L’8 agosto la Chiesa celebra la memoria di San Domenico di Guzmán, sacerdote spagnolo vissuto tra il XII e il XIII secolo, fondatore dell’Ordine dei Frati Predicatori, più noti come Domenicani. Nato a Caleruega nel 1170, Domenico fu un uomo di profonda preghiera, grande cultura e instancabile zelo apostolico.
Nel periodo in cui Domenico visse, l’Europa era attraversata da numerose eresie, tra cui quella dei Catari, che mettevano in discussione verità fondamentali della fede cristiana. Domenico, con grande carità e determinazione, si dedicò alla predicazione per riportare alla fede tanti fratelli fuorviati. Lo fece con uno stile di vita sobrio, evangelico, fondato sulla povertà, la preghiera e lo studio.
Fu proprio da questo impegno che nacque l’Ordine dei Domenicani, approvato da Papa Onorio III nel 1216. L’Ordine si propose fin da subito di formare predicatori colti e fedeli al magistero della Chiesa, capaci di difendere e diffondere il Vangelo con la parola e l’esempio.
San Domenico fu anche un grande promotore della devozione al Rosario, che secondo la tradizione avrebbe ricevuto direttamente dalla Vergine Maria come strumento potente di evangelizzazione e preghiera.
Morì a Bologna nel 1221, circondato dai suoi fratelli e amato da quanti lo avevano conosciuto. Fu canonizzato nel 1234 da Papa Gregorio IX.
San Domenico di Guzmán è il modello del predicatore appassionato, del religioso coerente e del cristiano innamorato della verità. Il suo ordine ha dato alla Chiesa grandi santi e teologi, tra cui San Tommaso d’Aquino. Ancora oggi, i Domenicani continuano nel mondo la sua missione: “Contemplare e trasmettere agli altri ciò che si è contemplato.”

