Calcio malato: Vengono al pettine i nodacci di Luca Lotti. Chissà mai chi entrerà nel suo tritacarne… Vuoi vedere che… – PUNTATA N. 67

Calcio, o beach soccer?

Ma torniamo a bomba:  B come beach soccer, in quanto il play-out di serie B (Venezia-Salernitana) si giocherà in periodo balneare, in clima, ormai, da spiaggia. Sia pure in netto ritardo, quest’anno: ma è una contingenza davvero eccezionale, questa del 2019. Ben s’intenda: gli altri anni, al mare si andava molto prima… In programma, quella partita, domenica 9 giugno prossimo, in data lontana dalla conclusione del campionato. Con il mister dei lagunari, Cosmi, che aveva, già da tempo, ordinato il rompete le righe. E che ha sacramentato a lungo, per via di codesta inverosimile anomalia, tutta balatiana. Con la Salernitana che s’è, parimenti, doluta, ma per motivazioni del tutto distinte (sulle quali non torneremo, essendo fin troppo note ai nostri affezionati lettori).

 

Bollettino parrocchiale n. 28

Questa è la settimana che precede l’evento più inverosimile dell’anno sportivo: un parto, invero coerente, della disinibizione sibiliana. Ossia, la candidatura, addirittura a presidente del comitato campano, di un soggettino incredibile, con il codazzo di due rinviati a giudizio: Salvatore Errichiello, accusato di offese sessiste, con l’aggravante di averle indirizzate a persona che rivestiva una carica pubblica, il vice sindaco donna di Casalnuovo, Comune del quale il sullodato Errichiello era ed è consigliere; Andrea Vecchione, il segretario del comitato campano, accusato di aver “falsificato, in concorso con persone allo stato non identificate” (chissà chi saranno, gli ignoti…), la delibera dell’Avv. Filippo Pucino ed il conseguenziale comunicato ufficiale sul ritiro della Juve Pro Poggiomarino dal campionato 2015/2016 di promozione. In sintesi: un falso in atto pubblico, l’accusa gravissima, a carico di Vecchione. Che, per inciso, resta ancora là, in spregio ed a sfregio di qualsiasi norma di minimale deontologia e decenza, senza contare le potenziali violazioni di altro ordine e genere…

 

La “lettera al veleno” di Trombetta

Ebbene, in questa settimana, è apparsa, sul sito web “Sportcasertano.it”, una lettera, che la stessa testata definisce “al veleno”, di Gerardo Trombetta, ex delegato provinciale sibiliano (in Terra di Lavoro), ex pretoriano fedelissimo di Cosimino il paladino (della democrazia). Trombetta era uno dei collaboratori, di più stretta e rigorosa osservanza del rito sibiliano, dell’onorevole, il politico di professione da venticinque anni, prestato al calcio (per sventura… proprio del calcio). Oggi, non solo non è più un sibiliano, Trombetta, ma sprizza e spruzza veleno da tutti i pori. Contro Sibilia… Emulo, Trombetta, in codeste acrobatiche piroette, dello sprovveduto ed inverosimile Salvatore Gagliano, il recordman dei presidenti meteora del calcio campano. Un record che sarà, inevitabilmente, superato dall’elezione del prossimo, quello che sarà incoronato lunedì 10 giugno. Che, ci si può giurare, durerà infinitamente meno di quello spazio d’un mattino, che bastò al variopinto praianese, per essere inghiottito dalle voragini di un compito troppo più grande del suo calibro naturale.

 

Trombetta, che scudisciate a Sibilia…

Ma sentite, anzi leggete, quel che riesce a vomitare Trombetta.  Estrapoleremo, come avrebbe chiosato lo spiritoso avv. Lucio Giacomardo, fior da fiore, dalla missiva trombettiana: “Apprendo, non senza stupore, della convocazione dell’assemblea elettiva (un puro eufemismo!) da parte del cr Campania figc per il 10-06-2019, manco a dirlo, nella ridente Avellino, nuova capitale del calcio mondiale!”. Apprezzabile davvero, il sarcasmo dell’ex sibiliano: “puro eufemismo!” (come a dire: e che, sono elezioni?); “Avellino nuova capitale del calcio mondiale”: ovvero, come ti fondello Sibilia… Ma, subito dopo, Trombetta affonda il bisturi (da medico, qual è) nel vivo della carne sibiliana, segnalando, a mo’ di monito preventivo, di disporre di “prove documentali”: “… È stata fatta comunicazione non già il giovedì (almeno questo) attraverso lo storico comunicato ufficiale, che uno zelante servitore (storico ma ‘avvisato’) della causa continua ad elaborare, bensì il venerdì 31-05-2019, in tardo pomeriggio”. Si notino le punzecchiature, invero pesanti: quel participio passato (“avvisato”), che rievoca l’avviso penale a carico di Vecchione; “continua ad elaborare”, con palese riferimento alla circostanza che l’avvisato è ancora là, nell’esercizio delle sue delicate funzioni, obiettivamente incompatibili, in qualsiasi ente serio, con l’infamante accusa sul suo groppone…

