Calcio malato: Sibilia si vendica di Gagliano. Ma che stesa di panni sporchi, al tribunale federale… – PUNTATA N. 71

Nella puntata n. 70 abbiamo attribuito la qualifica di difensore, dell’improvvido e vitreo Vecchione, all’avv. Giuseppe Vitiello. Abbiamo, involontariamente, fornito un’indicazione erronea: in realtà, quell’iniqua, irriguardosa espressione (“bollettino parrocchiale”) fu sì pronunciata dall’avv. Vitiello. Ma costui è il difensore di Sibilia, nella sua qualità (sibiliana) di responsabile civile, cioè di riconosciuto, in quanto presidente della lega nazionale dilettanti, come il legale rappresentante dell’ente che dovrà rispondere dell’eventuale risarcimento dei danni, a favore degli Avvocati Filippo Pucino e Gaetano Annella. Dunque, rettifichiamo. Confusi, con la testa che girava, a seguito del minuetto dei difensori, che si sono piroettianamente avvicendati (ad esempio, Milella prima come difensore della lega dilettanti, poi di Vecchione, chissà se con incontrovertibile compatibilità), siamo stati vittime di un lapsus. Ovviamente, nella sostanza non cambia nulla. Ma è giusto dare pane al pane e vino al vino. Con tutti i misteri che ne conseguono…

Bollettino parrocchiale n. 32

Facciamo il calcolo delle ammende e dei deferimenti. Per non annoiare, solo per quel che riguarda il totale annuo dell’era del commissariamento, rispetto a quelli precedenti. Questi ultimi, mistificatoriamente criticati, del tutto infondatamente, come sta emergendo, in nitida nettezza, sempre di più… Ebbene, la somma globale, che è stata sottratta e spremuta, dalle casse delle società, in ammende, deferimenti, e così via, è impressionante. Ma queste centinaia di migliaia di euro, che fine hanno fatto? Come si intitolava, nella scorsa puntata, il f.a.p. Zigarelli, addirittura chiagne… E si lamenta perfino… Un rapidissimo calcolo.

Somme enormi: che fine hanno fatto?

Dunque: 919mila euro delle appropriazioni indebite, confessate da Cerbone, il pupillo, scelto da Sibilia, quale responsabile amministrativo.  Ora, non ci son più, quelle appropriazioni indebite. Quantomeno, fino a propria contraria. E allora? Centinaia di migliaia di euro, tra deferimenti e ammende in più, rispetto al passato (glorioso, esimio Sibilia: altro che il commissariamento della nuttata perenne…). È finito tutto in sperperi, come ha (tardivamente) denunciato, al tribunale federale nazionale, l’improbabile ed inconsapevole Gagliano? Chi mai risponderà, sul punto? Be’, speriamo che intervenga la giustizia ordinaria… È, davvero, l’ultima spes. L’ultima spiaggia… Dunque, il f.a.p. & compagnia sperperante, come additato da Gagliano al tfn.

Certo, che sceneggiata, quella di Gagliano che alludeva ripetutamente (come si vedrà negli appositi paragrafi di questa puntata e come s’è già dato conto in passato) al f.a.p. ed agli altri consiglieri ed Errichiello gli rinfacciava, come un disco rotto, i ventimila euro, erogati a Gagliano, ma non dal comitato: dalla lega dilettanti… Cancellatore di tre quarte ammonizioni, Zigarelli il f.a.p. se lo sarà sognato di notte, di dare la scalata alla presidenza, prendendo il posto, che fu del Senatore Ferdinando Imposimato (solo moralmente, ma è più che sufficiente), dell’Onorevole Guglielmo Scarlato e del Dott. Enzo Pastore.

Per di più, Zigarelli, dopo un suo contenzioso col comitato campano, il che renderebbe incompatibile la sua presenza al comitato stesso. Ma di incompatibilità (Claudio Mauriello, Felicio De Luca, Zigarelli, Tozzi, De Fiore, Gagliano che si candida da vice commissario: tutte esaustivamente tratteggiate, nelle precedenti puntate…). Il comitato commissariato è impregnato… Il vero, unico mistero resta che il f.a.p. (forzista assistente parlamentare) Zigarelli si sia lasciato andare ad una chiagnuta assembleare… Un incomprensibile chiagne e fotte, ovvero piangere per fregare le società, per prepararle ai futuri danni, alle successive spremiture…

Di spremitura in tosatura…

Perché, tra le centinaia di migliaia di euro, delle quali s’era appropriato il pupillo di Sibilia, Domenico Cerbone, le altrettante di ammende per l’attività agonistica (lievitate in modo esponenziale, durante il periodo di spremitura commissariale), le altrettante di ammende da deferimenti, più o meno legittimi, come abbia fatto, il comitato campano, a ritrovarsi a secco, a stecchetto, povero in canna, quasi morto di fame, non si riesce proprio a comprendere.

Se non con due voci, che il f.a.p. non cita e che, verosimilmente, non vedremo mai più, nei bilanci scomparsi (da quarantacinque mesi…) del comitato campano: consulenze (a livello di petroldollari) e collaborazioni (che si trasformeranno in prossime assunzioni). Società campane, preparatevi ad aprire i cordoni della borsa, a scucire fior di migliaia di euro, a sganciare irrefrenabilmente. Ricomincia, subito, la sarabanda…

E non potrete neppure sostenere che il f.a.p. non vi abbia preavvisato: l’ha fatto alla prima occasione utile. Il 10 giugno 2019. Nel mentre si celebrava la para-assemblea, molto probabilmente illegittima, per mancato conseguimento del numero legale minimo. Ma, che volete farci, l’avv. Arturo Frojo era un tantino distratto… Al contrario di quel che fu il giorno dell’assemblea, che si affrettò a dichiarare deserta: quella che ha prodotto, per Sibilia, un’altra utilità.

