Calcio malato: Le infinite patologie del calcio. I guasti del comitato campano, distrutto da Cosimo Sibilia. “La maledizione degli Agnellàmon” in Coppa dei Campioni… – TRENTASETTESIMA PUNTATA

I redattori di questa rubrica si rendono ben conto della deprimente tristezza, iniettata nelle vene degli affezionati lettori. Ma si dovrà, onestamente, dare atto che essa, la rubrica, è alimentata da una fonte continua, che non può essere messa in discussione: i fatti.

Le patologie infinite del Calcio malato

Basti, al riguardo, una sola considerazione: il nostro è un appuntamento bi-settimanale, del martedì e del sabato. Siamo alla diciannovesima settimana. Eppure, ad ogni puntata, per noi redattori l’impegno più arduo consiste nel selezionare le notizie, nello scegliere gli argomenti da trattare.

 

La selezione “fior da fiore” 

Scegliendo, nella congerie di marciume, “fior da fiore”, come leziosamente si baloccava e gingillava a scrivere, nei documenti ufficiali, qualche improbabile avvocato, consulente di Cosimo Sibilia. Per noi, estrarre con le pinzette gli argomenti bi-settimanali, dal putridume del calcio, dal letame a palate, è tutt’altro che agevole. Credeteci: trattare ogni vicenda, ogni materia, ogni porcata, sottoposta alla nostra attenzione, sarebbe, invero, impossibile. Ci vorrebbe uno spazio infinito. Oltre a richiedere una pazienza ancor più grande ai nostri affezionati lettori…

 

Le plurime patologie del calcio…  

Quelle del Calcio malato sono, infatti, una sorta di parata, di miseranda esibizione, di patologie “arlecchino”, ossia, di tutti i colori. Ce n’è per tutti i gusti. Per non nauseare oltre il limite del tollerabile, con una sequenza che sarebbe, come la splendida canzone di Ornella Vanoni, senza fine, procederemo ad un’elencazione sommaria,  assolutamente incompleta, istintiva, scritta di getto e, quindi,  non “disorganica”.

 

La prima voce dell’elenco senza fine: una giustizia sportiva disinvolta 

Dunque: una giustizia sportiva inattendibile e disinvolta, noncurante dei precedenti giurisprudenziali, a volte addirittura del proprio stesso, singolo, organo. Una giustizia inattendibile non solo negli organi giudicanti, ma, forse ancor più, in quello inquirente e requirente, ovvero la procurella (piccola procura) federale.

 

Ma quali garanzie, con questa tipologia di nomine? 

D’altronde, fin quando l’ottimo Giorgetti non vi metterà mano in via definitiva, resteranno in piedi le comode, troppo comode metodologie della figc: nomine della giustizia sportiva deliberate dalla parte politica, che intende esercitare il proprio dominio assoluto anche per via giudiziaria anti-sportiva; tempistica strumentale delle nomine medesime, come quella tavecchian / gallavottiana, che ridusse ad un solo anno, “pro domo loro”, un periodo, che, viceversa, le norme vigenti prescrivevano (e tuttora sanciscono) nella durata quadriennale; infine, le violazioni continue del principio della separazione dei poteri, per via di norme, che sono viziate, fin dalla radice, da potenziale illegittimità e da strumentale confusione dei poteri…

 

Gli arbitri nicchiani: un’immagine indecorosa, come quelli della Champions League, indirettamente, dimostrano… 

L’argomento è uno di quelli continuamente sviscerati da Calcio malato. Basti solo fare un cenno ad uno degli aspetti di maggiore rilevanza: l’utilizzo della tecnologia. Ebbene, come debba utilizzarsi il (o la) VAR, è stato brutalmente spiattellato, in faccia a Nicchi & compagnia rifiutante la tecnologia, dallo “staff” arbitrale di Atletico Madrid-Juventus di mercoledì scorso, 20 febbraio. È stata, quella, un’istruttiva lezioncina didascalica. Ma è pura follia illudersi che, da essa, siano ricavate utili indicazioni, in Italia…

 

Le iscrizioni ai campionati: i casi del Matera e della Pro Piacenza  

Iscrizioni ai campionati professionistici eternamente fantasiose, a voler essere bonari, fondate (anzi: miseramente infondate) su fideiussioni “appezzottate”, favorite da controlli federali semplicemente patetici, sui quali, ormai da tempo, si proietta, cupa, l’ombra del sospetto.

 

Il sospetto: “anticamera della verità”, o della calunnia? 

Sì, il sospetto: quello che rappresentava “l’anticamera della verità”, ad avviso dei due gesuiti, padre Bartolomeo Sorge e padre Ennio Pintacuda, autorevoli ispiratori, sponsor e patron di Leoluca Orlando, il sempiterno sindaco di Palermo. Certo, quello era il parere di due giustizialisti / forcaioli. Ma tant’è: in una lega dilettanti, nella quale i capi ed i capetti sono profondamente giustizialisti e forcaioli contro i loro antagonisti, ben si addice il motto dei due gesuiti…

 

Giovanni Falcone: “Il sospetto è l’anticamera del khomeinismo” 

I redattori di questa rubrica non possono, però, esimersi dal sottolineare come convinca ed emozioni infinitamente di più l’aforisma, di ben diversa nobiltà e di ben altro spessore giuridico, dell’eroe Giovanni Falcone: “La cultura del sospetto non è l’anticamera della verità, ma del khomeinismo”. Una splendida contrapposizione, quella del dott. Falcone, all’altra, opposta frase, che era spesso strumentalmente utilizzata dal suo conterraneo Leoluca Orlando…

 

In serie D, i gironi a modello Barbiero…

E torniamo alle patologie calcistiche. Gironi compilati con criteri geografici bizzarri, balzani, incoerenti, oscillanti come il batacchione di una chiesa di campagna. Maestro insuperabile, in materia: Luigi Barbiero, coordinatore dell’interregionale e commissario del comitato campano…

 

I calendari, sempre “fortunati”, per la Juve… 

Calendari dei campionati, che sembrano telecomandati da un computer a senso unico (in serie A, manco a dirlo, a favor di Juventus) o (ma chi ci crede?) perfidamente confusi da un diavoletto ignoto… Chi ha dimenticato, al proposito, gli improperi, anche volgari, di Aurelio De Laurentiis?

 

Simeone “l’eccessivo” (in positivo) mette in discussione il calendario di serie A… 

E dire che il calendario della serie A, dopo la doppia scudisciata di Diego Simeone in faccia a Massimiliano Allegri, viene messo perfino in discussione. Troppo a favor di bianconeri, fino a disabituarli a lottare, a disallenarli alla concentrazione, a disaddestrare al sacrificio. Ne troverete la trattazione in altro paragrafetto di questa puntata.