 

Le accuse meritevoli di accertamento giudiziario…

Ed, ancora: “… presidenti di società del calcio dilettantistico campano, considerati numeri, merce di scambio, deleghe ‘in bianco’. Ecco, a proposito di queste ultime, vuoi vedere che in molti angoli della regione, per un fatto ‘logistico’, siano state fatte arrivare un po’ prima? Cinque, dico cinque giorni lavorativi prima dell’assemblea, sono un po’ pochini, no? Almeno per garantirsi il quorum necessario all’elezione”. Un quesito al “Caro Peppino”: di codeste accuse gravissime, pesantissime, di chiaro significato (quantomeno, per chi voglia intendere), che ne facciamo? Le cestiniamo? Le ignoriamo? Sono troppo pericolose, per il manovratore che non bisogna disturbare e nemmeno turbare? Anche perché Trombetta è uno che sa. Si ribadisce: è stato delegato provinciale, a Caserta, anche durante il periodo dell’elezione dei delegati assembleari (dicembre 2016) e nel corso di quello dell’assemblea elettiva del presidente per nove mesi (Gagliano), a dicembre 2017. Ma vuoi vedere che il dott. Trombetta ne sa anche molto di più, di quello che ha sintetizzato nella sua “lettera al veleno”?

 

Le “allusionissime” di chiusura

Ma non si ferma qui, l’ex cosiminiano: “Anche perché, conclusasi l’indecorosa esperienza del Barbiere di Si…viglia, con qualche deferimento ‘di garanzia’ sparso a destra ed a manca, da domani avremo alla Presidenza, almeno un giovane, ma con già una grossa esperienza alle spalle, pare anche come ‘maggiordomo di famiglia’, capace amministratore di beni, già volontario-contrattizzato del comitato regionale campano, che coordinerà, per nome e conto terzi, un gruppo di persone alle quali va tutta la mia ‘simpatia’ umana, non senza augurare loro di riuscire a mantenere intatto quel sentimento di ‘fedeltà cinofila’ cui il lupo tiene molto, moltissimo, altrimenti…ti sbrana e ti toglie la carica (e con essa il vitalizio). Lui, perde il pelo… ma non il vizio!!”.

 

La traduzione…

Traduciamo, per chi non l’afferrasse al volo, dal (peraltro, obiettivamente, chiarissimo) linguaggio trombettiano: quanto al “deferimento di garanzia”, sembra palese l’allusione al deferimento, firmato, proprio a carico del dott. Trombetta, dai sommi capi della procurella (piccola procura) federale, il cui testo integrale è stato diffuso sul web proprio in questi giorni (ne daremo conto al prossimo paragrafo di questa puntata). Ma le qualificazioni di “maggiordomo di famiglia” al candidato unico alla presidenza del comitato campano e di “fedeltà cinofila” agli altri candidati alle cariche elettive, francamente, fanno impressione. Quelle espressioni, di un professionista, definiscono tutto lo squallore infinito, al quale, sic stantibus rebus, è precipitato il calcio campano. Infine, il lupo che sbrana e toglie carica e vitalizio, esemplifica il concetto che il dott. Trombetta ha di Cosimo Sibilia (molto verosimilmente, “il lupo”) e delle sue metodologie. E che dire di quel “volontario contrattizzato”, affibbiato allo Zigarelli… Certo, un bel passo da gigante, quello zigarelliano: da “volontario contrattizzato”, come lo marchia l’informatissimo Trombetta, a presidente del comitato campano. Parafrasando il film della splendida Laura Antonelli: mio Dio, com’è caduto in basso, il calcio campano, affidato ad un Cosimo Sibilia…

 

Gravina si sveglia, o no?

