Calcio malato: Si estende al calcio a 5 l’esposto della Molten contro la lega dilettanti – PUNTATA N. 85

Venerdì è finito uno dei bluff più incredibili, inattendibili, quasi patetici, ai quali abbiamo mai assistito, noi della redazione di Calcio malato. Il tutto, grazie ad un giornalista, Rosario Lamberti di JUSTVAVELLINO, che, nel corpo della sua trasmissione televisiva quotidiana, “Dentro la notizia”, ha mandato in onda una scenetta, insieme, esilarante e tragica. Si tratta di un filmato che riprende, a quel che è dato ricostruire, una riunione del consiglio direttivo della lega dilettanti.

Entra il trionfante Malagò

All’improvviso, appare, alle spalle del tavolo della riunione, un solenne Giovanni Malagò, il presidente del Coni. Che saluta tutti con trasporto, con baci ed abbracci. E tutti, prima che egli si avvicini, si alzano in piedi, in senso di rispetto. Scatta dalla sedia e protende la mano destra a Malagò anche un palesemente imbarazzato Cosimo Sibilia. Qualche secondo dopo, tutti i presenti comprenderanno i motivi del disagio sibiliano. Ed infatti, un attimo prima di arrivare da Sibilia, Malagò finge di salutare, con entusiasmo, qualcuno un po’ meno vicino, pur di saltare Sibilia. Indi, ostentatamente, evita la mano tesa di Cosimino. Tira innanzi, il pariolino. A mo’ dell’asin bigio della poesia di Giosué Carducci, “Davanti San Guido”, il presidente del coni non “degnò d’un guardo” Cosimo (l’interlocutore) Sibilia. Che, questa volta, s’è visto e sentito, pubblicamente, rifiutare, come interlocutore.

 

Ma non era un decisionista, Sibilia?

A quel punto, dall’hombre vertical, dall’uomo che non deve chiedere mai, dal decisionista, dal duro, dall’inflessibile Sibilia, ci si sarebbe attesa una reazione. Un’esplosione, fremente e schiumante di rabbia. Una ’mparata di crianza, a Malagò. Invece, niente. Nada de nada. Nisba. Sibilia ritrae, mortificato, la mano. Si guarda intorno, per tentare di capire quanti abbiano assistito alla scena. C’è una persona barbuta, al suo fianco. Che osserva in silenzio. Che resta impassibile e muto. Anzi, anch’egli, come Sibilia, di sasso. O di ghiaccio. Di costui, parleremo tra breve. È Andrea Montemurro, il disinvolto e discusso presidente della divisione nazionale calcio a cinque. Nel frattempo, però, teniamo conto che, quella scena agghiacciante, è stata vista da tutti. E che tutti hanno capito l’antifona. Fin troppo bene.

 

Una scenetta che merita d’essere vista

La scenetta, è utile ribadirlo, s’è verificata in presenza dei componenti il consiglio direttivo della lega dilettanti. Cioè, di tutti coloro che, secondo il disinvolto Fulvio Bianchi, sarebbero (ma guarda un po’) osservanti sibiliani, ortodossi, rigorosamente fedeli, sotto controllo indiscusso, subordinati ai ferrei comandi di Cosimino, una sorta di imperatore di una lega dilettanti coesa, tetragona, d’acciaio inox, nella sua aggregazione priva di sbavature. Bianchi è il redattore della rubrica “Spy calcio” (“spiare il calcio”), sul quotidiano “La Repubblica”. Ebbene, di questa tragicomica scena, mai s’è potuto leggere un cenno, nella sua  rubrica, che, in onore alla sua intitolazione, dovrebbe essere una sorta di diario dei segreti del calcio… Invitiamo Bianchi a guardarsela, la trasmissione del frizzante Rosario Lamberti. Anche perché, proprio il giornalista di “Repubblica” ha, recentemente, avuto il coraggio di insinuare che Gravina avrebbe un rapporto non positivo con Malagò, per cui dovrebbe stare attento, ad inimicarsi Sibilia. Sarà… Ma, se Gravina non è amato da Malagò, che dire di  Sibilia? Che ha un rapporto sotto zero, con l’anienista? Per quello che s’è visto nella descritta scena, di almeno trenta gradi, sotto lo zero.