 

Ma che insaziabili, le zebrette… 

Mah… Sempre e comunque incontentabili, queste zebrette, improvvisamente precipitate dagli onori degli altari e dai salamelecchi, mielosi ed un tantinello bavosi, della Giorgia Cardinaletti, di Marco Tardelli, di Jacopo Volpi…

 

Perfino una delibera falsificata… 

Certo, il record dei record appartiene, di diritto, in tema di patologie, al comitato campano della gestione commissariale. Durante questo infausto periodo, invero, s’è registrata addirittura una delibera, dei giudici sportivi, falsificata da un segretario infedele.

 

Ma “in concorso” con chi? 

La circostanza non s’evince da un’illazione, da una congettura, ma risulta dalla micidiale, stroncante imputazione del Pubblico Ministero, Dott. Danilo De Simone, a carico dello smarrito Andrea Vecchione, segretario del comitato campano. Con un angosciante interrogativo, che nel processo penale troverà certamente la sua risposta: “in concorso” con quali persone, quelle “allo stato non ancora identificate”, ha agito il tremebondo Vecchione?

 

La sarabanda dei giudici sportivi…

Ancora: sostituzioni indebite degli organi della giustizia sportiva, mediante soggettini e personaggetti in cerca d’autore, privi di qualsiasi competenza specifica, di un benché minimo barlume di esperienza nel campo (taluni dei quali, però, con il propizio, agli occhi di Cosimino l’occhiolino, marchio di forza Italia). E che le società campane si disaffezionino al calcio dilettantistico e giovanile e se ne scappino a gambe levate, a Cosimo Capiluoghi Sibilia “non gliele può frega’ de meno…”.

 

La sequenza, senza pudore, dei commissariamenti  

Un commissariamento, in Campania, che perdura da tre anni e mezzo, con l’infelice, inverosimile intermezzo del presidente-meteora, Salvatore Gagliano (oltretutto, candidatosi a presidente, contro ogni regola deontologica, da vice commissario del comitato campano…). Su questo specifico argomento (peraltro determinante, sotto il profilo del potere indebito ed antidemocratico sibiliano), s’è registrata una delle forzature più violente (ed anche comiche e spudorate) delle norme organizzative interne della figc. Nell’inerzia totale, e francamente imperdonabile, della procurella (piccola procura) federale.

 

La norma sul commissariamento, brutalmente forzata… 

Invero, l’art. 9 (intitolato I Commissari straordinari) delle predette noif prescrive, testualmente: “… (il) commissario straordinario… assume, nei limiti fissati dal provvedimento di nomina, le funzioni dell’organo decaduto e provvede, se trattasi di organo elettivo, a convocare entro sei  mesi l’assemblea per la ricostituzione dell’organo ordinario. La gestione commissariale, su motivata richiesta del commissario, può essere prorogata dal consiglio federale”.

 

Le proroghe: ma quante? Fino a quando?

E già, prorogata. Ma una volta, non ad libitum. Ad oltranza. Fino a quando Sibilia non avrà acquisito, da luminoso faro della democrazia federale, la certezza di vincere l’assemblea campana, attraverso un suo fido scudiero. Alla Barbiero, per intenderci. O alla Felicio De Luca, l’uomo delle casseforti di Cosimino.

 

Calcio malato lo incalza… e Sibilia si rassegna a “preparare” l’assemblea elettiva in Campania 

Il fiato sul collo, che questa rubrica soffia, costantemente, com’è sacrosanto dovere di un’informazione d’inchiesta, in direzione del disinvolto onorevole mercoglianese, sta dando i suoi frutti. Risulta per certo, invero, che Cosimino si stia apprestando ad indire l’assemblea elettiva in Campania.

 

Gravina a Sibilia: ora basta! 

Pare che il presidente federale, Gabriele Gravina, gli abbia fatto capire che non può proseguire all’infinito. Il commissariamento dell’improvvido, inadeguato, incapace Luigi Barbiero deve, insomma, concludersi prima del 30 giugno 2019… Sta per finire la zezzenella dei rimborsi, delle diarie e delle prebende barbieriane, a fronte delle sue presenze risibili, sul posto di lavoro.

 

Gli effetti disastrosi del commissariamento in Campania  

Ma avesse, almeno, codesto commissariamento, prodotto una “vrenzola”, uno straccettino, una “mappina” di risultato incoraggiante. Macché: un fallimento dopo l’altro… E rivediamoli, in sintesi, codesti flop. Codesti crack. Codesti tracolli…

 

I conti del comitato nel periodo del commissariamento Sibilia: catastrofici, parola di Gagliano… 

Il primo si configura nella devastazione dei conti del comitato campano, nel periodo del commissariamento, come denunciato addirittura da Salvatore Gagliano nei suoi post su Facebook. Figurarsi, proprio lui, che era stato compartecipe di quei commissariamenti: ma è solo per dire a che stato sta la Chiesa… Nonché, per certificare la memoria corta degli improvvidi.

 

Lo smottamento del patrimonio sportivo del comitato campano 

Inoltre, la riduzione, davvero disperata e disperante, del numero delle società campane, nella distruttiva (altro che aggregante…) era Sibilia. Un depauperamento, che ha tutte le sembianze di essere destinato a divenire irreversibile. Uno sfarinamento dell’unico, autentico patrimonio sportivo del comitato, ossia il “parco società”. Complimenti vivissimi a Cosimino l’occhiolino…

 

Una tutela sanitaria dei tesserati indecorosa, a livello nazionale e campano 

Tante, troppe morti mai spiegate, di calciatori, addirittura ad alto livello professionstico. Troppi ex calciatori che farfugliano, balbettano, deambulano in modo incerto, quasi penoso. Le infinite tragedie del calcio non hanno, purtroppo, ancora insegnato un’acca. La denuncia, trattata in questa puntata, del medico sportivo Vincenzo Russo, vice presidente nazionale della federazione medico sportiva, a Striscia la notizia del 19 febbraio scorso, dimostra che siamo ancora, in questo campo, all’anno zero. O peggio…

 

Le norme zoppicanti in materia di tutela sanitaria dell’attività agonistica 

È incomprensibile (o, forse, si decifra fin troppo bene…) l’ostinazione del coni e della figc, nel non esigere il certificato medico preventivo. Quest’atteggiamento, irresponsabilmente ostruzionistico, è stato denunciato da questa rubrica nelle puntate precedenti.