Ma vedi il mio destino…

Ma tu guarda un po’, che ci tocca fare… Don Bartolo, del “Barbiere di Siviglia”, avrebbe bofonchiato: “Ma vedi il mio destino…”. Ci tocca difendere Gagliano, quantomeno per spiegargli come si fa il presidente di un comitato regionale… Soprattutto nelle contingenze (come un’assemblea imprevistamente nulla, per mancato conseguimento del numero legale minimo delle società presenti), nelle quali non lo si possa soccorrere attraverso un fogliettino di carta, con le istruzioni per l’uso… Sia ben chiaro: non vale solo per lui, questo manualetto… Vale anche per chi si faceva scrivere i discorsi e non li sapeva neppure leggere… Dunque, siamo ad una nuova performance: il processaccio brutto… Una modestissima, minimale Norimberga federale… Un bel coraggio, a sciorinare i panni, non sporchi, ma sporchissimi, in pubblico… Ma il dramma è che codesti federali (orgogliosi, fateci caso, di una qualifica che dovrebbe essere aborrita…), son convinti, come i loro predecessori del ventennio, di poter fare tutto ed il contrario di tutto…

Le sibilinarie…

Fino a quando? Dopo le catilinarie, le sibilinarie… È un vero peccato che Gagliano, anche qui improvvidamente, abbia impedito, come da lui stesso confessato a procura federale e tfn, l’intervento della Tambaro. Quel giorno, se ne sarebbero viste delle belle… Anzi, delle indimenticabili… Un tamburello, anzi, un tambarello, un ping-pong di accuse, controaccuse, svergognamenti vari. Perché Gagliano avrebbe controreplicato. E la Tambaro, idem. All’infinito. Magari, con il sottofondo musicale di Salvatore Errichiello, l’altro rinviato a giudizio del team sibiliano. Mannaggia.  Quel giorno, poteva implodere, su sé stesso, indecorosamente, lo spettacolo d’arte varia (che resta, sia ben chiaro, tale) del commissariamento della nuttata senza fine. Nel frattempo, però, complimenti a Cosimino l’aggregatore… La sua è aggregazione, coesione, unico afflato, comune sentire, commovente remare in un’unica direzione… Vedete, infatti, che bel po’ po’ di aggregazione: uno sfascio, uno sfacelo, una distruzione continua…

Che pompa…

Certo, fa davvero impressione (per chi ancora ci creda) la pompa della cosiddetta giustizia sportiva. Dunque: tribunale federale nazionale – sezione disciplinare (dott. Cesare Mastrocola, presidente; avv. Valentino Fedeli, avv. Maurizio Lascioli, componenti) – comunicato ufficiale n. 68/tfn – riunione del 7 giugno 2019 – pubblicazione in data 17 giugno – deferimento del procuratore federale a carico di Gagliano Salvatore del 19 aprile 2019 (nota del 19 aprile 2019).

Oggetto del deferimento (sul quale saremo costretti a ritornare):  “Accertamenti in  ordine  allo  svolgimento  dell’assemblea  straordinaria  elettiva  del  c.r.  Campania  del 28.9.2018 e  fatti ad essa connessi”. Da ora, lasceremo la parola al dott. Mastrocola: “Letto il verbale dell’audizione del dott. Salvatore Gagliano del 6.2.2019, nonché la nota allo stesso  allegata… atti di  indagine…: a) due segnalazioni del… sig. Salvatore Gagliano… due “post” delle 14.29 e delle 22.33 pubblicati sulla pagina Facebook dell’onorevole Mara Carfagna”.

A proposito: ma la Tambaro, non aveva negato, quasi con sdegno, d’essere carfagnana? Ed allora, come si spiegano, i de post, sia pure contraddittori tra loro, sul profilo Facebook dell’onorevole?

Le audizioni

Il cosiddetto tribunale prosegue: “… b) segnalazione del presidente della lnd” (ovvero, Cosimo Sibilia) “con nota… 2.10.2018, con… nota 2.10.2018 del segretario del comitato regionale Campania” (il solito, pedissequo Vecchione, che sta ancora là…)… “… assemblea… non  tenutasi  per  il  mancato  raggiungimento  del  numero legale…; relazione dell’organismo di vigilanza” (figurarsi… Ma perché non segnalarne i nominativi?). Indi, la decisione continua: “verbali  di  audizione  del  sig.  Gagliano  Salvatore,  della  sig.ra  Tambaro  Giuliana,  del  sig. Faccenda Vincenzo, del sig. Pasquariello Giovanni, del sig. Longhi Sergio e del sig. Frojo Arturo; …  è  emerso quanto  segue:  … che l’assemblea…  non ha avuto neanche inizio, a causa della sua non valida costituzione in assenza di intervento del numero minimo di soggetti aventi titolo; … che il dott. Salvatore Gagliano, una volta accertata la mancanza del numero minimo di intervenuti per  la valida  costituzione  dell’assemblea,  ha  preso  la  parola  e  si  è  rivolto  agli  intervenuti proferendo un discorso di circa venti minuti, integralmente riportato nella video registrazione dell’evento acquisita agli atti; … invece  di  limitarsi  a  comunicare  agli  astanti  la mancata  valida  costituzione  dell’assemblea  così  come  il  suo  ruolo  istituzionale  avrebbe imposto  nel  rispetto  dei  doveri  di  comportamento  secondo  i  principi  di  lealtà,  probità  e correttezza” (mazza, e uno…) ha  rivolto  agli  stessi  un  discorso  nel  quale  ha  affermato  tutta  una  serie  di circostanze volte a manifestare la propria convinzione di essere stato ostacolato nel proprio ruolo  di  presidente… con una successiva serie di espressioni volte a rappresentare alla platea una pretesa responsabilità della lega nazionale dilettanti” (ma che fai, Gagliano: ti permetti il delitto di lesa maestà?) “correlata alla presenza di troppi dipendenti, all’inefficienza del lavoro  degli stessi…”.