 

Lo sbalordito Montemurro…

Si accennava, poc’anzi, all’attonito ed annichilito Andrea Montemurro. Per una strana coincidenza del destino (o era seduto con qualche significato, al fianco di Sibilia?), il suo nome e cognome è balzato, prepotentemente, agli onori della cronaca federale, o porporale, di questi giorni. Di questo periodo tumultuoso, nel cui cuore s’erge (con una cupezza mai vista in precedenza) la figura del dott. Felicio De Luca. Il revisore / manager. O il manager / revisore. A scelta di chi si diverta a definire le priorità. Ma perché, anche codesto Montemurro è emerso dall’ombra dei dormienti, dei silenziosi, di quelli che non aprono mai la bocca e preferiscono non apparire, per non avere problemi di alcun genere? Ebbene, risulta che Montemurro sia oggetto di un nuovo, angosciante dossier della società “Advanced Distribution”, la distributrice, in esclusiva per l’Italia, dei famosi palloni Molten. Ossia, la società (presieduta dal grande campione di pallavolo Gianni Lanfranco, con un delegato che è un autentico mastino che non molla la presa, come Antonio Cannizzaro) che ha già messo nei guai il dott. Felicio De Luca, come riferito nelle precedenti puntate.

 

Inizia la sarabanda anche per Montemurro…

L’inizio ufficiale delle ostilità ha una data ben precisa: 13 giugno 2019. È la data della comunicazione della società “Advanced Distribution”, nella quale vengono espresse pesanti doglianze sulla gara montemurriana, per la fornitura dei palloni ufficiali, in ordine alla stagione sportiva 2019/2020, della divisione calcio a cinque (in seno alla lnd). La distributrice Molten, evidentemente ben informata (a proposito della blindatura della lega dilettanti, che per la verità sembra, più che sigillata col silicone, un autentico colabrodo…), pare abbia contestato, con toni anche sferzanti, il fatto che la divisione calcio a cinque abbia, chissà mai perché, omesso di invitarla a competere per la predetta fornitura. Indi, dopo aver evidenziato la qualità (apprezzata da fifa, uefa e comitato internazionale olimpico) dei palloni Molten, Gianni Lanfranco, che sembra sia il firmatario della lettera, non manca di sottolineare le problematiche, a sua conoscenza, sofferte dalla divisione, negli anni precedenti, proprio per la fornitura dei palloni.

 

Il minaccioso invito di chiusura

A quel che è dato sapere, la lettera si concluderebbe con un invito / diffida: ad evitare esclusioni aprioristiche, del genere di quella disposta dalla lega dilettanti. Esclusioni che, puntualizza l’azienda, oltre a violare le procedure amministrative (pare che l’accusa sia stata quella di aver proceduto – addirittura! Sarebbe un vero scandalo… – ad una trattativa diretta), danneggiano gli interessi delle società di calcio e di calcio a cinque… Non avendo ricevuto alcuna risposta, la distributrice Molten è andata avanti. Sempre più impressionantemente, mala tempora currunt. Per la lega dilettanti e per la divisione calcio a cinque, che, come alludono voci dal sen fuggite (ma… è sempre più blindata, questa bizzarra lega dilettanti… Vero, Fulvio Bianchi?), è già gravata ed appesantita da corpose problematiche amministrative e di bilancio.