 

Ogni dettaglio dell’attività finalizzato alla monetizzazione… 

La trasformazione di qualsiasi argomento in moneta sonante e contante: ad esempio, i deferimenti disciplinari per l’omesso, o irregolare tesseramento, ancora nell’epoca della dematerializzazione. Un’iniziativa, quest’ultima, colpevolmente avviata a tre anni e mezzo dalla proposta di Enzo Pastore. Un presidente che aveva formulato il suo progetto alla prima occasione in cui, nel consiglio direttivo della lega dilettanti, l’argomento fu posto all’ordine del giorno.

 

La “capitalizzazione” di tutto, calpestando il vero “spirito” delle norme 

Proseguiamo: la capitalizzazione perfino della mancata sottoposizione a visita medica, per l’accertamento, con dubbia efficacia, dell’idoneità alla pratica del gioco del calcio (agonistica o non agonistica, a seconda dell’età del calciatore). Come se fosse una questione da sanzionare con un’ammenda e non un profondo deficit, anche culturale e di civiltà, oltre che, innanzitutto, sotto il profilo della doverosa salvaguardia della salute dei tesserati. Ma questi escamotage (le sanzioni pecuniarie), per punire le mancate certificazioni mediche, sono state tra le genialità dell’avv. Lucio Giacomardo…

 

Le operazioni ambigue della lega dilettanti in tema di impiantistica sportiva 

Ed ancora: i campi sportivi indecorosi, davvero da “quarto mondo”, sui quali Sibilia e Barbiero consentono che si disputino le partite. La speculazione, molto ambigua, sui terreni di gioco in erba artificiale, ripetutamente denunciata da “Report” di Rai 3, da “La Repubblica”, dal “Corriere della sera”, da “Il Fatto Quotidiano” e via inchiestando. Le predette accuse erano state rivolte a Carlo Tavecchio, in una con quelle relative all’illuminazione a led ed alle reti di recinzione dei campi sportivi…

 

Tavecchio, gli amici ed i parenti… 

Tutte vicende che individuavano le loro rispettive matrici nella Brianza, tra antichi amici per la pelle e parenti del ragioniere di campagna. Operazioni in odore di puro affarismo. Che, però, proseguono anche con Sibilia. Come anche, con Sibilia, continua la vicenda torbida delle assicurazioni dei tesserati nell’ambito della lega dilettanti, della quale abbiamo scritto nella scorsa puntata, ritornandoci su, come si vedrà tra poco, anche in questa.

 

E  che dire delle  altre materie putrescenti? Il doping…

Ed, ancora: il delinquenziale doping, ai danni (spesso, irreversibili ed esiziali) dei calciatori. Anche a tale riguardo, la Juventus ha molto da farsi perdonare: Un giorno in pretura, la rigorosa trasmissione di Rai 3, bollò per sempre la pretenziosa società bianconera… E non citeremo, solo per doveroso rispetto della privacy, la stella bianconera, che ha apertamente confessato la sua seria patologia al pancreas…

 

… il calcio scommesse… 

Quanto al calcio scommesse, è eloquente un solo dato: Renzo Ulivieri, l’educatore degli educatori, presidente dell’associazione italiana allenatori calcio ed, insieme, addirittura della scuola allenatori, docet! Un presidente nazionale degli allenatori, squalificato, in via definitiva, per tre anni, per il calcio scommesse n. 2.

 

Una norma statutaria inconcepibile…  

Ed è davvero, sotto il profilo etico-morale, un’inverosimile, intollerabile macchia, propiziata da una normativa statutaria consapevolmente lassista, questa di Ulivieri che siede in consiglio federale… Una norma statutaria che dovrà essere cancellata, distrutta, annichilita, azzerata.

 

Giorgetti intervenga! 

Lo chiediamo non a Malagò, ovviamente, ma al Sottosegretario di Stato, Giancarlo Giorgetti. Intervenga, nelle e con le giuste modalità, per pretendere (sì: pretendere) l’abrogazione di questa norma, che fa il paio con quel Tavecchio graziato dalla corte federale, all’epoca Carraro, al fine di consentirgli di rivestire la carica di presidente della lega dilettanti… Ma ne abbiamo già scritto, di Tavecchio, anche sotto questo profilo. Dunque, non ci ripeteremo. Ci limitiamo a rammentarlo agli immemori…

 

Gli illeciti sportivi, purtroppo veri, non quelli “inventati” dall’avv. Lucio Giacomardo 

Ancora: la corruzione che imperversa nell’ambito calcistico e gli illeciti sportivi. Quelli veri e vergognosi, non quelli inventati di sana pianta dal geniale avv. Lucio Giacomardo, per dimostrare la redditività della sua consulenza, remunerata a peso d’oro, ad ottomilaquattrocento euro al mese.

 

I bilanci non pubblicati, alla faccia della trasparenza e della limpidezza… 

Bilanci di un commissariamento non pubblicati per quattro esercizi finanziari consecutivi (da quello del 2014/2015 a quello del 2017/2018: contateli, se ritenete…). In… compenso, incassi coattivi a profusione, per tormentare le già esauste e stressatissime società campane. Ed alcune esazioni coattive disposte in violazione delle norme, nel periodo dei commissariamenti De Fiore e poi Sibilia, che avrebbero dovuto (per chi, addirittura, ci avesse creduto) ripristinare la legalità. Ovvero, proprio quella, la legalità, che, prima del commissariamento De Fiore, esisteva ed, anzi, trionfava.

 

La “liquidazione” dei giudici sportivi 

Lo stesso commissariamento che liquidò, in quattro e quattr’otto, la limpida carriera di giudice sportivo di alcuni eccellenti avvocati napoletani. Mandati via indebitamente, con l’aggravante di motivazioni risultate, poi, del tutto infondate, letteralmente inventate da Sibilia. Ma, intanto, il disinvolto Sibilia aveva conseguito il suo scopo di liberarsi, illegittimamente, di giudici sportivi corretti, non proni alla volontà del presunto padrone. Il tutto, manco a dirlo, alla faccia della legalità…

 

L’altro ieri, Barbiero arriva al comitato alle 18.30, mentre una serie di società aspettava da ore… 

Le società in ansiosa e triste attesa, giovedì scorso, al comitato campano, hanno informato Calcio malato che il Barbiero di Sibilia è arrivato in sede alle 18,30 circa. Ma che rispetto istituzionale, questo dell’improbabile Barbiero! Lo aspettavano, da tanto tempo, molte società. Barbiero è abituato al deserto dei tartari, al centro direzionale, nuova sede del comitato, pro Felicio De Luca e soci dell’immobiliare proprietaria della sede medesima.