Ed ecco le accuse gaglianiane

Qui, Gagliano, ancorché democristianone, incalza: “… nonché  all’utilizzo  improprio  dei  proventi  delle  risorse  provenienti  dalle  società  ed essenzialmente tratti dagli eccessivi importi che le stesse sarebbero costrette a versare  per l’ottenimento dei cartellini dei calciatori (id est per il tesseramento degli atleti)…” (ma che fai, Gagliano: vorresti tardivamente imitare il presidente Pastore, che però mitragliò le medesime imputazioni in un’assemblea nazionale della lega dilettanti, per di più perfettamente valida?) Indi, il tfn continua: “… utilizzando  in  maniera quantomeno  inappropriata  il proprio  ruolo  di  presidente  del comitato… nell’ambito di un’assemblea non validamente costituita, e soprattutto  le stesse  travalicano  qualsiasi  diritto  di  legittima  critica,  risolvendosi  in  apprezzamenti  ed utilizzo  di  espressioni  che  in  maniera  non  velata  attribuiscono  a  soggetti  terzi,  peraltro nemmeno specificatamente citati” (e qui non riesci, Gagliano, ad imitare Pastore, che citava sempre nomi e cognomi…) “comportamenti ed azioni concretanti l’utilizzo non corretto delle  risorse  finanziarie  della  lega  nazionale  dilettanti  e  la  lievitazione  di  costi  a  scapito delle società… quanto dedotto dallo stesso dott. Gagliano con la memoria difensiva… non  costituisce  elemento  tale  da  giustificare  le espressioni utilizzate  ed  a  nulla  rileva  in  merito  ai  canoni  di correttezza,  lealtà  e probità(mazza, e due).

Excusatio non petita…

Mastrocola “ciacca e medica”: “… la  eventuale  veridicità  delle  affermazioni  del  dott.  Salvatore  Gagliano,  peraltro assolutamente  indimostrata” (ma, egregio Mastrocola, quelle erano accuse: spettava, semmai, alla procura federale accertarne la veridicità: ma, forse, avrebbe configurato lesa maestà anche il semplice avvio delle indagini…). Riprende il presidente del tfn: “… infatti,  a  nulla  rileva  ai  fini  del  presente  procedimento…” (e già, ce la suoniamo e ce la cantiamo da soli, senza disturbi, né disagi esterni…) “atteso che  oggetto  dell’incolpazione  è  l’aver  utilizzato  la  propria  posizione  in  un  ambito assembleare non validamente costituita… espressioni ingiustamente  valutative  del  lavoro  di dipendenti  della  lega  nazionale  dilettanti” (tra i quali uno, Andrea Vecchione, che è stato poi rinviato a giudizio: ma, evidentemente, anche questo non rileva…) “e  non  correttamente  allusive  rispetto  all’utilizzo delle  risorse  economiche  della  lega  nazionale  dilettanti  per  fini  diversi  dalla  corretta gestione della stessa” (sarebbe stata una violazione dei canoni di lealtà, probità e correttezza: ma, evidentemente, Sibilia non vi è tenuto…). “… la  dirigente  dott.ssa  Giuliana Tambaro  si  è  avvicinata  al  microfono  posto  sul  podio  predisposto  per  lo  svolgimento dell’assemblea,  al  fine  di  rivolgersi  a  sua  volta  agli  astanti  in  replica  a  quanto  fino  a  quel momento ascoltato..,.”. Si osservi: la Tambaro era, evidentemente, autorizzata a parlare e replicare, Gagliano no…

Lealtà vo cercando, ch’è sì cara…

Mastrocola non si ferma: “… ancora  una  volta  non  facendo  corretto  utilizzo  della  propria  posizione  e ponendo in essere un’azione comunque contraria ai doveri di lealtà, probità e correttezza” (mazza e…)il dott.  Salvatore  Gagliano  ha  impedito  di  fatto  alla  dott.ssa  Giuliana  Tambaro  di  utilizzare  il microfono frapponendosi fisicamente tra quest’ultimo e la dirigente appena citata…; vista la proposta del  sostituto  procuratore  federale,  avv.  Paolo Mormando, deferiscono… il  sig.  Salvatore  Gagliano,  all’epoca  dei  fatti  presidente  del  comitato… per rispondere” (mazza e…) “della  violazione  dell’art.  1… proferito  pubblicamente  dal  palco  le  seguenti espressioni  ingiustamente  denigratorie  dell’operato  della  lega  nazionale  dilettanti…”. Sul punto, si osservi: nessun accertamento; apodittica affermazione di innocenza di Sibilia, ecc. Insomma, una maestosa, ciclopica dimostrazione di esercizio di vera giustizia, senza neppure uno stralcio, l’apertura di un filone d’inchiesta a parte… Da questo momento, il cosiddetto tribunale cita le frasi gaglianiane, ovvero del tardivo pentito: “… non mi è stato difficile capire che mi era stata  costruita una gabbia  per  dire  qua  abbiamo  una  testa  di  legno  ma  facciamo  quello  che  diciamo noi… io combatterò gli sperperi che si fanno a Roma perché i vostri soldi che pagate  non  vengono consumati  dal  comitato  regionale  della  Campania… a  Roma  alla  lega nazionale dilettanti ci sono più impiegati che nei ministeri in camere così piccole ci sono tre  dipendenti figuratevi che io aspetto da un mese… una comunicazione… e  manco  quella  a  tutt’oggi  è  arrivata… dobbiamo vedere che in altri posti si vanno a fare vacanze si vanno a  fare foto si vanno a fare convocazioni inutili di gente che non ha titolo a girare in Italia e quelli sono sempre soldi vostri… ho  vissuto  sempre d’altro e continuo a vivere  d’altro  il  problema  può  essere  per  qualcuno  che  di  calcio  vive e probabilmente non conosce nemmeno il verbo lavorare che cosa significa…  ricordatevi che io sono abituato a camminare  con la mia macchina e sono abituato a camminare con un collaboratore che dipende da me  non ho altri collaboratori che probabilmente vanno a prendere a portare e ad accompagnare”. Traduzione: Gagliano si riferisce a Carmine Zigarelli, il f.a.p. promosso addirittura a presidente del comitato…