 

I problemi della divisione calcio a cinque…

Per dirla in termini secchi, pare che la divisione sia afflitta e condizionata da una posizione debitoria rilevante. Tant’è che ha rinunciato a quelle pagine (pubblicitarie, molto più che informative), che venivano pubblicate sui quotidiani sportivi. Una battutina ci vuole, a questo punto: che farà, il presidente dei revisori dei conti della figc, dott. Luca Galea? Interverrà, per una doverosa forma di controllo gerarchico? O aspetterà il miracolo (perché di qualcosa del genere si tratterebbe) che intervenga… proprio Felicio De Luca? Ovvero, colui che svolgerebbe il doppio ruolo, pesantemente incompatibile, di revisore / manager della lega dilettanti, a quel che è dato desumere dalle inquietanti accuse a suo carico (e, come ha riferito l’agenzia ANSA, dall’atto di conclusione delle indagini della procura federale). E, sul punto specifico dell’incompatibilità di De Luca, pare proprio che si stiano addensando nuvolaglie nerissime…

 

Ancora una volta, trionfa la “GTZ” di Vicenza

Ma, ci si deve chiedere, potrebbe mai intervenire, Felicio? Anche, diciamola tutta, in considerazione della circostanza che la società vincitrice della “gara”, per la fornitura dei palloni alla divisione calcio a cinque, risulta essere, ma tu guarda, quella stessa società “GTZ”, di Vicenza, che s’è già aggiudicata la torta dell’analoga fornitura per la lega dilettanti… A questo punto, ci sentiamo in dovere di chiedere, al Sottosegretario Giorgetti, prima che il governo gialloverde abbandoni il campo, di disporre una rigorosa inchiesta. Per acclarare con quali modalità e criteri attuativi la lega dilettanti gestisca i venti milioni di euro, assegnati dal governo. Che, è vero, sì, sono destinati alle spese arbitrali.

 

Senza quei venti milioni di euro del governo…

Ma con un piccolo particolare: senza quei venti milioni di euro, le spese arbitrali se le dovrebbero accollare le società. Di conseguenza, la lega dilettanti ha, indirettamente, la disponibilità di risorse, che, senza quei venti milioni, non esisterebbero. Ecco perché, tra l’altro, appare urgentissimo, un intervento di controllo generale, sulla lega dilettanti. Altro che autonomia statutaria e rifiuto dei controlli della figc, come strepita Sibilia. Urge, insomma, verificare la regolarità e la limpidezza delle gare per i palloni, senza trascurare tutte le altre disinvolture amministrative, nelle quali la lega dilettanti e le sue strutture subalterne possono, attualmente, sbizzarrirsi (o nelle quali s’illudono di poter proseguire)… Attenzioneremo, come si dice con un pessimo termine poliziesco, gli sviluppi di questo affaire. Con la soffocante curiosità di scoprire quali azioni intenda promuovere e quali provvedimenti adottare Gabriele Gravina. Che, con buona pace di Cosimo Sibilia, che ha proclamato la lega dilettanti come statutariamente intoccabile, in quanto autonoma ed indipendente (ma che amenità…), ha tutto il diritto, ma anche il dovere istituzionale, di controllare la lnd, di verificarne la legittimità degli atti, di accertare la regolarità e la conformità alle norme (o, purtroppo, l’esatto inverso…) delle sue iniziative economico-finanziarie.

 

Bollettino parrocchiale n. 46

Ci sarebbero tanti argomenti da trattare. A cominciare dalle ammissioni / riammissioni ai campionati di eccellenza e promozione (nonché dei campionati apicali, in ambito regionale, del calcio a cinque). Che mostrano, fin troppo evidentemente, la corda di una situazione precaria, sempre più negativa. Ma sarebbe come infierire su un pugile suonato. Semmai, ci preme far rilevare che il comitato campano si sta agitando e sta tentando, disperatamente, di recuperare terreno, attraverso una nuova stagione di proclami, di strombazzamenti, di annunci. Peccato, però, che si faccia sempre precedere da questa rubrica. Come nel caso del ventilato progetto di rilancio dei giovani, nei campionati di vertice. Calcio malato stigmatizza. Il comitato campano risponde, attraverso il suo comunicato ufficiale. Sempre più simile ad un bollettino politico. Altro che parrocchiale…

 

“La ballata del Calcio malato”

 

Di seguito, il “trentacinquesimo atto”, “parte trentacinquesima”, della filastrocca di Giacomo Erda (le prime trentaquattro parti sono state inserite nelle puntate dalla n. 50 alla n. 83). La “parte trentaseiesima”  e quelle successive saranno pubblicate nelle prossime puntate.