 

Le società presenti al comitato per gli incassi coattivi… 

Stavolta, invece, le società c’erano. Avevano ricevuto le consuete, ormai tradizionali raccomandate di esazione coattiva, computata, innanzitutto, sulla base degli assurdi, spropositati premi assicurativi dei calciatori tesserati. Quindi, s’erano recate al comitato per spiegazioni, per chiedere rateizzazioni degli importi, per dolersi, per protestare, per maledire…

 

Barbiero alle società: arrangiatevi… 

Tutto inutile. Barbiero, delle società campane, se ne straimpipava (e se ne straimpipa tuttora, avengo egli a cuore solo le predilette società pugliesi), da coordinatore del dipartimento interregionale. Per elementare coerenza, se ne strafrega da commissario del comitato campano… Ma poi, esimio Barbiero, se lei si presenta a quell’ora, quale ufficio mai potrà supportarla concretamente, in un comitato che, da tre anni e mezzo, ha dimenticato il senso del sacrificio, lo spirito ed il dovere del servizio a favore delle società, il sentimento della cooperazione di tutti, quale fattore ineludibile di crescita e di progresso? In un comitato, per dirla in modo spicciolo, di inadeguati, di impreparati, di strafottenti?

 

Carmine Zigarelli, responsabile amministrativo di fatto del comitato campano 

Andiamo avanti. O, meglio, indietro… Chi si permetterebbe mai di affidare la responsabilità amministrativa di un comitato regionale a persona sine titulo? Nessuno. Chi oserebbe mai conferire un incarico di responsabile amministrativo, di un comitato regionale della lega dilettanti, di fatto e non di diritto, a persona sine titulo? Per di più, nel periodo immediatamente successivo ad una sequenza di appropriazioni indebite, confessate proprio dal precedente responsabile amministrativo, tale Domenico Cerbone?

 

La confessione di Domenico Cerbone 

Ebbene, quest’ultimo confessò le cennate appropriazioni indebite, eseguite mediante la firma vera, apposta incoscientemente (solo incoscientemente?) dall’improbabile presidente Salvatore Colonna. Successivamente, realizzate, le appropriazioni indebite, attraverso la firma di Enzo Pastore: ma, quest’ultima, costantemente falsificata da Cerbone, nelle relative operazioni bancarie del periodo, nessuna esclusa… Ebbene, ricordate da chi era stato nominato Domenico Cerbone come responsabile amministrativo del comitato? Da Cosimo Sibilia…

 

Ed eccoci all’inadeguato e disinvoltissimo Carmine Zigarelli 

E sapete chi ha utilizzato un responsabile amministrativo di fatto e non di diritto, peraltro, per lungo periodo, con la sig. ra Gabriella Lombi, responsabile amministrativa della lega dilettanti (nonché vice segretaria della lega medesima), che fingeva di non vedere? Gesto di sovrana incoscienza ed irresponsabilità, questo di affidare a tale Carmine Zigarelli, per di più assistente parlamentare di Cosimo Sibilia, il delicatissimo mandato di responsabile amministrativo di fatto del comitato campano. Ancor più delicato, dopo la vicenda Cerbone…

 

Sibilia si ritiene intoccabile… 

Ma Sibilia ritiene di essere legibus solutus. Forse, ci sarà qualche autentico, serio tutore delle leggi, che gli insegnerà la creanza, a Sibilia. Ed, ovviamente, anche a Zigarelli… Magari, prima che quest’ultimo sia preso dall’uzzolo di ricandidarsi, come consigliere, poi vice presidente.

 

Zigarelli si candida a presidente, contro l’altro improbabile, Salvatore Errichiello? 

O, magari (alla faccia tosta non c’è confine…), addirittura a presidente del comitato campano. Così, chiuderemmo il cerchio. E risusciteremmo forza Italia. Che, ad Avellino, ha prodotto, in tutto, 99 voti, alle comunali, per il Mandracchio Carmine Zigarelli, classificatosi addirittura al settimo posto nella lista forzista, nonostante la spinta di Cosimo Sibilia (o, forse, proprio… per colpa di questa spinta frenante). Che, però, poi, al comitato campano, si traveste di nuovo da Mandracchio, sia pure un tantinello paesano. Certo, Zigarelli s’è classificato, alle comunali avellinesi, un tantino al di sopra di Alberto Colarusso, un din don che ha conseguito, in tutto, trentasette voti. Senza, peraltro, il sostegno (controproducente) di Cosimo Capiluoghi Sibilia.

 

Fermiamoci qui… Per ora… 

Ma ora basta. Potremmo davvero proseguire, quasi all’infinito, ma, per evitare travasi di bile ai nostri affezionati lettori, o violenti conati di vomito, ci fermiamo qui. Non senza aver prima sottolineato la crisi profonda del settore giovanile, affidata ad un incompetente assoluto, tale Vito Tisci, e le scoppole, gli schiaffoni brutali, che la nostra nazionale maggiore di calcio sta subendo da tempo. Per il vero, con qualche recente spiraglio di ripresa… Speriamo bene.

 

Da qualunque angolo lo si osservi, il calcio è in coma profondo… 

Appare lampante una conseguenziale considerazione: del calcio non c’è un solo aspetto, un solo profilo, che possa apparire come un’oasi nel deserto delle sue vergogne. A voler essere bonari, nell’impressionante panorama delle sue approssimazioni, superficialità ed incongruenze contraddittorie.

 

Da Artemio Franchi, a Cosimo Sibilia… 

Il problema drammatico è che un’organizzazione calcistica, precipitata, dal livello e dallo spessore di un Artemio Franchi, a quello piccino picciò, per non dire peggio, di un Mauro Balata, di un Marcello Nicchi, di un Cosimo Sibilia, di un Renzo Ulivieri, non potrà mai essere in grado di risollevarsi da sola. Di autoriformarsi, come pretenderebbe, per il coni, l’improbabile, ma ormai – Deo gratias! – rassegnato Giovanni Malagò.

 

In federazione calcio, leader e manager cercansi… 

Urgono leader veri, carismatici, al di sopra di ogni sospetto. Manager capaci, di assoluta autorevolezza. “Aida, e chi ce l’ha?”, si doleva il compianto Rino Gaetano, riferendosi, per la verità, alla democrazia ed alla Costituente. Ma sembrerebbe proprio un lamento riservato al calcio, alla sua disorganizzazione, alle sue patologie, alle sue spaventose lacune, al suo tristissimo marciume, alla sua quasi totale (con pochissime eccezioni) carenza di dirigenti degni.  Con un quesito, davvero inquietante e che merita una risposta compiuta e seria: quali reati penali configura, tutto quanto innanzi, tristissimamente, enunciato e denunciato?