Gagliano / Savonarola: ma molto improbabile…

E che accuse, quelle gaglianiane! Leggetele: … dobbiamo risparmiare tutti anche la macchina presidenziale alla lega nazionale  dilettanti di Roma un bel Mercedes con 2 autisti sempre a disposizione … io ho una maggioranza che non è una mia maggioranza è una  maggioranza di qualcuno che ha costituito una maggioranza all’interno del consiglio direttivo  con l’intento di bloccare Salvatore Gagliano…” (nemmeno su questo, un nuovo filone d’indagine…)  “… le  società  di  calcio  devono  continuare  a  pagare salatissimi cartellini se devono pagare salatissime quote d’iscrizione per mantenere  in piedi e me ne assumo tutte le responsabilità dipendenti la cui metà già basterebbe rispetto  al  numero  elevatissimo  che  ci  sono …”. Ebbene, invece di disporre il rinvio alla procurella (piccola procura) federale, per un accertamento che sarebbe stato imbarazzantissimo, ma doverosissimo, Mastrocola usa come un maglio codeste espressioni, ma contro Gagliano Il quale ultimo ha proseguito e Mastrocola lo cita pure, ritenendo di accusarlo, in realtà elevandolo ad inverosimile martire di un sistema, alla cui concretizzazione Gagliano proprio aveva contribuito: “… ma scherziamo il costo dei cartellini a che cosa  arriva e nessuno prende provvedimenti perché le loro spese i loro sfizi aumentano sempre  di  più  …” (c’è bisogno di commento? No. Solo una considerazione a latere: dopo quattro anni, Gagliano approda sulla stessa spiaggia di Enzo Pastore… Ma ha impiegato quattro anni di sodalizio con Sibilia e di successiva disillusione…).

Un processo di Norimberga: in miniatura e dopo tanti decenni…

Ancora Gagliano, citato da Mastrocola, presidente di un modestissimo processo bis di Norimberga: “Il comitato  regionale  della  Campania  non  deve  rappresentare  una  federazione  di assistenza  così  come  capita  in  altri  posti  dove  ci sono figli, nipoti,  i figli dei figli,  i  cugini dell’amante e tutto il resto … non si voleva Aversano in quel posto perché ci doveva  essere qualcuno che doveva guadagnare dei soldi nello stesso posto …”. Attenzione: qui, l’improvvido Gagliano reitera il riferimento a Carmine Zigarelli, responsabile amministrativo di fatto del comitato: accusa gravissima, quella sul dott. Giuseppe Aversano, trasferito (lo sostiene non Pereira, ma Gagliano, attendibilissimo, in quanto, all’epoca, sodale di Sibilia…), per liberare il posto a favore di un responsabile amministrativo di fatto, in un comitato devastato dalle confessate appropriazioni indebite da parte del pupillo di Sibilia, Domenico Cerbone, scelto proprio da Sibilia, per il comitato campano, proveniente dal coni… “… Violazione dell’art. 1 bis” (mazza e…): segue una noiosissima ripetizione della solita solfa…

La memoria difensiva gaglianiana

Mastrocola segnala che Gagliano, anche presso il cosiddetto tribunale federale nazionale, “ha  ribadito  che  avrebbe  proseguito  anche  dall’esterno… la stessa battaglia contro sprechi ed abusi in capo alla lega nazionale dilettanti” (peccato, però, che non se n’era mai avveduto, prima…) “aggiungendo che, ad esempio, il trasferimento del dipendente” (dott. Giuseppe Aversano, nominato, dal consiglio direttivo di Enzo Pastore, quale responsabile amministrativo del comitato) “dalla sede di Napoli alla delegazione di Benevento ed il suo demansionamento, anche per la necessità di pagare due collaboratori per svolgere il suo lavoro,  avrebbe  provocato  un  danno  complessivo  di  circa  euro  60.000,00=” (annui, ovviamente). Ma, anche su questo, il tribunale federale è rimasto del tutto indifferente… I fondi delle società, del tutto evidentemente, non stimolano la curiosità dei vari Mastrocola…

Di padre in figlio…

Il rappresentante della procurina (la procura piccolina) federale, figlio dell’avv. Vittorio Mormando, per decenni dirigente federale anch’egli (tutto, eternamente, in famiglia: di padre in figlio, in una pregevole trasmissione di diritti ereditari minghiani, della dinastia degli imperatori cinesi…), “ha poi concluso chiedendo l’integrale accoglimento del  deferimento…   a  carico  del  signor  Salvatore  Gagliano”, con la “sanzione dell’inibizione per 6 (sei) mesi”. Ometteremo tutti i vani tentativi del difensore di Gagliano, che s’è sbracciato, sostenendo, ad esempio, che quest’ultimo avesse “riferito la verità”. E qui, a questo punto, scatta la confessione, involontaria ed inconsapevole, del tribunale…  Perché l’avv. Arturo Frojo, presidente del tribunale federale territoriale, “alle  ore  17.30,  dopo  la seconda  convocazione… redigeva apposito  verbale  dal  quale  risultavano  presenti  solo  51  rappresentanti  delle  società  aventi diritto al voto”.