 

Fu proprio Frojo, a far la differenza,

pur nella sua sostanzial’incompetenza,

tra l’assemblea del povero Gagliano,

trasformato in agnello, da caimano,

 

e quella dell’incosciente Zigarelli,

circondato da bavosi menestrelli,

all’assemblea “casereccia” d’Avellino,

con presenze ridotte al lumicino…

 

Gaglian, superficial, inconsapevole,

aveva conoscenza men che fievole

delle regole, volutament’astruse,

e premeditatamente confuse,

 

ch’annebbiano le idee agl’elettori,

affinché di votazion non sian attori,

ma soltanto comparse: spettatori

di quegli inverosimili squallori…

 

Frojo fu mortalmente tempestivo

contro un Gagliano più morto che vivo,

che più non si rendeva nemmeno conto

d’essere stato preso come un “tonto”

 

e “fondellato”, sì, da capo a coda,

come da sibilian, ambigua moda…

Con “Ziga”, Frojo fece il “lavativo”,

invece, pur di renderlo giulivo…

 

Con pazienza, attendeva, indugiava…

Oltre ogni limite, temporeggiava…

Più di cinquanta minuti aspettò,

per “rimborsar” a Sibilia il “pagherò”

 

della sua riconferma solitaria,

mentre, intorno a lui, una “malaria”,

in calibrata epidemia,  decimato

avea un gruppo, ch’er assai apprezzato,

 

di giudici rigorosi, prestigiosi.

che i disinvolti ed irrispettosi

Giacomardo e Sibil, con spigliatezza,

avevan liquidato con lestezza…

 

Furon mezzucci, di norme stupratori,

gli strumenti degli usurpatori,

per perfin liberarsi, con un “calcio”,

di quello che per loro er’un intralcio…

 

SEGUE

 

L’aia nicchiana finge di non capire l’antifona…

Come abbiamo già puntualizzato nella precedente puntata, ormai Nicchi deve considerarsi antistorico. In modo particolare, quanto agli arbitri donne. È stato, invero, a tale riguardo, sia pure indirettamente e con espressioni misurate, stigmatizzato pesantemente da Roberto Rosetti, che è un suo ex allievo. Di Rosetti, il disinibito Nicchi s’è liberato, sbolognandolo alla presidenza della commissione uefa, come già fu per Pierluigi Collina. In sostanza, per non avere fastidi, in Italia, soprattutto nella fase pre-elettorale. Ma Nicchi non lo percepisce, d’essere stato mortificato da Rosetti. Va avanti per la sua anti-strada, un percorso che lo fa arretrare, che lo porta all’indietro, come  un gambero. Eppure, avrebbe solo da guardarsi intorno, per capire. Ad esempio, approfondendo (e sforzandosi di imitare, per quanto possibile) le lungimiranze, l’avvenirismo, la positività della commissione calcio a cinque. Quella di Andrea Lastrucci. Un dirigente, stimatissimo anche all’estero, che ha ottenuto successi straordinari ed ha fatto progredire il settore a lui affidato (il futsal, in senso arbitrale) in modo eccezionale. Come? Semplice: con un comportamento sempre equo, sempre misurato, costantemente meritocratico. Ma, se Nicchi agisse alla Lastrucci (toscano anch’egli, ma di ben altra pasta), non sarebbe più il tosco dispittoso…

 