 

E veniamo all’attualità: Sibilia vuole incapsulare la giustizia sportiva… 

Voci di dentro della federazione calcio informano, allarmate ed angosciate: Sibilia sta minacciando la giustizia sportiva. Vuole, per farla breve, impadronirsi della giustizia sportiva, ricalcando le orme di Tavecchio. La deduzione è “per facta concludentia”. Ovvero, ci sono indizi, elementi di fatto, dati che supportano questo fondatissimo timore. Anzi, quest’autentico terrore.

 

“Caro Peppino…” 

D’altro canto, Calcio malato ha ripetutamente sottolineato le due parole guida di questa tesi, l’invocazione (“Caro Peppino”), che sembrerebbe perfino affettuosa, ma che, a pesarla bene, ha un vago senso minatorio... Quell’invocazione fu il preludio di una vicenda indecorosa. Sbugiardata e sputtanata dalla corte federale d’appello, con le tre motivazioni dei casi delle società Kaos Reggio Emilia Calcio a 5, Rinascita Cava 2000 e Nereo Rocco.

 

Giorgetti, coraggio! 

Urge, a maggior ragione a questo proposito, un’inchiesta disposta dal Sottosegretario Giorgetti. Ma, nel frattempo (pur auspicando un intervento rapidissimo del delegato allo sport Giorgetti), nell’ambito federale si mormora che occorre prepararsi a qualche estrema disinvoltura: del tipo, gli avvicendamenti in massa, prima dei tempi quadriennali.

 

Le performance tavecchian / gallavottiane

Insomma, in una serie di performance, sul modello tavecchian / gallavottiano.  Del tipo Stefano Palazzi-pochette sostituito, inopinatamente, da Giuseppe Pecoraro, l’improbabile capo della procurina (la procura piccolina) federale. O del tipo corte federale e tribunale federale rivoluzionati (con l’ingresso, tra gli altri, di inadeguati soggettini, di incompetenza assoluta in materia di giustizia sportiva, come il figlio Paolo del vice commissario della figc (Angelo Clarizia, un soggettino che forse, nella sua vita, non ha assistito ad una sola partita di calcio…), come Sergio Santoro, addirittura catapultato, ex abrupto, napoleonicamente, a presidente della corte federale d’appello & compagnia sorprendente.

 

Gravina, sveglia! Sibilia fu tra i manipolatori dell’assemblea campana elettiva del 1° dicembre 1990… 

Ma è possibile che Gravina non si stia accorgendo che Sibilia vuole impossessarsi del potere per via giudiziaria, attraverso il tavolo da osteria del coordinamento della giustizia? È stato davvero improvvido, lei, Gravina, a fidarsi di un tipo, Cosimo Sibilia, che ha esordito nell’organizzazione calcistica, taroccando, insieme con Piero Di Cristinzi, Massimo Costa, Ludovico Feole & compagnia manipolante, addirittura un’assemblea federale, quella elettiva campana del 1° dicembre 1990.

 

L’ennesimo convegno “giacomardiano” sulla giustizia sportiva, al Tribunale di Napoli 

Sia chiaro: di certo, Calcio malato non intende fare minimamente riferimento al solito, stucchevole convegno sulla giustizia sportiva, organizzato, nella settimana che sta per concludersi, dall’altrettanto solito (immutabile e ripetitivo, negli anni) avv. Lucio Giacomardo, l’iper remunerato consulente giuridico-sportivo di Cosimo Sibilia.

 

I compensi astronomici a Giacomardo… 

Per inciso: quest’altro aspetto, dei compensi stratosferici corrisposti da Sibilia al consulente Giacomardo, come già sottolineato in precedenza, merita un serio approfondimento. In ogni caso, iniziative estemporanee di questo genere lasciano davvero il tempo che trovano. A maggior ragione, se si considera che il personaggio principale, del convegno, o della messa in scena, era proprio Cosimo Sibilia: un sommo, impareggiabile incompetente, in materia di giustizia sportiva… Incompetente, se non per il fatto, ma diametralmente opposto, di aver manipolato l’assemblea elettiva, in Campania, del 1° dicembre 1990…

 

Ci vorrebbe un’inchiesta ministeriale 

Disponga un’altra inchiesta ministeriale ad hoc, Sottosegretario Giorgetti, per verificare se è vero che Sibilia sta introducendo un clima del terrore negli organi di giustizia sportiva. Non si sottovalutino, al riguardo, i due terrificanti precedenti, che illuminano la personalità sibiliana, oltre alle azioni finalizzate all’alterazione dell’esito elettorale dell’assemblea del 1° dicembre 1990 (che, per il vero, basterebbe anche da solo): la sostituzione dei giudici sportivi e la delibera sulla società Pro Poggiomarino, con annessa persecuzione degli ex giudici.

 

La persecuzione dei giudici sportivi 

Un’insistente persecuzione, forse anche allo scopo di occultare, sotto spesso cortine fumogene, quel che, d’altro canto, era proprio sotto gli occhi di Cosimino l’occhiolino, in carica, come commissario al comitato campano, dal 14 aprile 2016. Ebbene, sotto lo sguardo truce di Sibilia troneggiava la falsificazione, ad opera di Vecchione, come dalla pubblica accusa a suo carico, della delibera che scippò la vittoria del campionato di promozione al Nola 1925.

 

Il mistero della sostituzione di Vecchione con l’incapace Marco Cilio

Con una coda integrativa: la verifica dei misteriosi motivi, che presiedettero alla sostituzione di Vecchione da segretario. Oltretutto, il cane da cancello Vecchione fu avvicendato, per irresponsabile scelta di Cosimo Sibilia, all’epoca, si ribadisce, commissario del comitato campano, addirittura da un altro sine titulo, che infoltisce la schiera dei privi di titolo. Si tratta di Marco Cilio. Ma la procura federale, quando cavolo li indaga ed accerta, tutti questi fatti e misfatti? Per poi, Vecchione, altrettanto misteriosamente, sempre ad nutum del Mandrake Sibilia, riapparire all’orizzone, più bello e più superbo che prìa (ovviamente, si fa molto per dire…).

 

Di nuovo sulle assicurazioni dei calciatori

Come Calcio malato ha riferito nella scorsa puntata, le società si lamentano che il premio assicurativo per singolo tesserato schizzi, nella lega dilettanti presieduta da Sibilia, da ventinove euro a quaranta… Un incredibile aumento, nella misura del 33%. Altro che riduzione, rispetto al premio assicurativo tavecchiano, di un euro, come Sibilia aveva, assurdamente, rivendicato. Ma, anche questa, è storia vecchia, trita e ritrita.