Che figuraccia (innanzitutto sibiliana)…

Una figuraccia, ma non solo gaglianiana: anche sibiliana, atteso che il molto pro-tempore presidente della lega dilettanti, nella sua regione, doveva prendere atto della miseria di società presenti, a Napoli. Con la conseguenza che, in una federazione seria, i delegati assembleari della Campania non avrebbero potuto né essere presenti, né esercitare il diritto di voto, alle successive elezioni federali, perché non legittimati dalla relativa assemblea, che, per l’appunto, era straordinaria elettiva… O le regole, in figc e nella lnd, valgono solo quando piace e conviene? E questa cos’è, se non violazione del principio di lealtà, probità e correttezza? Mazza e… Questa volta, se permettete, la mazza la aggiungiamo noi. Tra le altre deliziose chicche, il tribunale federale nazionale segnala che Gagliano aveva precisato che le nomine interne al consiglio gli erano state “imposte su proposta del signor Salvatore Errichiello” (il rinviato a giudizio, del quale Calcio malato ha dato conto). Un Gagliano, dunque, in vena di mea culpa e di atti di resipiscenza… Ancora, nelle motivazioni (invero, alquanto bizzarre) si legge che “il  comitato  si  divideva  nelle  deliberazioni  tra  due schieramenti”. Ma come, e che fine ha fatto, l’aggregazione, la coesione sibiliana? S’era già liquefatta? Era stata già sventrata?

“Soldi”, la canzoncina di Mahmood…

A questo punto, riandiamo tutti, con la memoria, alla canzoncina vincitrice del festival di Sanremo 2019. Immaginiamo quello sbatter di mani, che accompagna, ritmicamente, il ritornello “Volevi solo soldi… soldi… soldi…”. Ritorniamoci, su quel refrain, perché Gagliano ha sparato, nell’assemblea dichiarata nulla, “… di aver preso dal 2016 in avanti meno soldi di un semplice consigliere regionale…”. Altra confessione del tfn: “… un soggetto, a voce alta, indicato dalla signora Giuliana Tambaro nel consigliere Salvatore Errichiello, affermava più volte che  dal gennaio 2018 il deferito avrebbe percepito 20.000,00= euro  dalla lnd”. Tradurremo dal burocratese: dunque, l’eroina Tambaro, che non sembra tenere il casalnuovese rinviato a giudizio in grande simpatia e consonanza, testimonia che fu Errichiello a spiattellare in faccia a Gagliano, ripetendolo più volte in assemblea, che non era vero, che avesse preso meno soldi dei consiglieri. Che non se l’era presi, per l’esattezza, i soldi, dal comitato, ma dalla lega nazionale dilettanti… Non v’è che dire: proprio uno spettacolo delizioso, graziosissimo, come definiva codeste oscenità il monumentale Roberto Murolo… Sul quale, il tfn sorvola, a pie’ pari…

Torna al proscenio Faccenda

Sarà ben consentito, a questo punto, anche a noi, che non abbiamo responsabilità di amministrare giustizia, di ignorare tutte le successive amenità, per fatale noia. Ma una, proprio no, non si può omettere. Quella di Vincenzo Faccenda, l’amico per la pelle di Alberto Pacifico, il papà di Mario (che sarà il primo assunto, al comitato campano, con i soldi delle società…). Sì, Faccenda, il percettore del reddito federale, che descrive , “… l’episodio occorso al termine dell’intervento del signor  Salvatore  Gagliano” (ossia, il microfono strappato di mano dal Gagliano alla Tambaro, circostanza indecorosa e gravissima, a carico del praianese). Ma non si trascuri, né si finga di trascurare, che anche la Tambaro intendeva, palesemente, prendere la parola. Anche lei indebitamente, a parere del tfn. E si prenda atto che, però, ma guarda caso, la Tambaro non è stata, manco a dirlo, né deferita, né sfiorata, né lambita dalla giustizia sportiva… Torniamo, però, a Faccenda, che ha riferito “di non aver  visto  alcuno  spintone  o  strattonamento  di costui ai danni della consigliera Giuliana Tambaro”. Strano (secondo le modalità dell’era sibiliana), per un soggettino che ha poi, come questa rubrica ha ampiamente riferito, ritenuto di passare sull’altra sponda, quella del suo antico amico e sodale, erogatore del reddito federale di circa ottocento euro mensili, Cosimo Sibilia… Ma che groviglio…

Le “espressioni denigratorie della lnd”…

Singolare è il prosieguo delle motivazioni. Che pongono l’accento sulle espressioni ingiustamente denigratorie dell’operato della lnd e che ipotizzerebbero un uso non corretto,  da  parte  di  quest’ultima,  delle  risorse  economiche  provenienti  dalle  società affiliate, cui segue l’elencazione”. Il significato dell’affermazione, non corroborata neppure da uno straccettino di indagine, è che non è consentito neppure accusare. Che non s’intende assolutamente verificare. Che non è mai il caso di accertare, se l’accusato è il presidente della lnd. Si può mettere in stato d’accusa il presidente della Repubblica. Si può accusare un Papa. Ma non un Sibilia… Che è, per la giustizia sportiva, al di sopra del Papa e del Capo dello Stato… Meditate, gente, meditate…  

Le critiche sugli sperperi della lega dilettanti: “Verboten!”