I sogni (dell’Audace Cerignola) muoiono all’alba. Anzi, a mezzogiorno…

In fretta e furia, l’incompetente Luigi Barbiero ha inserito l’Audace Cerignola nei calendari della serie D della corrente stagione sportiva 2019/2020. Se la fanno di corsa, in figc, nella lega pro e nella lega dilettanti, pur di fondellare la società foggiana. Era successo qualcosa di davvero incredibile. Innanzitutto, che, contro ogni previsione logica e di decenza, la figc e la lega pro abbiano impugnato, al TAR del Lazio, i successi schiaccianti che l’Audace Cerignola, dell’energico ed entusiasta presidente Nicola Grieco, aveva conseguito, proprio contro i predetti palazzi… Un comportamento senza precedenti, queste opposizioni porporali. Anzi, addirittura contro i precedenti analoghi. Aggravato dal fatto che i Gravina, i Sibilia, i Ghirelli non hanno mai perso occasione, per stigmatizzare le società che, soccombenti al collegio di garanzia del coni, tentassero la carta, per l’appunto, del TAR Lazio. Non v’è che dire: proprio una luminosa, fulgida dimostrazione di limpida coerenza… Un preclaro esempio, per le società affiliate…

 

In un’ora, il TAR del Lazio liquida l’Audace Cerignola e si contrappone al grande presidente Raffaele Squitieri

Il sindaco di Cerignola, avv. Franco Metta, ha informato la sua cittadinanza con una serie di post sul suo profilo Facebook, durante l’udienza di ieri, 9 agosto. Già aveva agito analogamente, il sindaco, in occasione dell’udienza al collegio di garanzia dello sport – sezione controversie di ammissione ed esclusione dalle competizioni professionistiche, l’innovazione, introdotta dal Sottosegretario Giorgetti, nell’ambito della sua riforma dello sport. Con la predetta, nuova sezione del collegio, Giorgetti ha sperimentato il tentativo di conferire un assetto, serio, rigoroso ed equanime (con un Magistrato di altissimo profilo, il dott. Raffaele Squitieri, al vertice della sezione del collegio), ad un settore eternamente discusso e controverso. Ebbene, se ci si dovesse rassegnare all’esito dell’udienza del 9 agosto al TAR del Lazio, bisognerebbe subito concludere che l’obiettivo è stato clamorosamente mancato…

 

I post del sindaco Metta

Il primo post del sindaco avvocato è lapidario. Denota tutta la sorpresa positiva di un primo cittadino che esercita la nobile professione forense: “Il coni si è costituito nel giudizio tra Audace e figc. A NOSTRO FAVORE”. L’utilizzo delle maiuscole rimarca tutto l’entusiasmo del sindaco. Che, purtroppo, resterà disilluso… In un successivo post, il sindaco annota e rende noto ai cittadini: “Il coni sostiene la decisione del collegio di garanzia. Dunque sostiene le ragioni dell’Audace”.  Il commento, ineludibile, di Calcio malato: una scudisciata del coni alla figc, ma di quelle indimenticabili. In un successivo post, il sindaco sottolinea un aspetto che resterà inevaso: “… Ricorrono contro il Cerignola. Invece il ricorso è contro il coni e noi siamo controinteressati”. Ancora: “figc in chiara difficoltà. ️Avvocatura figc ammette errore clamoroso e prova a mettervi una pezza”. Si prosegue: “️Problema Sinalunghese difficile da superare”, commenta il sindaco, riferendosi alla società toscana, che attende l’esito del ricorso al TAR del Lazio, perché sarebbe ammessa in serie D, se il Cerignola conquistasse la serie C.

 

La questione delle tre ammissioni e tre ripescaggi…

Indi, il sindaco affonda il coltello in una piaga, che il TAR del Lazio ignorerà: nei programmi, disciplinati dalle norme della stessa lega pro, ci sarebbero dovuti essere tre ammissioni e tre ripescaggi… Ma il guaio è che, se la regola fosse rispettata, bisognerebbe rimandare in serie D la Paganese, o il Bisceglie… Il sindaco chiosa: Avvocato Coni ci dà totale ragione”. Indi, segnala: “Presidente chiede quale sia il danno irreparabile da riparare urgentemente. Ottima domanda. La figc balbetta. Ci minaccia di esclusione in futuro per il campo al 9 settembre non fosse in regola. Solenne cacchiata. Il danno irreparabile non lo provano. Anzi il presidente fa notare che al contrario se Cerignola cominciasse in D quello sarebbe il danno irreparabile. Ho buone sensazioni”.

