Calcio malato: L’Audace Cerignola mette in crisi Gravina, Sibilia e Ghirelli. La Frappart smantella Nicchi – PUNTATA N. 84

Ci vorrebbe, più che un nuovo Plutarco (troppa grazia, per soggettini di tal fatta), un novello, pur modestissimo biografo, che si riducesse, con sacrificio volontario, addirittura a rendicontare fatti e misfatti della cosiddetta organizzazione sportiva. Incluse le estreme spigliatezze e disinvolture, con particolare attenzione a quelle sotto il profilo della democrazia e delle sue regole. Ci vorrebbe, per raccontare le vite parallele di Marcello Nicchi e Cosimo Sibilia. In particolare, per dare conto del calcio femminile e degli arbitri donne. Entrambi i soggettini, invero, come tutti sanno (ma il duo tenta, disperatamente, di sfilarsi, dall’immagine ad essi, ormai, irrimediabilmente ed irreversibilmente appiccicata), sono sempre stati spaventosamente contrari al calcio femminile, agli arbitri donne. In una sola espressione, hanno avversato tutte le potenziali contaminazioni dell’ambito, rigorosamente e strettamente maschilista, del calcio. Quello, però, fino ad oggi.

Crolla il calcio solo al maschile

Perché, da oggi, è iniziata una nuova era. È tutta un’altra musica. S’avvera, finalmente, il sogno di chi prefigurava, con visione, allora, solo onirica, un movimento calcistico, in grado di essere raffrontato con altre discipline sportive, nelle quali, da tanti anni (in alcune, fin dagli albori), convivono, proficuamente, con spinte ed impulsi vicendevoli, maschi e femmine, o femmine e maschi… Con reciproca soddisfazione e senza gaffes inverosimili, senza goffaggini imperdonabili, senza rozzezze indescrivibili, senza immotivate conflittualità. Senza alcuna preventiva analisi, da parte nostra, vengono in mente, nell’immediatezza, ad esempio, la pallavolo, la pallacanestro, la scherma, la ginnastica, il nuoto, gli sport invernali, il tennis, gli sport equestri… e tante altre discipline sportive ancora.

 

Ma perché, “vite parallele”?

Ma perché mai, anche in quest’ennesima negatività, vite parallele tra Nicchi e Sibilia? Sull’irpino, già impelagato in tanti guai di enorme portata (a cominciare dall’esposto della distributrice Molten), non indugeremo, stavolta. Le precedenti puntate sono impregnate, invero, di sibiliate, a proposito del calcio femminile. Sul quale, Cosimo (l’interlocutore) Sibilia è stato, addirittura, tanto per capirci, rifiutato, ma proprio lui, dalle ragazze del calcio, come interlocutore non qualificato ed apertamente sgradito. Quanto a Nicchi, ricordate Elena Proietti, l’eroina dell’arbitraggio in rosa? La gaffe del tosco dispittoso fu da record ineguagliabile. Alla trasmissione televisiva “Non è l’Arena”, di Massimo Giletti, su La 7, la bella e simpatica ragazza, che aveva subito una brutale aggressione, in Umbria, in occasione di una gara “amministrata” (molto male) dall’incompetente Luigi Repace, l’inverosimile presidente del comitato umbro (eternamente rancoroso, contro gli arbitri, verosimilmente per via della sua mancata carriera arbitrale), aveva, testualmente, dichiarato: “Mi sono sentita sola, dopo l’aggressione… Ho trascorso nell’aia tutta la mia adolescenza, ma, dopo quello che è successo, tolta la prima sera e tolta una visita a titolo personale, non si è mai visto nessuno… Sono stata venti giorni in ospedale, non si è visto nessuno, mi sono sentita abbandonata”.

 

L’indecorosa figuraccia di Nicchi

A quel punto, Giletti dispone un’intervista a Nicchi. Sul punto, lasciamo la parola alla puntata n. 12 di Calcio malato: “È, dunque, apparso nervoso, in un passaggio perfino sprezzante ed inconcepibilmente sarcastico. ‘Quattrocento arbitri…’, ha  maldestramente balbettato Nicchi. Come se l’aggressione ad un arbitro donna potesse essere annullata, o sminuita, da una valutazione quantitativa, peraltro sparacchiata alla cieca… Nicchi, davanti alle telecamere di ‘Non è l’Arena’, è stato irrimediabilmente messo sotto perfino dal giovane giornalista, inviato di Giletti. Con lo stesso senso dell’opportunità e la medesima eleganza di un rinoceronte furioso nel salottino di una nobildonna toscana, Nicchi ha, addirittura, revocato in dubbio la veridicità e l’entità dei danni fisici, patiti da Elena Proietti. Gravissimo! Salvo, pacchianamente, un goffo tentativo di recupero: ‘… non  mi faccia dire quello che non ho detto’ ”.