Gravina, vuole svegliarsi dal letargo, prima che sia troppo tardi? O davvero ritiene (purtroppo, è una considerazione che proprio la sua inerzia ci induce a reputare verosimile) che certi precipizi siano, ormai, parte integrante del calcio nazionale e campano? A proposito: se si vuole ricercare un indizio sulla consapevolezza, da parte del dott. Gerardo Trombetta, di determinate metodologie, basta citare un piccolo particolare, alla Giusy Ferreri. Questa rubrica ha già dato conto, nelle precedenti puntate, della performance di tale Arturo Iovine, componente della delegazione provinciale di Caserta (quella guidata, proprio in quel periodo, per l’appunto dal dott. Trombetta).

Lo spigliatissimo Iovine tentò, con metodi, per così dire, un po’ troppo rudi e spicci, di far recedere, dalla loro adesione alla richiesta di assemblea per il 4 luglio 2016, i dirigenti della società Borgo Five Soccer di Orta di Atella. Gli ottimi atellani, però, nel rispetto dei solidi e nobili principi della loro terra, non indietreggiarono di un millimetro. Anzi, ribatterono, punto su punto. Con estrema durezza. Beccandosi, manco a dirlo, il solito deferimento disciplinare (ma, almeno questo, ne uscirono indenni). Ebbene, se i nostri affezionati lettori leggessero le espressioni, che il soggettino Iovine si ritenne legittimato ad utilizzare, e le repliche piccate e risentite degli eccellenti dirigenti atellani (Carmine Lampitelli, Francesco Lamberti e Luigi Manna), inorridirebbero… Ma, nel contempo e finalmente, avrebbero le secche e perentorie risposte a tanti perché e le spiegazioni limpide di tanto altro…

 

Il deferimento a carico del dott. Gerardo Trombetta

Come si faceva cenno, ai primi di questo mese, l’avv. Marco Squicquero ed il dott. Giuseppe Pecoraro, i capi della procurina (la procura piccolina) federale, hanno notificato al dott. Gerardo Trombetta il deferimento disciplinare a suo carico, relativo ad un episodio del 28 giugno 2018, allorquando il Trombetta aveva sparato a tale Antonio Tarantino una frase, della quale riferiremo a breve.  In primo luogo, complimenti vivissimi, alla procurella (piccola procura) federale, per la tempestività della sua azione. In fin dei conti, ha impiegato soltanto undici mesi e poco più…

I punti nodali (per ora: vedremo, se Trombetta avrà la fermezza per rovesciarli) della triste vicenda sono i seguenti: la “denuncia” alla procurina (la procura piccolina) federale è stata, ma tu guarda, firmata e proposta dallo Zigarelli; l’atto d’accusa a Trombetta è contenuto nella dichiarazione dell’allora (ma anche da lunedì prossimo) consigliere del comitato campano, Antonio Tarantino, fedelissimo (ma, lui, Tarantino, al contrario di Trombetta, sia allora, sia ancora oggi) di Sibilia, nonché fedelissimo, in via subordinata, di Zigarelli medesmo. La frase è questa, secondo, si ribadisce, l’accusa: “Diglielo a Zigarelli che se domani viene a Caserta gli spacco la testa e lui lo sa che ne sono capace”. Per amore di obiettività, riferiremo, di seguito, anche la frase che il dott. Trombetta sostiene essere quella esatta:  “Come  ben  sai  ci  verranno  ad  ispezionare  ed  oltretutto  li accompagnerà il tuo amico Zigarelli. Se venisse a Caserta gli romperei la testa”.

Certo, non v’è che dire, regnava proprio un gran bel clima, in seno al comitato campano… Quell’organo parrocchiale,  del quale Cosimino l’aggregatore menava vanto, ad ogni pie’ sospinto… Millantando di averlo riappacificato, riunificato e reso graniticamente coeso… Complimentissimi… Se quella, appena rievocata, è coesione… Una modestissima chiosa conclusiva, per ora: è, questa, una luminosa espressione della democrazia in salsa sibiliana. Con la zelante (anche se molto tartarughesca) collaborazione della procurella (piccola procura) federale…

 

L’illecito sportivo ad intermittenza…

Sul sito web “Sport Piacenza” è stata pubblicata una gustosissima notiziola, che Calcio malato non s’è lasciata sfuggire: “La figc non assegna la supercoppa provinciale di terza categoria”. Nel corpo dell’articolo, si legge: “La figc ha deciso di non assegnare il titolo in palio mercoledì sera, cioè la supercoppa di terza categoria. In campo sono andate Pro Villanova (che ha vinto il campionato) e il Perino (che ha vinto la coppa provinciale) ma di fatto il titolo 2019 non è stato assegnato sebbene a vincere sia stato il Villanova.