 

Anche il presidente del TAR del Lazio smaschera alla figc…

Il sindaco prosegue: Presidente obietta alla figc che è la prima volta che sono ricorrenti loro. Per quel che capisco le osservazioni del Presidente fanno sperare bene. L’aria si fa calda… Le obiezioni del Presidente non trovano risposte esaurienti… Prima del 9 vogliono cominciare il campionato senza di noi per poi dire… abbiamo iniziato… arrangiatevi.., Comportamento sleale intellettualmente. Parla l’avvocato del coni. Viglione interrompe. È un intollerante. Nervosismo. Parla l’avv. Di Cintio. Alla grande. 3 ammissioni diventate 4 e ora la si vuol fare pagare all’Audace. Dai Cesare”.

 

Il macigno della quiescenza della figc

Il sindaco annota, con puntuale e chirurgica precisione: “La figc ha prestato quiescenza al primo provvedimento del collegio. Efficacissimo. Duro. Chiaro. Presidente cita il Siracusa” (la questione del campo: il Siracusa fu ammesso, con una certificazione identica a quella del Cerignola…). “La figc prova a spiegare. ️Viglione filosofeggia… chiacchiere…. cacchiate… pretesti. NON SPIEGA NULLA”. Il sindaco perde la pazienza: “Enorme. Se abbiamo sbagliato con il Siracusa non è detto che dobbiamo sbagliare anche con l’Audace… Zappa sulla rotula sinistra”. Altro elemento che, in un giudizio scevro da pregiudizi, sarebbe decisivo.

 

Le certificazioni identiche: Siracusa ed Audace Cerignola

Sentite: Chiede il presidente: certificato nostro e quello del Siracusa sono eguali? ️La figc risponde sì… Ci dà ragione e prova a ciurlare nel manico. Ancora Di Cintio. Spiega bene la questione del campo. ️Nostro terreno perfettamente idoneo. Vogliamo essere trattati come le altre società. Ho chiesto omologazione. Sto in regola. Cesare rivendica i nostri meriti sportivi. ️Che ’sti impuniti sottilmente contestano. Come se non avessimo vinto i play off. Intollerabile. Viglione interrompe, travisa, introduce il merito che oggi non c’entra un cacchio. Vergogna. Riparla Cesare. Il danno enorme del Cerignola. Investimenti dell’Amministrazione comunale. Campagna acquisti. Bravo. Vai Cesare. ’Sti… interrompono… Esaltato il lavoro fatto sullo stadio Monterisi. Dai Cesare. La figc non ha alcun danno. Il danno è solo nostro”.

 

Il sindaco inizia a sospettare…

Il sindaco comincia a pensar male: “Non ci sono le premesse giuridiche e fattuali per sospendere la decisione del coni. Poi il 9 settembre dirà che ormai… Viglione interrompe e impedisce a Cesare di finire. Se non la smette, faccio il pazzo. Nooo. Cazzotti sul tavolo… nooo Viglione. Nooooooo. Presidente del Tar apprezza l’invito fatto dal Sindaco di Cerignola a Gravina. Sono costretto a farmi riconoscere come il Sindaco. Attacco frontale della federazione al coni e al collegio di garanzia. COMPLETAMENTE FUORI DAL TEMA DELLA SOSPENSIVA. Per la 25ma volta riparla Viglione. È ridicolo… parla solo e sempre lui e parla di universo mondo senza alcuna attinenza al tema. Il Presidente promette che chiuderà Cesare ma ancora non succede. Parla l’avvocato del coni”.

 

I complimenti del sindaco all’avv. Di Cintio

Il sindaco si complimenta con l’avv. Di Cintio che, ben diversamente da tantissimi suoi colleghi del diritto dello sport, difende la sua assistita come un leone: “Chiude Di Cintio. Cesare efficace. Persino commovente. Abbiamo finito. Il presidente si è ritirato per scrivere il provvedimento”.