Vogliamo chiederci: ma accuse del genere, così gravi, grevi e cupe, nell’ambito della giustizia ordinaria, lascerebbero insensibili i giudici togati? In ogni caso, ancora una volta il tfn segnala, a seguire, quasi rivoltolandocisi dentro, le critiche degli “sperperi  che  sarebbero commessi  presso  la  sede  romana  della  lnd  (ad  esempio,  sull’eccessivo  numero  dei dipendenti,  sulla  carenza  e  tardività  dei  servizi  offerti,  sulla  convocazione  in  assemblee  di soggetti senza diritto a parteciparvi, sull’impiego della macchina presidenziale e sui due autisti, sulle cene inutili, sulle assunzioni per ragioni di nepotismo, sull’erroneo” (sia meno delicato, Mastrocola: era molto peggio che erroneo…) “trasferimento di un dipendente e sulle conseguente dannose connesse all’esito del contenzioso giudiziario” (ossia, Mastrocola ha riconosciuto che solo la giustizia ordinaria, per l’appunto, rende giustizia… Ed è, francamente, un tantinello singolare, per non dire altro, la tesi (di politica, non di giustizia) del tfn, su quanto avrebbe dovuto far seguito alla proclamazione della nullità dell’assemblea.

Una sorta di tutti a casa. Per di più, immediato… E qui il tfn smette di fare politica, dopo aver, magari involontariamente, difeso, del tutto impropriamente, Sibilia. Ed omette di segnalare che (si ritorni, con la memoria, alla lega di serie A, quella dell’epoca aventiniana) i delegati assembleari campani non erano stati legittimati, da un’assemblea dichiarata nulla, in quanto deserta, a presentarsi a Roma, a rappresentare le società campane…

Ma questa è una quisquilia, evidentemente. Per Sibilia, che, come si faceva cenno poc’anzi, non s’è reso conto del precipizio della sua immagine, alla quale tanto dichiara di tenere (ed allora, capovolga tutte le sue modalità di comportamento: ma è praticamente impossibile…), per l’assemblea deserta proprio in Campania…

Ma Frojo, dov’era

E già: ma il solerte avv. Frojo, alle 17.31 del 10 giugno (cioè, all’assemblea di Avellino, che ha addirittura eletto il f.a.p. Zigarelli), dov’era? Alla toilette? Al bar, a sorbirsi un caffè talmente lungo, da essere durato, come precisa Il Mattino, edizione di Avellino, fino alle 18.20, ovvero fin quando fu poi conseguito, quel numero legale? A parziale giustificazione del tfn, va precisato che Gagliano ci ha messo molto del suo. Proclamando, tronfio: “Quando  ha  finito  il presidente, è chiusa l’assemblea”. Una proclamazione che somiglia tantissimo all’oggetto delle sibilinarie… Segue una serie di considerazioni, obiettivamente ingarbugliate e confuse. Con l’ennesima segnalazione di “mazza e…”.

Il silenzio del praianese…

Il silenzio del praianese è davvero sconvolgente. Proprio lui, che non si tiene (sia ben chiaro: con chi sia al di sotto di lui…) nemmeno un sibilo… Ma, quando poi deve combattere contro chi ritiene più forte e prepotente di lui, l’improvvido si sottrae. Sgattaiola. Eccolo, il suo commentino (non alla vicenda in esame, ma successivo ad essa e, quindi, per sommi capi, ad essa riferibile), estrapolato da un post sul suo pubblico profilo Facebook, alle ore 6.35 di ieri, 22 giugno: Volete un parere del tutto personale ? Bene lo esprimo. Politica e calcio devono essere totalmente divise e ben distanti fra loro!!! Il tutto nell’esclusivo interesse degli sportivi e dei tifosi, che sono i veri protagonisti del gioco del calcio!!!! Buon week end amici miei e se siete d’accordo cliccate un bel Mi piace”. Ma come si fa? Ma com’è possibile? Ma che improntitudine!

Il tutto, per bocca di un soggettino che, d’incanto, dimentica di essere stato sindaco a Praiano, consigliere regionale per due mandati ed appartenente ad una decina di partiti diversi… Un sodale di Tavecchio e Sibilia, non eletto ma cooptato quale vice commissario dell’incompetente (di calcio) Paolo De Fiore. Uno che s’è portato con sé, al comitato, una pletora di collaboratori a diarie e rimborsi, appesantendo di molto il bilancio del comitato campano. Uno che è stato in sintonia con Sibilia, fin quando è convenuto ad entrambi. Ossia, quando si misero in testa di combattere, colpendolo alle spalle, insieme con tanti altri soggettini (un’infinità, se no col piffero, che ce l’avrebbero fatta), il precedente presidente eletto. Per, poi, scindersi, i due, all’atto della gestione del potere, con quel che ad esso attiene. E contrastarsi con un cieco furore giacobino…

Commentino di chiusura…

Quanto alla mitica ed ormai, francamente, stucchevole e patetica, violazione del principio di lealtà, probità e correttezza (mazza e…), cominceremo col rammentare, a Mastrocola & compagnia tribunaleggiante (della quale, all’epoca, già faceva parte quel Lascioli: e, comunque, ciò non implica proprio una virgola, tant’è che ne facciamo menzione solo a titolo di cronaca…), alcuni fatterelli-elli-elli… Il primo: l’assemblea non convocata, anzi mai convocata, da Sibilia, nella sua qualità di commissario, plenipotenziario, reuccio assoluto, despota incondizionato del comitato campano (in che mani, come s’è ben visto…). Quella, per la quale avevano firmato, ognuno ysu nove distinti fogli, i presidenti delle società campane aventi diritto al voto. Non le misere 250, dichiarate da Frojo per l’elezione dell’inconsapevole Gagliano e del cancellatore di tre quarte ammonizioni, il f.a.p. Zigarelli. No: molto più del doppio… Ebbene, il rifiuto di convocazione di quell’assemblea, come vogliamo definirlo? Come possiamo qualificarlo? Come, se non quale una brutale, inconcepibile, ingiustificabile violazione del principio di lealtà, probità e correttezza (mazza e…)?  Daremo, con infinita pazienza, più che certosina, un’altra dritta, a Mastrocola & compagnia “lealtante”. Essi sanno benissimo che, in diritto penale, la configurazione del reato debba essere perfettamente e limpidamente pre-definita.