La decisione è maturata in seno alla figc perché… il Pro Villanova ha schierato durante la partita tre-quattro giocatori che non erano formalmente tesserati nella stagione che si è conclusa, risultato quindi incompatibili con la serata.
A confermare questa versione lo stesso Luigi Pelò, delegato provinciale della figc, che si è limitato a confermare di non «aver assegnato il trofeo a causa della incompatibilità di alcuni tesserati con la partita”.
Commento a tono di questa rubrica: troppo comodo, limitarsi a non assegnare la supercoppa…

E l’illecito sportivo, quello invocato, con un impressionante, anti-giuridico tris in idem, da Cosimo (l’interlocutore) Sibilia, a carico dell’allora presidente del comitato campano, Enzo Pastore? Rovesciando tutti i canoni della responsabilità sportiva, che, sotto il profilo del tesseramento dei calciatori, è stato eternamente riconosciuta a carico delle società e solo delle società, come non potrebbe non essere?

 

Sergio Santoro, invischiato in una severa vicenda giudiziaria

Quell’illecito sportivo, che Sergio Santoro, il disinvolto ed impomatato presidente della corte federale d’appello (poi, com’è ben noto, risucchiato in una vicenda giudiziaria torbida ed angosciante, addirittura quale giudice del Consiglio di Stato…), ritenne, incredibilmente, di confermare (smentendo anche il tribunale federale nazionale, oltre che capovolgendo tutti i principi della cosiddetta giustizia sportiva).

Per poi essere, Santoro, smentito e svergognato dagli stessi suoi componenti della medesima corte federale d’appello, negli ormai famosi casi delle società Rinascita Cava 2000, Nereo Rocco e Kaos Reggio Emilia C5. Con il che, Santoro ha rimediato una figuraccia sesquipedale. Di Pastore, s’è ben capito (anche i bambini, ci sono arrivati…) che, quella ai suoi danni, era stata un’indecorosa persecuzione… Ma, intanto, la procurella (piccola procura) federale, letto questo paragrafo, ora sa.

 

Dopo la dematerializzazione del tesseramento, non ci sono più scusanti…

A ragione di gran lunga maggiore, dopo un anno dall’entrata in vigore (con qualche decennio di ritardo, in ossequio a motivi assicurativi) della dematerializzazione del tesseramento. Proprio quella, che Enzo Pastore, da presidente, aveva proposto, battendo i pugni sul tavolo per l’eccessiva lentezza della lega dilettanti, a Roma, a febbraio del 2015. Non ci sono più scuse, “Caro Peppino”.

Ma comprendiamo, anche, che non siamo in Campania. Ci rendiamo conto che il teatro della vicenda è Piacenza. Prendiamo atto che a Sibilia, di questa storia, che non è strumentale a giustiziare qualche fortissimo e impressionante antagonista, non gliene può frega’ de meno… Il presidente regionale in questione, infatti, è un innocuo. Un mansueto… Ed, allora, niente accusa (sia pure infondatissima) di illecito sportivo. Che passi tutto in cavalleria… Vero, avv. Lucio Giaconmardo, remuneratissimo consulente della lega dilettanti?

 

Balata e la problematica dei play-out

Ma leggete cosa ha avuto il coraggio di affermare, in un’intervista radiofonica, Mauro Balata, l’inverosimile presidente della lega di B: “La querelle play-out? Il tema è molto più profondo che va affrontato dall’esigenza di rinnovamento dell’intero sistema calcistico. Iniziando dalla giustizia sportiva sulla quale il presidente federale si è già attivato. Adesso occorre ristrutturare il sistema dei controlli perché vorrei un campionato dove le società che partecipano siano in regola, con una gestione trasparente e senza alcun tipo di disparità”.