 

Si sveglino anche le società campane 

Il problema vero delle società, ed il contrapposto privilegio del comitato campano gestione Sibilia / Barbiero, è che le società, purtroppo, non si interessano mai dei loro problemi veri, dei conti correnti  intrattenuti con il comitato, dei fatti concreti. Prima dell’11 settembre 2014, quando fu deciso il più nefasto, funesto, esiziale e quanto mai immotivato ed inutile commissariamento della storia del calcio, le società venivano riunite più volte l’anno, in assemblea regionale ed in riunioni provinciali, zonali, territoriali…

 

Che enorme differenza, tra le assemblee ante-commissariamento e quelle post 

Ma, ad esempio, quanto alle assemblee, quelle indette dall’ultimo vero presidente eletto erano davvero partecipate. Lontane le mille miglia, nello spirito e nell’animus di chi vi partecipava, da quelle glaciali dell’infausta era sibiliana, comparabili, nello stile, ai congessi del partito comunista del regime sovietico.

 

Sibilia, avevi promesso lo sconto di un euro, sulle assicurazioni 

Cosimino l’occhiolino, sicuramente mentre strizzava, ammiccante, l’occhio destro, o quello sinistro, aveva garantito il risparmio di un euro, sui singoli premi assicurativi dei tesserati. Un euro: sembrerebbe una pinzillacchera, una bagattella…

 

Un euro in meno corrisponde, nel totale, a centinaia di migliaia di euro… 

Ma non lo è affatto. Un euro in meno per ogni tesserato equivale a centinaia di migliaia di euro, computati sul numero totale dei tesserati, in tutta Italia. Ma, poi, Sibilia, egli che è, da venticinque anni ormai, un politico politicante di professione? davvero ritiene di potersi illudersi di fare politica (non politica sportiva: quella, non sa neppure dove abiti, Cosimino), mediante promesse a vuoto ed un’irresponsabile, incessante, obiettivamente scorretta, ingannevole creazione di aspettative di felicità?

 

Dieci anni di furti negli spogliatoi, ad Agropoli

Il giornale on line “Agropoli news”, di Sergio Vessicchio, noto conduttore ed opinionista televisivo, nonché giornalista, ha pubblicato una notizia molto allusiva ed inquietante. Il titolo è, già di per sé, emblematico: “Sono 10 anni di furti negli spogliatoi”.

 

Il racconto di Vessicchio

Lasciamo a Vessicchio il racconto dei fatti: I calciatori del Colliano, ospiti del Real Agropoli” (campionato di prima categoria, nel Cilento) “ieri pomeriggio hanno letteralmente distrutto lo spogliatoio…  quando si sono accorti che erano stati rubati quattro portafogli. Tra questi ragazzi anche un giovane senegalese, che vive in un centro della zona… I ragazzi avevavo dai 50 euro ai 20 euro. La società ha chiamato i carabinieri per denunciare questo brutto episodio… (che) porta alla luce un andazzo che va avanti da circa 10 anni. Fino a qualche tempo fa si sapeva chi metteva le mani nelle tasche di arbitri e giocatori e chi faceva scomparire attrezzature…”.

 

Ma chi “metteva le mani nelle tasche di arbitri e giocatori”?  

A chi allude, il dinamico Vessicchio? È presumibile che il delegato assembleare sibiliano, Amatino Grisi, dirigente della Pro Colliano, abbia vibratamente protestato con il collega, Antonio Inverso, detto “caciotta”, che non solo è agropolese, ma è stato anche, per lungo periodo (non è dato sapere se ancora oggi assolva l’incarico), proprio ed esattamente custode dello stadio “Guariglia” di Agropoli.

 

Antonio Inverso, delegato assembleare o custode dello stadio di Agropoli? 

Un soggettino, codesto “caciotta”, ritrovatosi addirittura dirigente federale, nell’era di Napoleon Sibilia, nonostante sia, da lungo periodo, organizzatore, per conto del centro sportivo italiano, di un torneo internazionale, che si disputa proprio sul campo di Agropoli. Ancor più, ad onta del fatto che, verosimilmente, mai, prima della sua elezione a delegato assembleare (a dicembre 2016), fosse stato dirigente di società.

 

Una candidatura incredibile. La procura federale indagherà mai? 

Vi chiedete come sia stato possibile che si sia candidato a delegato assembleare? Ebbene, anche questo rientra tra i misteri gloriosi di Cosimino l’occhiolino… Ma, deve ripetersi: a chi alludeva, Sergio Vessicchio, quando ha fatto cenno al particolare delle mani in tasca, mani non ignote, ma delle quali “si sapeva”? Illustrissima procura federale, ti abbiamo fornito un altro dato di fatto, su Sibilia. Ma il “Caro Peppino” avrà, anche in questo caso, l’ardire di metterci mano?

 

Juve, appena metti il naso fuori d’Italia, ne mozzano la punta…

Una sorta di “maledizione di Tutankhamon”, in versione, o in salsa, calcistica. Che, però, colpisce, inesorabile, solo in Champions League. Trasformandosi in “maledizione degli Agnellàmon”. È la sintesi dei percorsi europei della Juventus. Dominatrice in Italia, anche grazie a qualche favorino arbitral-nicchiano. Puntualmente presa a calci nel sedere in Europa. Maledettamente, per metterla sulla scaramanzia e sulla fatalità diabolica… Ma il vero fatto è che, non appena s’azzarda a mettere la punta del naso fuori dei confini nazionali, alla Juventus, quella punta, viene spietatamente mozzata.

 

La schiacciasassi di Diego Simeone         

E dire che il terribile team biancorossoblùu, l’undici con gli attributi, per dirla a mo’ dello scatenatissimo, irrefrenabile Diego Simeone (indubbiamente eccessivo, ma straordinariamente adrenalinico e bravo), tra gol convalidati, quasi gol (Diego Costa), traversa piena di Griezmann ed un gol annullato, ne aveva dovute fare… quasi cinque, di reti. Il che certifica la sonora batosta, rifilata, al di là di ogni pretestuosa polemica, al tosco Massimiliano Allegri.

 

Paolo Ziliani, de “Il Fatto Quotidiano”, allude alle plusvalenze sospette della Juve

Insinua, ma in modo documentatissimo e gradevolmente ironico (nonostante la serietà del discorso di fondo), l’opinionista sportivo Paolo Ziliani, su Enrico Preziosi (avellinese puro sangue), presidente del Genoa: “(Preziosi), dopo aver acquistato in estate Piatek dal  Cracovia per 4,5 milioni, a gennaio lo ha rivenduto al Milan per 35, realizzando in 6 mesi una plusvalenza di 30,5 milioni…”.

