa anche un traguardo discografico importante: il 6 marzo uscirà il loro joint album, intitolato proprio “Poesie Clandestine”, a suggellare un sodalizio che va oltre la gara.
In un Festival dove la “quota Amici” è numericamente più snella rispetto al passato, il 2026 racconta qualcosa di diverso: non solo un percorso televisivo, ma un legame umano diventato musica. E all’Ariston, tra applausi e classifiche, la quota Amici è più amici che mai.