Ma che espressioni reboanti, magnifiche, altisonanti… Peccato, però, che provengano da un soggettino, che si presenta davvero come il meno qualificato a pronunciarle… Giustizia sportiva da rifondare? E l’afferma un tizio, che trae la propria origine calcistica appunto dall’esercito della cosiddetta giustizia sportiva? Rinnovamento: e lui si ritiene idoneo, dopo i guasti che ha combinato ed è riuscito a cagionare in due soli anni?

Sistema dei controlli: il presidente della B è lui, proprio lui, Mauro Balata (come s’è puntualizzato, da due anni). Dunque, è solo lui, il sommo responsabile, o irresponsabile, dello sfascio della B, proprio della B, ma non solo della B (per intenderci, anche della lega dilettanti, devastata dalle sue inchieste, quale uno dei vertici, all’epoca, della procura federale). Infine, gestione trasparente: sembra di sentire Sibilia, o Barbiero, insomma i giuliviani fedelissimi di tanti anni or sono… Proprio così: giuliviani e fedelissimi. Che aggiungere di più…

 

“La chanson de Cosimin”

Di seguito, il “diciottesimo atto”, “parte diciottesima”, della filastrocca di Giacomo Erda (le prime diciassette parti sono state inserite nelle puntate dalla n. 50 alla n. 66). La “parte diciannovesima”  e quelle successive saranno pubblicate nelle prossime puntate.

 

… l’elezion pilotata e strumentale,

che al calcio dilettanti tanto male

ha di già procurato, sol finora,

e tale e tanto ne farà ancora…

 

Ma or, dei “soggettin”, basta ed avanza…

Abbiamo dato già troppa importanza

a questi “guagliunciel” senza sostanza,

privi perfin di accettabil creanza…

 

È risaputa, vil patologia,

tra gli arbitri di calcio (una mania),

colpire e mitragliar, con firma falsa,

tutti i rivali, in vergognosa salsa…

 

Sarà, magari, una coincidenza,

ma tanti la ritengon quintessenza: 

la lega dilettanti, con Tavecchio,

dell’aia-tradizion divenne specchio…

 

Ben vero è che una patologia,

se c’è l’humus, diventa epidemia:

entrati gli arbitri in federazione,

“l’anonima” assurse ad ossessione,

 

a un’arma di stermin, di distruzione,

per far di ogni rivale un polpettone,

per via di norme “ad interpretazione”,

o sottoposte a “rivoluzione”,

 

solo per raggirar la democrazia,

ch’è un impiccio, per la “consorteria”.

Ma su questa indecente malattia

ritorneremo presto, in fede mia,

 

per raccontar come fu “liquidato”

ed indecentemente anche “epurato”

un serio e coraggioso dirigente,

tutore e difensore della “gente”,

 

ossia delle derelitte società,

che rimaser senza scudo, là per là…

Scogli incontrò, sull’impervio cammino,

il “nominato” senatore irpino.

 

Marciava come un rullo compressore,

anzi, come un sovietico oppressore,

senza badare ai danni che arrecava

ed ai guasti che al calcio procurava…

 

SEGUE

 

Luca Lotti ed i suoi ciclopici guai giudiziari. Chi ne sarà risucchiato?

Sul web, impazza un argomento, che questa rubrica ha già ampiamente trattato: Luca Lotti e le sue disinvolture. Luca Lotti ed il tandem con Giovanni Malagò, il pariolino, l’anienista. Luca Lotti ed il Renzusconi, il patto che partorì, condotto per la manina, Cosimo Capiluoghi Sibilia alla presidenza della lega dilettanti. Ma procediamo con ordine. Dunque, secondo Giuseppe Cascini, capo della corrente Area (di ispirazione progressista) della Magistratura, lo scandalo che sta squassando il Consiglio Superiore della Magistratura è “come quello della P2”. Un’espressione scioccante, tranchant, senza appello e senza sconti.

L’analogia è, però, ben motivata. Da trentotto anni, quando furono pubblicate le liste di Propaganda 2 (la loggia massonica di Licio Gelli), non si verificava uno sterminio, interno al CSM, dalle proporzioni di quello di questi giorni. All’atto, ma solo all’atto, ben cinque consiglieri out: uno dimissionario, in quanto indagato, quattro autosospesi. Il tutto, per aver esaminato e discusso la nomina del nuovo Procuratore di Roma proprio con Luca Lotti (oltre che con Cosimo Ferri e con Luca Palamara). Ovvero: con due deputati del Pd e col leader della corrente Unicost (Unità per la Costituzione) della Magistratura. Ma torniamo alla “nuova P2”.