Sottosegretario Giorgetti, non lasci impunite codeste performance…

Ed allora, ci rivolgiamo soprattutto al Sottosegretario Giorgetti, che ha avviato una coraggiosa, meritoria riforma dell’organizzazione sportiva in Italia. Sappia, Giorgetti, che il primo baluardo, il primo ostacolo, il primo muro di gomma da abbattere, perforare, squagliare, disintegrare, è quello, per l’appunto, della genericità, strumentale ed inconcepibile, di codesto pseudo principio. In nome del quale, quante nefandezze vengono perpetrate… Ne faremo una sintetica, modestissima sequenza di esempi, da aggiungere a quelli giù elencati poc’anzi. Ma potremmo proseguire all’infinito.

 

L’elencazione del bla bla bla

Cominciamo, in ordine sparso:

 

  1. Mauro Balata e l’indecorosità del consiglio direttivo della lega di B, che ha deliberato lo svolgimento immediato dei play-off e la non-disputa dei play-out, invadendo il campo di competenza (molto per modo di dire) della giustizia sportiva. Cos’è, compresa la presenza incompatibile in esso consiglio direttivo di Marco Mezzaroma, super-interessato alla vicenda e sia pure uscito dalla sala della riunione? Cos’è, se non violazione bla bla bla…

 

  1. Tavecchio, con i suoi “quattro stipendi” (scandalo mediatico nazionale), cos’è, se non violazione bla bla bla? Tavecchio, che resta ancora sulla tolda di comando, in lega dilettanti, cos’è, se non violazione bla bla bla? E Sibilia, che glielo consente ancora (si indovini il perché), cos’è, se non violazione bla bla bla?

 

  1. Il fatto che sia presidente (ancora per poco) della lega dilettanti un Sibilia, manipolatore dell’assemblea del 1° dicembre del 1990, cos’è, se non violazione bla bla bla?

 

  1. Il fatto che sia stato addirittura eletto, in un’assemblea dai dubbi requisiti di legittimità, e che, prima ancora, vi si sia candidato, uno Zigarelli che aveva cancellato tre quarte ammonizioni e che era entrato in incompatibile conflitto con il comitato campano, cos’è, se non volazione bla bla bla?

 

  1. Tutte le omissioni della procura federale palazziana su Tavecdchio (Optì Pobà, le donne che credevamo handicappate, ecc.: si vedano le precedenti puntate di questa rubrica), cosa sono, se non violazioni bla bla bla?

 

  1. Nino Cosentino, che in lega dilettanti ha avuto figlie, ha generi, nipoti e parenti vari, cos’è, se non violazioni bla bla bla?

 

  1. Vito Tisci, presidente del settore giovanile, presidente del comitato pugliese, dipendente del comitato regionale coni, cos’è, se non volazioni bla bla bla?

 

  1. E Saverio Mirarchi, per quanto già detto a proposito del suo suocero, Nino Cosentino, cos’è, se non violazioni bla bla bla?

 

  1. Giacomardo e Sibilia, con le loro insistenze da bis, tris e quater in idem contro Pastore, cosa sono, se non violazioni bla bla bla?

 

  1. Felicio De Luca e Sibilia (l’uno non esclude l’altro), per il fitto della sede al Centro Direzionale (intascato pro quota dal presidente dei revisori dei conti della lega dilettanti, il sullodato Felicio), per di più sperperando la sede di via Strettola Sant’Annna alle Paludi, cosa sono, se non violazioni bla bla bla?

 

  1. E l’avv. Frojo, che, dopo ben cinquanta minuti, dà inizio all’assemblea zigarelliana? Cosa ha fatto, Frojo, se non violazioni bla bla bla?

 

  1. Ed i rinvii a giudizio a carico di Andrea Vecchione e Salvatore Errichiello, cosa sono, se non violazioni bla bla bla?

 

Io mi fermo qui… (per ora)

Ci fermiamo qui, non prima, però, di invitare i nostri affezionati lettori ad aggiungere, ai predetti dodici punti, gli argomenti che li hanno preceduti e tanti altri ancora, agevolmente ricavabili da quel che s’è scritto. Ci fermiamo qui. Per ora. Non per carità di patria (una patria federale, che non c’è e non merita riguardi), ma perché siamo in preda alla nausea. Conclusione: un modestissimo suggerimento concreto. Sia modificata la normativa, con una dizione che, quantomeno, corrisponda al vero: “L’obbligo di lealtà bla bla bla vale solo per chi non comanda”… Oppure, ma ci rendiamo conto che, per la federazione calcio, è chiedere davvero troppo, studiare (e già: ma chi si fa carico di studiarla ed elaborarla?) una normativa non più strumentalmente generica, ma ben definita, dai dettagli rigorosamente pre-individuati. La genericità, invero, è prodromica all’arbitrio. Ossia, a quello che si sta verificando. Sempre, o quasi sempre… A proposito: è superfluo aggiungere che la decisione negativa e distruttiva su Salvatore Gagliano è stata pubblicata, immediatamente, sul bollettino parrocchiale. Sul quale, però, ancora non s’è visto neppure un accenno, ai rinvii a giudizio di Andrea Vecchione e, magari, perché no, di Salvatore Errichiello… Nonché sul decreto della Dott.ssa Giovanna Cervo, che qualifica la lega dilettanti (in una col suo rappresentante legale pro-tempore, Cosimo Sibilia) ed il comitato campano (in una con l’allora suo rappresentante legale, Luigi Barbiero) come responsabili civili dell’eventuale risarcimento dei danni, a favore dell’Avv. Filippo Pucino e dell’Avv. Gaetano Annella.

