9 settembre, santo del giorno: San Pietro Claver

Il 9 settembre la Chiesa ricorda San Pietro Claver, sacerdote gesuita spagnolo vissuto nel XVII secolo e conosciuto come “schiavo degli schiavi”. La sua vita fu segnata da un’instancabile opera di carità e di evangelizzazione nei confronti degli africani deportati come schiavi nelle colonie spagnole del Sud America.

Pietro Claver nacque in Spagna, a Verdú, nel 1580. Entrato nella Compagnia di Gesù, partì come missionario per la Nuova Granada, nell’attuale Colombia, dove fu ordinato sacerdote nel 1616. Lì entrò in contatto con la drammatica realtà del traffico di schiavi provenienti dall’Africa, che venivano scaricati nei porti in condizioni disumane.

Pietro decise di consacrare interamente la sua vita a loro, proclamandosi “per sempre schiavo degli schiavi”. Assisteva gli africani sbarcati dalle navi, li curava, li battezzava e offriva loro conforto umano e spirituale. Si calcola che nel corso della sua vita abbia battezzato oltre 300.000 schiavi.

La sua opera fu un esempio straordinario di amore cristiano e di difesa della dignità umana. Nonostante le critiche e l’isolamento che spesso subiva, non smise mai di dedicarsi agli ultimi e agli oppressi. Morì a Cartagena il 9 settembre 1654 e fu canonizzato da papa Leone XIII nel 1888, lo stesso giorno della canonizzazione di San Giovanni Battista de La Salle.

San Pietro Claver rimane un modello universale di giustizia, carità e solidarietà verso gli emarginati. È patrono dei missionari presso gli africani e dei diritti umani, e la sua memoria continua a ispirare l’impegno per l’uguaglianza e contro ogni forma di schiavitù e discriminazione.