 

Il parere di Marco Travaglio

Ebbene, secondo alcuni opinionisti di punta (ad esempio, Marco Travaglio), la “nuova P2” sono Lotti e Ferri ed i cosiddetti gialloverdi non c’entrano proprio nulla. È una faccenda interna al Pd, secondo il direttore de Il Fatto Quotidiano. Si sottolinea, sugli organi d’informazione che ancora hanno il senso della dignità di riferirle, certe questioni imbarazzanti, che Lotti è imputato per rivelazione di segreti e favoreggiamento nel processo Consip e che fu promosso da Gentiloni a ministro dello Sport (quand’era già indagato) e, per di più, fu ricandidato in un posto sicuro alle elezioni del 2018. Impressiona e spicca, su tanto marciume, il post dell’ex procuratore antimafia, Franco Roberti,  eurodeputato (indipendente) del Pd. Roberti ha chiesto, con parole secche e perentorie, la condanna politica di Lotti e Ferri. Ha rievocato gli effetti distruttivi della “riforma” Renzi, che prepensionò per decreto centinaia di magistrati, allo scopo, secondo Roberti, di impossessarsi delle Procure-chiave.

 

Il sacrosanto tritacarne è stato attivato…

La vicenda andrà avanti. Ormai, nessuno potrà fermarla, farla arenare, o insabbiare. Chissà se verrà fuori qualcosa di interessante, che magari riguardi lo sport ed, in particolare, il calcio. Il nostro Giacomo Erda, nella sua splendida filastrocca, “La chanson de Cosimin”, ha dato conto degli strani intrecci, dei quali s’è riferito in apertura di questo argomento.

A questo punto, ci piacerebbe proprio interrogare i disinvolti, spigliati, disinibiti opinionisti Ruggiero Palombo e Fulvio Bianchi, che inneggiavano al duo Lotti / Malagò, che lo osannavano, che gli intonavano commossi alleluja… Saremmo curiosi di sapere cosa ne pensino. Ma ora. Dopo che gli intrighi, gli intrecci, i legami indecifrabili, apparentemente inspiegabili, tra il Pd e forza Italia, che produssero l’infelice presidenza Sibilia della lega dilettanti, iniziano ad essere denudati e ad uscire dalle fitte, spesse nebbie, che li avvolgevano…

 

Tommasi, perfino lui, si sveglia…

Damiano Tommasi, il solidarista presidente dell’associazione italiana calciatori, s’è finalmente risvegliato dal letargo. Ed ha detto la sua (la sua?) sull’opzione balatiana di far disputare i play-off di serie B prima dell’esito dell’appello sul caso Palermo, ma anche sulla determinazione di bloccare i play-out. Una decisione, successivamente, indecorosamente ingoiata, da Balata, ripristinando quei play-out che il suo consiglio direttivo aveva, indebitamente ed illegittimamente, annullato. Senza beccarsi, Balata, neppure un deferimento disciplinare dal “Caro Peppino”, cioè dal suo ex capo (figuriamoci, se l’attiverà, il deferimento…). Che mette sotto accusa i Trombetta, ma non i Balata. Che è forte con i presunti deboli, ma debolissimo con i presunti forti. Così va il mondo. E, soprattutto, così continua ad andare la figc…

Il problema, non inquadrato dall’inconsapevole Tommasi, è però anche che l’11 giugno (due giorni dopo il retour-match tra Salernitana e Venezia), il TAR del Lazio si riunirà, in camera di consiglio, per esaminare e decidere, nel merito, sui ricorsi di Foggia e Venezia. Dunque, quello di Balata è stato l’ennesimo atto di suprema incoscienza, da autentico rischiatutto… Perfino i pedissequi opinionisti sportivi chiosano, evidenziando le loro perplessità sulla “tempistica” tommasiana. Finge perfino di tutelare (ma fuori tempo massimo…), Tommasi, i suoi associati, ovvero i calciatori. Scudiscia la pubblicazione della classifica definitiva, da parte della lega di B. Poi, da definitiva trasformatasi in semi-definitiva. Poi, gradualmente degradata in qualifiche ancora inferiori…

