Pensioni, Durigon (Lega): «Uscita a 64 anni per gli ante ’96, possibile 80mila pensioni in più»

La possibilità di consentire l’uscita anticipata dal lavoro a 64 anni per i lavoratori ante ’96 potrebbe portare, secondo le stime, a circa 80mila pensioni aggiuntive. A parlare dell’ipotesi è stato il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon, intervenuto all’evento della Lega “A Tua Difesa – Verso la finanziaria 2027”.

«Dando la possibilità di scegliere a quelli che sono ante ’96 di andare in pensione, potrebbero essere, in base alla scelta misurata sempre dall’Inps, circa 80mila pensioni in più», ha spiegato Durigon.

La misura, secondo il sottosegretario, potrebbe essere introdotta in via sperimentale per tre anni, con un impatto stimato sui conti pubblici di circa 1,5 miliardi di euro all’anno.

Durigon ha inoltre sottolineato come l’intervento potrebbe contribuire a favorire il ricambio generazionale e a rendere più efficiente il mercato del lavoro, soprattutto se affiancato all’ingresso dei giovani con una tassazione agevolata al 5%.

Nel corso del suo intervento, il sottosegretario ha poi affrontato il tema della sostenibilità del sistema previdenziale italiano. «La spesa previdenziale è di 326 miliardi, mentre le entrate sono pari a 296 miliardi, un record storico con le contribuzioni», ha affermato, richiamando anche le posizioni di Elsa Fornero sulla necessità di garantire stabilità al sistema.

Durigon ha però evidenziato come nei 326 miliardi di spesa siano compresi anche circa 76 miliardi riconducibili alla fiscalità generale. Una componente che, a suo giudizio, cambia la lettura dei dati sulla sostenibilità del sistema pensionistico italiano.