A nulla son valse, le sviolinate di Gagliano a Gravina

Ora, restano ancora altri atti, della descritta vicenda simil-teatrale. Finora, le strimpellate mielose di Gagliano a Gabriele Gravina sono cadute nel vuoto. Ma ci sono state anche quelle a Roberto Fabbricini. Ed il quadro dei rapporti tra Malagò e Sibilia è tanto, tanto mutato… Dunque, sintesi: il clou della faccendaccia si giocherà al collegio di garanzia del coni. Laddove il praianese si riserva di avvalersi della, definiamola così, benevolenza fabbriciniana. Staremo a vedere. C’è, perà, un precedente illuminante. Quello di Re(quiescat in)pace. Che si salvò, al frattiniano collegio, nonostante, addirittura, il segretario del comitato umbro avesse patteggiato una sanzione, per quella stessa imputazione che era anche a carico del presidente, ossia di Repace. Il futuro imperativo è, dunque: salvare il soldato Gaglyan. La carta di riserva del silente, muto Gagliano di questi giorni infausti, da Salvatore presidente ferito nell’onore…Il messaggio è ben chiaro? Ma, se anche non fosse del tutto decifrabile, stiano tutti sereni: sul punto, ritorneremo.

 

“La chanson de Cosimin”

Di seguito, il “ventiduesimo atto”, “parte ventiduesima”, della filastrocca di Giacomo Erda (le prime ventuno parti sono state inserite nelle puntate dalla n. 50 alla n. 71). La “parte ventitreesima”  e quelle successive saranno pubblicate nelle prossime puntate.

 

Chi mai lo pagherà, il risarcimento?

Le società, o il commissariamento?

E già, se non è zuppa, è pan bagnato:

per società, diluvio sul “già spugnato”,

 

da tanti inquinamenti impregnato,

da tante prepotente devastato…

Povere società, che restan zitte,

nonostante siano, ormai, derelitte…

 

Ma, ancora, alla lega dilettanti,

chi pagherà? Gli assurdi comandanti,

ossia quei “dirigenti” incompetenti,

i tanti, iper pagati consulenti,

 

suggeritori di codesti scempi,

scelti, fior da fiore, tra gli esempi

d’anti-democrazia, d’illegittimità,

di disinibizioni e iniquità?

 

Coinvolse, Cosimino, anche Barbiero,

l’impacciato e silente suo scudiero,

al quale non avea mai confessato

qual sorpresina gli avea rifilato,

 

nominandolo come commissario

nel comitato, mutato in sudario…

Ma, a quell’inconsapevole pugliese,

ben gli starebbe, anche pagar le spese

 

della volgare falsificazione,

fatt’in concorso con squallide persone…

La faccenda sfociò nell’“ordinaria”,

la vera, sol giustizia non sommaria,

 

mai prepotente, mai prona al potere,

che non tollera abusi, né preghiere…

No, non se l’aspettava, Cosimino,

persuaso, ormai, che quel suo “occhiolino”

 

spalancasse sterminate praterie,

nelle quali realizzare scorrerie…

Quel Vecchione rinviato a giudizio

è stato, per Sibilia, il precipizio

 

d’ogni sua illusoria convinzione

di poter imperare, da “padrone”,

da dittatore, o da feudatario,

sul comitato e sul suo commissario…

 

SEGUE

 

Kintsugi e le deleghe…

Nella precedente puntata, abbiamo riferito del sito web Kintsugi, che ha trattato, molto appropriatamente, l’argomento del Terzo settore, della sua democrazia interna, squartata e sventrata da soggettini, come Marcello Nicchi, Carlo Tavecchio e Cosimo Sibilia. Dobbiamo aggiungere, sul punto, come preannunciammo nella puntata n. 70, che il tutto risale alle innovazioni scellerate di Tavecchio e del suo consulente principe, l’avv. Mario Gallavotti. Fu, invero, consentito a Nicchi di avvalersi di modifiche, del regolamento dell’associazione italiana arbitri, che, infinitamente più che alla decmocrazia ver e genuinaa, puntavano a rafforzare, indebitamente, l’impero nicchiano. Non si può, in argomento, non richiamare la melmosa faccenda sibiliana del 1° dicembre 1990. Ma una delle differenze sostanziali, rispetto ad allora, ossia a quando la corte federale smascherò la manipolazione assembleare sibiliana, dicristinziana, costiana e feoliana, è che, in quel periodo, Tavecchio non s’era ancora inventate le deleghe. Per favorire e sostenere i Morgana, i Repace, i Rinaldi, gli Zarelli, i Cosentino / Mirarchi, i Tisci, gli Ortolano & compagnia delegante. Dunque, Sottosegretario Giorgetti, sotto con lo smantellamento di codesto altro, indegno, vergognoso para-istituto. Che è foriero di tante cupezze. E che potrebbe riservare tante altre sorpresine ancora… 

Ahi, Balata… La tua “stella”, se mai brillò, è già tramontata?

Le disavventure balatiane non si sono di certo esaurite. C’è Lotito che, a quel che pare, spinge ed accelera, per liberarsene. Lotito l’ha messo lì. Lotito lo vuole togliere di lì. All’ultima, tiratissima assemblea della lega di serie B (unico assente, il Foggia), gli organi d’informazione riferiscono di una tensione senza pari, tra Balata, l’incompetente presidente, ed i club. Una verifica poteri mai così lunga e contestata. Brusche e veementi interruzioni della contestatissima relazione Balata. Richieste, più o meno velate, di dimissioni dell’improvvido presidente pro-tempore. Il quale, però, se n’è uscito con una frase che la dice lunga: “I miei risultati sono sotto gli occhi di tutti”. Appunto, Balata. Proprio sotto gli occhi di tutti…

  1. CONTINUA