“Non è normale che la stessa Lega comunichi poi, dopo 20 giorni dalla fine del campionato, le nuove date della partita in precedenza annullata”, scrive il solidarista. Che allude ad un preavviso di cinque giorni, “dopo un periodo di inattività”. Con le intuibili, potenziali conseguenze fisiche, ai danni dei calciatori, per disputare uno spareggio che, dal punto di vista sportivo, è ingiocabile!
Tutto questo non è normale!”
. Ma dove siede, Tommasi? In consiglio federale? Ed allora, perdinci, denunci! I proclami, li lasci ad altri…

 

La replica di Balata

Balata ha tentato, letta la nota “fuoco e fiamme” (se qualcuno s’è impressionato…) di Tommasi (tanto, le parole sono parole…), di difendere l’indifendibile. Cioè, sé stesso. Ma leggete cosa mai ha l’ardimento e la spigliatezza di scrivere, balatianamente: “La lega B contesta quanto affermato dall’aic nel comunicato del 4 giugno” (giorno in cui Tommasi s’è svegliato dal letargo, da simpatico orsacchiotto), rilevando in particolare la totale estraneità della lega B alle criticità derivanti da fattori che esulano dalle proprie prerogative che attendono a dinamiche esclusivamente collegate alla giustizia e ai controlli”.

Ma davvero? I controlli? E la culpa in vigilando, che addirittura sarebbe estesa, stando a quella che Calcio malato ha qualificato come “la confessione della procura federale”, a tre anni consecutivi di iscrizioni del Palermo? E già: ma il presidente della lega di B, negli ultimi due anni, chi era? Chi era e chi è, se non Balata? E poi, la giustizia sportiva… Proprio quella che ha graziato Balata da un’accusa gravissima: quella di aver, ma guarda caso, invaso il campo di competenza (be’, parolona enorme) della giustizia sportiva, con quell’illegittima decisione del consiglio direttivo della lega B. E già: ma chi è, il presidente ed il legale rappresentante di quel consiglio, se non Mauro Balata?

Il quale andrebbe deferito per violazione della lealtà sportiva, l’indecoroso ed ormai comico para-principio… Perché nessuno ha dimenticato che proprio Balata ed il suo consiglio direttivo, Mezzaroma compreso, sia pure uscito dalla stanza, erano stati coloro che – strafacciando le regole ed invadendo il campo della giustizia sportiva, sempre più prona solo alla governance – avevano annullato i play-out. Altro che “era noto”. Ma noto che? De che? Altro che “fattori che esulano dalle sue prerogative”…

 

Ma che sfortunato, Gianni Infantino, il presidente della fifa…

Subito dopo essere stato rieletto, il presidente della fifa, Gianni Infantino, ha esclamato, tronfio e soddisfatto, gonfiandosi come un variopinto pavone: Nessuno più parla di crisi. La fifa si è trasformata da un’organizzazione ai limiti del criminale a quel che dovrebbe essere, un’entità che favorisce lo sviluppo del calcio e sinonimo di credibilità, affidabilità e diritti umani”. Appena poche ore dopo, ecco la notizia che non ti aspetti, dopo quel po’ po’ di trionfalismo infantiniano e di petti in fuori, gonfiati a dismisura, più che quello del rospo della favola…

Leggetela. E trasecolate: “È stato arrestato a Parigi il vicepresidente della fifa Ahmad Ahmad. Secondo le prime informazioni il funzionario, che copre anche il ruolo di presidente della caf, la confederazione africana, sarebbe inquisito per corruzione. L’arresto arriva all’indomani della conferma di Gianni Infantino alla presidenza dell’ente e alla vigilia della coppa del mondo femminile che prende il via domani nella capitale francese (Gazzetta.it, 6.06.2019, ore 15.32)”. Ma, dico, Infantino, non poteva risparmiarsele, quelle parole, che le saranno, dal sei giugno 2019 in poi, rinfacciate e mitragliate, incessantemente e spietatamente? Ma qualcuno ha ancora l’impudenza di definire un tantino sgraziata, l’intitolazione (Calcio malato) di questa rubrica? La quale, semmai, dovrebbe essere tratteggiata con parole infinitamente più pesanti, incisive, scudiscianti, sferzanti?

  1. CONTINUA