 

L’imprevedibile sorpresina di Preziosi… 

Prosegue, sarcastico, Ziliani: “Pochi giorni dopo, a sorpresa, la Juventus comunica di aver ceduto al Genoa Sturaro per 18 milioni… Una cifra così alta non è mai stata spesa per nessun giocatore nella storia del Genoa… Sturaro è un giocatore mediocre… che nell’ultima stagione ha giocato 12 mezze partite nella Juventus e zero nello Sporting Lisbona. Ma c’è di più…”.

 

I conti in tasca a Preziosi 

A questo punto, il terribile opinionista sportivo-finanziario fa i conti in tasca, dettaglio per dettaglio, al presidente del Genoa. E definisce (ne risparmieremo i particolari ai nostri affezionati lettori),ragionieristicamente, “il totale-spesa per Sturaro: 23,1 milioni”. Precisando che la somma che residuerà in tasca a Preziosi, ovvero “7,4 milioni”, è quella “che Preziosi si è già impegnato a dare alla Juventus per acquistare un giovane giocatore (Favilli), avuto in prestito biennale ma con obbligo di riscatto fissato a 7 milioni. In soldoni: … i 30,5 milioni di guadagno di Preziosi… cedendo Piatek al Milan finiranno tutti nelle casse della Juventus…”.

 

Il malizioso auto-quesito di Ziliani 

A questo punto, Ziliani si chiede: “… perché Preziosi, che pur di guadagnare 1 milione venderebbe la madre a un club di serie B cileno, ha acquistato Sturaro?… Aveva un debito di riconoscenza nel confronti del club di Agnelli oppure cerca di ingraziarselo, perché nella vita non si sa mai? Oppure è stato colpito da un nuovo, terribile, sconosciuto virus che spinge i presidenti a riversare i propri soldi nelle casse della Juventus?…”.

 

Acquisti sospetti, di calciatori bianconeri,  anche da parte della Samp e del Cagliari… 

Ziliani conclude: “Pare infatti che Ferrero, presidente della Sampdoria, abbia acquistato, dalla Juve (che in estate aveva comprato dal Genoa il portiere Perin, nazionale, per 12 milioni più 3 di bonus: totale 15), il portiere Audero per 20 milioni; pare infatti che Giulini, presidente del Cagliari, abbia acquistato dalla Juve l’ attaccante Cerri, 8 presenze e zero gol quest’ anno, per 9 milioni, accollandosi l’obbligo di riscatto; tutti emuli di Pozzo, boss dell’Udinese, che in estate aveva sbalordito il mondo acquistando dalla Juve Mandragora (Don Abbondio direbbe: chi era costui?) per 20 milioni. Ai risolutori dell’ enigma, ricchi premi e cotillons”. Chiaro, no?

 

E la procura federale? 

Anzi, diremmo, proprio limpido… E la procurella (piccola procura) federale, che fa? Assiste imperturbabile? La Juventus, per le plusvalenze, è, orwellianamente, più uguale del Chievo e del Cesena, sacrosantamente crocifisse (molto per modo di dire…), proprio per via delle plusvalenze indebite? Intanto, un dato è stato rilevato da tutti gli opinionisti: Cristiano Ronaldo, in sostanza, la Juve l’ha pagato con le plusvalenze. Di Sturaro, Mandragora & compagnia sconcertante.

 

“Il Romanista” intervista l’avv. Mario Stagliano, esperto anche in materia di plusvalenze

Ed eccoci ad un altro personaggio, ma di quelli seri, come il già citato Paolo Ziliani. È l’avv. Mario Stagliano, ex vice capo dell’ufficio indagini della figc (oggi, procura federale). Stagliano interviene sulle plusvalenze juventine. L’intervista, pubblicata dal giornale on line “Il Romanista”, è interessantissima, intrisa ed infarcita di ironiche  allusioni e di eleganti ma “perfide” stilettate.

 

La trascrizione, a stralcio, dell’intervista a Stagliano 

Calcio malato ne trascrive, qui di seguito, ampi stralci. Essi, invero, illuminano l’argomento: “(Le plusvalenze) sono un grande affare per i bianconeri… mi sembrano ai limiti dell’incredibile. Ad esempio, le cessioni alle due genovesi. Audero… è costato quasi il doppio del dodicesimo della nazionale, Perin. Ma il capolavoro è Sturaro: venti milioni per zero presenze… Da un punto di vista strettamente legale non c’è nulla da dire, è impossibile dimostrare che si tratta di valori fittizi… Direi che è un problema di credibilità del sistema calcio. Se affari di questo genere sono recepiti come ordinari, allora il nostro sistema è messo male…”.

 

La requisitoria dell’avv. Stagliano 

Ma l’avv. Stagliano non si ferma qui. Anzi: “L’eccesso di plusvalenze gonfiate ha innescato un circolo vizioso che ha poi portato al fallimento del Parma… i rapporti privilegiati che le società prone acquisiscono nei confronti di quelle potenti… Chievo e Cesena hanno scambiato una trentina di giocatori”.

 

Stagliano / Cyrano: “E giunto al fin della licenza, io tocco…” 

Nei panni di un moderno Cyrano de Bergerac, Stagliano affonda il fioretto nella piaga purulenta: “E vogliamo parlare della vicenda del Pro Piacenza? L’unico che ha avuto il coraggio di svelare il ruolo di Lotito è stato Tommasi. Chi ha portato tutti quei ragazzi a Piacenza rimasti senza stipendio dopo due mesi? Però nessuno ne parla. Ma il problema è un altro. Il solito: capire chi controlla il controllore. Vengono manipolate le regole senza che sia dimostrabile”.

 

L’efficace soluzione proposta dall’avv. Stagliano 

Qui, l’ex vice capo dell’ufficio indagini della figc passa alla parte propositiva, chiarendo che, dal guado, dallo stallo, dalla melma, si può uscire “… creando norme che certifichino i reali movimenti di cassa, più che le plusvalenze. E chiedendo maggiore controllo da parte degli organismi europei… Il principio del fair-play finanziario, in partenza, era buono, ma è stato drogato da club come City e Psg. Con loro… che aggirano le regole non si combatte più ad armi pari. Come in Italia. Qui nessuno osa mettersi contro la Juventus, dagli operatori di mercato agli altri club, alla maggior parte dei media”. Ari-chiaro? Ma come finirà? A tarallucci e vino?