 

Emozionante, il resoconto, minuto per minuto, del sindaco di Cerignola

Bisogna dare atto al sindaco, avv. Metta, di una sequenza di post che chiariscono tutto il clima kafkiano della vicenda. Un sindaco, avvocato penalista, in grado di percepire e di annusare l’aria che spirava… Ma non, purtroppo, di prevedere che, contro ogni motivazione giuridica, contro ogni logica, il presidente del TAR del Lazio, nell’udienza del 9 agosto, potesse arrivare a sancire quel che leggerete a breve… Rendendo, nella sostanza, del tutto inutile, superfluo, vano, ininfluente, il collegio introdotto dal Sottosegretario Giorgetti, comprese le sue tre decisioni, pur splendidamente ed ineccepibilmente motivate…

 

Il decreto del TAR del Lazio

Ci limiteremo, per carità di… Patria, ad un cenno, quanto al clamoroso errore, del presidente del TAR del Lazio (al quale egli ha posto rimedio, mediante un successivo decreto, nello stesso giorno), di aver indicato il coni come non costituito in giudizio. Laddove, invece, s’era costituito, eccome: anzi, per la prima volta, contro la figc… A dimostrazione ulteriore, qualora ce ne fosse stato ancora bisogno, dell’estrema urgenza di un’autentica rivoluzione, nell’ambito della giustizia sportiva (inclusa la coda amministrativa del TAR del Lazio, parimenti da riformare, quanto a norme, bilanciamento tra procedure e merito delle questioni, posizioni che non tutelino prevalentemente le esigenze del palazzo, soprattutto quando è da lì, che si originano gli errori e le rogne). L’incipit del decreto salva la figc e la lega pro da una figuraccia sesquipedale. Invero, sul punto dell’erronea indicazione, quale parte resistente, dell’Audace Cerignola e non del collegio di garanzia del coni, secondo il presidente dell’udienza “può  prescindersi  dalla  valutazione  della  medesima,  essendo  state comunque  evocate  in  giudizio  tutte  le  parti  interessate,  ed, eventualmente,  dovendosi  disporre  la  mera  integrazione  del contraddittorio”. E una!

 

La (calcistica) ragion di Stato

Ma il seguito è vieppiù sorprendente. Sancisce, invero, il presidente dell’udienza, dott. Riccardo Savoia, che la soluzione della vicenda si individui solo nello “… accoglimento della domanda di paralisi interinale, restando fissati i calendari  della  coppa  Italia  e  dei  campionati,  il  cui  regolare” (regolare? Nonostante cotali iniquità?) “svolgimento  costituisce  l’interesse  prevalente  da  apprezzare  nella presente fase… per questi motivi accoglie la domanda cautelare monocratica e per l’effetto dispone la sospensione degli effetti del provvedimento impugnato. Fissa  per  la  trattazione  collegiale  la  camera  di  consiglio  del  9 settembre 2019”. Con l’affermazione di un principio, che pare davvero l’introduzione di un’inaccettabile ragione (calcistica) di Stato… E con una domanda, che sorge spontanea: ma la tutela alle società, come, quando e chi l’assicura?

 

E dire che lo stesso presidente del TAR del Lazio, con la Paganese…

Una citazione appare indispensabile, per chiarire in che mondo viviamo. È quella relativa al provvedimento del TAR del Lazio del 3 agosto 2016, con il quale fu accolta la sospensiva richiesta dalla Paganese, che fu riammessa in serie C. Guarda caso, figc e lega pro, in quella circostanza, non si costituirono in giudizio. Inoltre, il giudice, Riccardo Savoia, era lo stesso, che ha presieduto l’udienza del 9 agosto (ieri) ed ha, ovviamente, redatto e firmato il decreto sull’Audace Cerignola…

 

Qualche motivato sospetto…

Deve osservarsi che, l’8 luglio scorso, la lega pro aveva annunciato che i calendari, inizialmente in programma per il 31 luglio, sarebbero stati anticipati al 25 luglio (nonostante la prima giornata sia in programma il 25 agosto!). Perché? Forse perché, consapevoli del precedente sulla Paganese, conveniva arrivare all’eventuale richiesta di sospensiva al TAR del Lazio, ad esempio da parte di una società soccombente al coni, con i calendari già stilati. E, considerato che le delibere del consiglio federale del 12 luglio potevano essere impugnate entro due giorni (meglio, entro tre, considerato che il 14 era festivo) e che il collegio di garanzia si sarebbe dovuto esprimere entro dieci giorni dalla proposizione del ricorso (cioè, proprio entro il 25…), allora, ecco che la lega pro ha anticipato la pubblicazione dei calendari. Una pubblicazione che, per sgombrare il campo da ogni potenziale dubbio, rappresenta, per il TAR del Lazio (come si ricava dal bizzarro caso Paganese del 2016…), un punto nodale ed, anzi, ineludibile e decisivo…

 

A che serve, la riforma dello sport?

Sorgono seri dubbi, sull’utilità ed efficacia della riforma dello sport, con codesti interlocutori ed organi decisori… Invero, è sufficiente che la lega predisponga i calendari subito dopo le decisioni del consiglio federale, per compromettere irrimediabilmente qualsiasi diritto di un club a ricorrere in giudizio, visto l’orientamento (pro-Paganese, per intenderci) del TAR del Lazio. Resta il fatto che, in buona sostanza violando la ratio dell’art. 30 dello statuto federale, la figc non ha accettato un provvedimento del collegio di garanzia. Tra l’altro, comportandosi in perfetta e diametrale difformità, rispetto a come s’era regolata con la più volte citata Paganese… Il presidente dell’Audace Cerignola, il già citato Nicola Grieco, ha espresso tutta la sua amarezza, in una conferenza stampa tenutasi ieri. Non ha nascosto la sua forte tentazione di lasciare il calcio. Al suo fianco, il sindaco, avv. Franco Metta, ha confermato il fermo intendimento dell’Amministrazione comunale di sostenere, fino in fondo, la battaglia giuridica dell’Audace. Vedremo proprio, se figc e lega pro avranno l’ardire di andare avanti, sulla loro strada. Magari, nella direzione paventata dal sindaco di Cerignola, nei suoi post…

 

Il primo “obbedisco”, manco a dirlo, è stato di Luigi Barbiero

Il primo, come sempre, a gridare un perentorio signorsì, conforme al suo “temperamento”, è stato il già segnalato Luigi Barbiero, l’improvvido coordinatore della serie D. Il quale, oltretutto, sarebbe un pugliese… Le società pugliesi vanno benissimo, per Barbiero (e gli stanno particolarmente… a cuore), quando si tratta di elaborare i gironi del campionato. Ma, quando è il momento di opporsi al potere sovraordinato, niente da fare… L’attaccamento alla poltroncina è molto più forte di qualsiasi altra motivazione. Qualcuno provveda, con estrema sollecitudine, a notiziare il Sottosegretario Giorgetti di quel che s’è verificato, ai danni dell’Audace Cerignola. Insieme, ovviamente, con tutti gli aspetti della faccenda. Che è emblematica, in sintesi, al di là di tutte le considerazioni che si possono esprimere in argomento, di una verità, che, purtroppo, persiste: la figc e le sue leghe (la lega dilettanti, in cima a tutte le altre) sbagliano, eccome se sbagliano. Talora, anche con forme di palese prevaricazione (quelle relative alla gestione commissariale del comitato campano, quale esempio preclaro). Ma le società possono strepitare, reagire, starnazzare, strillare come aquile, dare fondo all’ultimissima, delle loro energie… Ma è tutto, sovranamente, inutile… Fatica sprecata. Sacrifici sperperati. Almeno, fin quando non ci sarà un politico illuminato (sarà Giorgetti?), che prenda di collo la questione e la risolva. Nel nome del principio la legge è uguale per tutti. Senza, però, la nefasta postilla: per tutti, tranne che per il coni, la federazione calcio e le sue leghe…

 

SEGUE