 

Le traversie di Preziosi…  

A proposito di Preziosi. Come Sibilia “vanta” il tutt’altro che commendevole pasticciaccio dell’assemblea taroccata il 1° dicembre 1990, anche per il presidente del Genoa c’è un tutt’altro che prestigioso precedente… Preziosi, infatti, determinò la retrocessione in serie C dei “grifoni”, al termine dell’anno sportivo 2004/2005, per illecito sportivo. Per l’esattezza, per via della gara Genoa-Venezia dell’11 giugno 2005, finita 3-2 per i rossoblu.

 

La valigetta con i duecentocinquantamila euro ammassati dentro… 

Il 14 giugno, un dirigente del Venezia, Giuseppe Pagliara, venne fermato all’uscita degli uffici dell’azienda “Giochi Preziosi”, la società commerciale dell’avellinese presidente del Genoa. Nella sua autovettura, Pagliara aveva una valigetta, con dentro duecentocinquantamila euro in contanti.

 

E la “fantastica” elezione di Preziosi al consiglio direttivo della lega di A 

Ed accenneremo soltanto, in questa sede, all’altra indecorosa querelle, sulla legittimità (ma davvero scherziamo? Legittimità…)  dell’elezione di Preziosi (il 18 gennaio 2013) nel consiglio direttivo della lega di serie A. Ad onta della pesantissima squalifica, fino all’anno 2010, che gravava sul suo groppone, come già accennato, per illecito sportivo. Complimenti vivissimi alla lega di serie A ed alla federazione calcio, che si son girate, con soave disinvoltura, dall’altra parte…

 

E che dire del patteggiamento di Preziosi, in ambito penale? 

Ma non basta ancora… Invero, misteriosamente, Preziosi non ha mai avuto rogne, né ha dovuto mai rispondere alla procurella (piccola procura) federale,  per aver patteggiato una condanna penale a ventitré mesi di reclusione (pena, poi, “indultata”), per il reato di bancarotta fraudolenta, in ordine al fallimento del Como, società della quale Preziosi era stato presidente. Circostanza che gli avrebbe dovuto tassativamente vietare, in ragione delle norme calcistiche sull’onorabilità, anche di essere presidente del Genoa, altro che consigliere di lega… Come a dire: le consuete, ormai non più sorprendenti, “bizzarrie” (vogliamo definirle così?) dell’organizzazione calcistica.

 

Il gong sulle plusvalenze lo suona la Cassazione 

Per le società professionistiche del calcio italiano, il gong del game over, quanto alle plusvalenze, l’ha suonato la Suprema Corte di Cassazione, che, tra l’altro, ha respinto un ricorso dell’Inter. Con le ordinanze 2144, 2145 e 2146, pronunciate il 12 luglio 2018 e pubblicate lo scorso 25 gennaio 2019,  la Cassazione ha definito l’inquadramento fiscale delle plusvalenze calcistiche e la loro classificazione. La Suprema Corte le ha, invero, qualificate come proventi ordinari nella gestione dell’attività economica, e non, dunque, straordinari, come, ad esempio, vale per la plusvalenza da cessione di un capannone industriale. In sostanza: è finita la pacchia…

 

Ed ora, si passi all’azione…

Ma, alla conclusione di questo excursus, è lecita l’aspettativa, di tutti gli sportivi veri, che la Guardia di Finanza, l’autorità giudiziaria, la Consob e tutti gli organismi competenti si attivino. Per controlli rigorosi. Spietati. Severissimi. Senza sconti per chicchessia. In sintesi, per la riscossa dei giusti. Ma, finora, la Consob quali iniziative ha intrapreso, in materia di plusvalenze calcistiche?

 

La procurina che farà? Non c’è nessuno che lo sa… 

Per la verità, ci si dovrebbe attendere che battesse un colpo perfino la procurina (la procura piccolina) federale. Quella che riuscì perfino a sbagliare la tempistica del deferimento, col Chievo del presidente Campedelli. Un Chievo che, però, è stato, comunque, punito. Ma che speranze possono mai nutrirsi, nel coraggio del “Caro Peppino”? Per il palmese, la Juve è la Juve. Come Sanremo è Sanremo… Non ce lo vediamo proprio, il “Caro Peppino”, mettere sotto procedimento disciplinare Andrea Agnelli & la compagnia delle plusvalenze, o compagnia plusvalenzante…

 

Le visite medico-sportive: un altro scandalo 

“Striscia la notizia” del 19 febbraio, dal minuto 51, ha mandato in onda un breve, ma emblematico servizio sulle visite medico-sportive. Quelle che sono obbligatorie per conseguire la certificazione di idoneità degli atleti alla pratica sportiva (agonistica, o non, a seconda dell’età) del gioco del calcio.

 

Ma che vergogna… 

Guardatelo, quel servizio, e trasecolate. Inorridite. Esso si conclude con il dott. Vincenzo Russo, vice presidente nazionale della federazione medico sportiva italiana, che consegna, a tiolo di riconoscimento per l’utilità della sua opera d’informazione, a Moreno Morello, “inviato” del programma del mitico Antonio Ricci.

 

Quanto bisognerà aspettare? 

Ma, intanto, quanti anni ancora bisognerà attendere, affinché l’organizzazione sportiva italiana (che pretenderebbe anche di essere autonoma…) si decida ad obbligare le società alla consegna preliminare (e non all’improbabile ed irresponsabile custodia presso la propria sede: e capirai…) dei certificati di idoneità?

 

Sia avviata la civilizzazione in materia

E quando si muoveranno, finalmente, i primi passi, verso la civilizzazione di un campo, quello medico, della salvaguardia degli atleti, che non solo è un obbligo categorico, ma sarebbe anche utilissimo, al fine della verifica delle condizioni di salute di tutti gli innumerevoli tesserati delle federazioni sportive?

 

Sibilia badi, finalmente, agli aspetti seri 

Ma Sibilia, invece di pensare ad accaparrarsi tutte le cariche di cassa (ad esempio, federcalcio S.r.l.) e di dominio sulla giustizia sportiva (ad esempio, il tavolo da osteria sulla riforma della giustizia sportiva), invece di dedicarsi ad improbabili convegni, preparatori solo delle prossime elezioni regionali, perché non si guarda la puntata del 19 febbraio di “Striscia la notizia” e dà il la ad una seria, rigorosa, concreta riforma delle certificazioni medico-sportive? Come dite? Non è in grado, Sibilia? Ben lo sappiamo. Ma allora, che ci sta a fare, ancora, lì?

  1. SEGUE