 

Nicchi e Sibilia fingono di non percepire la nuova realtà…

Quanto a Sibilia, dicono che assuma e trangugi, come antidoto al calcio femminile, generose cucchiaiate di Soluzione Schoum, ad ogni domenica sportiva (il calcio femminile la fa, ormai, da padrone, nei programmi televisivi sportivi). Ancor più, ad ogni dichiarazione delle ragazze. Le quali fanno il peggior affronto, a Cosimino l’occhiolino, limitandosi ad esigere, senza sconti, il professionismo, senza mai neppure citare l’ambito dilettantistico, dal quale provengono. Un ambito, che ritengono, del tutto palesemente, abbia configurato la loro paralisi infantile, la loro zavorra, il più micidiale ostacolo al loro progresso. Per fortuna, è stato mandato al macero, quell’ambito. Con qualche merito anche di Giancarlo Padovan. Che non ci riuscì, da presidente dell’allora divisione calcio femminile, anche perché Tavecchio odia ed ha sempre martellato i dirigenti dotati di spiccata personalità, che ha sempre visto come il fumo negli occhi, o come lo spray al peperoncino… In ogni caso, quella in rosa rappresenta la sconfittona epica, forse la peggiore, per Nicchi e Sibilia. In Italia, siamo ancora agli arbitri donne a livelli modesti. In Europa, al contrario, la francese Stephanie Frappart è stata designata a dirigere Liverpool-Chelsea, la gara di supercoppa europea, a Istanbul. Con un’aggravante (per Nicchi e Sibilia) ed un’ulteriore, definitiva, inequivocabile certificazione che ci si trova al cospetto, come si faceva cenno, di una svolta epocale: la Frappart sarà, infatti, coadiuvata da Manuela Nicolosi e Michelle O’ Neal, per una terna arbitrale tutta in rosa. Con scorno indiretto, ma chiarissimo, al tosco dispittoso… Che zavorra l’arbitraggio italiano del calcio con le sue blindature, le sue fisime, i suoi tabù, le sue gaffes, le sue juventinate…

 

Per fare il paio, la scudisciata di Fabbricini a Sibilia, sul calcio femminile

In apposito paragrafo di questa puntata, daremo conto di questa, ch’è un’autentica, irreversibile svolta epocale. Ormai, indietro non si torna. Capito, Nicchi? Che figuraccia, hai rimediato! Ma puoi solo prendertela con te stesso, le tue fisime, con le tue incapacità di fiutare il vento che spira. Quanto a Sibilia, per fortuna ci fu un giudice a Berlino, per le ragazze. Quando Fabbricini, il peggior dirigente del calcio della storia, ex aequo con Tavecchio e proprio con Sibilia, si schierò, in ragione di chissà quale miracolo, per la causa delle ragazze, che chiedevano di passare sotto l’egida della figc e di abbandonare al suo triste destino la lega dilettanti sibiliana. Nella quale non si sentivano, le ragazze, a loro agio. Forse, Fabbricini si schierò per il calcio in rosa perché proveniva dal coni. Ente inutile quanto altri mai. Ma nel novero del quale, come già s’è detto, le donne sono, ormai, paritarie, in tantissime discipline e federazioni sportive nazionali. Ebbene, l’esausto e spompato Fabbricini vinse, tra le contumelie, le minacce, le intimidazioni mediatiche di tanti opinionisti, che, oggi, dovrebbero quantomeno arrossire e vergognarsene… Ma che volete farci: gli opinionisti e Sibilia sono fatti proprio così… Non hanno un minimo di intuito. Non azzardano. Non si sforzano. Non hanno una visione… Figuriamoci se siano idonei a proiettarsi verso il futuro… Sibilia, su questo punto, siatene certi, non ci riuscirà neppure nell’al di là.

 

I potenziali reati del “Molten-gate”

Questa redazione ha chiesto, ai consulenti legali di ERREEMME NEWS, di analizzare la vicenda del pesantissimo esposto della distributrice Molten contro Felicio De Luca (ed, indirettamente, ma limpidamente, contro Cosimo Sibilia: il quale, nella più bonaria – ed incredibile – delle ipotesi, non poteva non sapere…). Insieme con l’analisi, ha chiesto ai consulenti (a titolo gratuito, mica alla avv. Giacomardo…) di individuare i potenziali reati, configurabili ed ipotizzabili, segnalandoli uno per uno. Magari, anche per responsabilizzare (per quanto possibile, con degli autentici irresponsabili, il povero ed inverosimile Zigarelli incluso) i componenti il consiglio della lega dilettanti, quello che, incoscientemente, s’è preso la briga di dichiararsi incompetente a ricevere le dimissioni, fintamente sventolate da Felicio De Luca. Be’, in un contesto del genere, come non soffermarsi sugli avvocati Lucio Giacomardo ed Amalia Falcone, firmatari dell’unica replica formale sibiliana alla “Advanced Distribution S.p.A.”, l’azienda che questa rubrica qualifica come distributrice Molten. Poverini, Giacomardo e Falcone sembrerebbero addirittura immemori di esercitare la nobile professione forense. Ma, su questi aspetti, ritorneremo. Nel frattempo, però, riteniamo doveroso informare i nostri affezionati lettori che i reati, potenzialmente ipotizzabili, nella vicenda Molten (con ovvia riserva di verifica della documentazione di riferimento), vadano dall’abuso d’ufficio alla corruzione, al peculato, se non, addirittura, all’associazione per delinquere. Anche su questo punto, la sensazione di questa rubrica è che ci si debba ritornare…

 

Gagliano: ma che sprovveduto…

Nei giorni scorsi, attraverso un post sul suo (pubblico) profilo Facebook, l’improvvido, inadeguato, incredibile Salvatore Gagliano,  ha commentato… alcuni aspetti della Sanità campana. Indugiando su una critica al suo amicissimo Vicienzo De Luca, il governatore della Campania, al quale non hanno mai dato un’unghia di fastidio, da consiglieri comunali del tutto superflui, né lui, né il fratello Gennaro, quando lo sceriffo era sindaco di Salerno. Ma leggete un po’ cosa ha il coraggio di scrivere, sul suo post, l’improvvido praianese: “Questa mattina sento il bisogno di fare una considerazione sulla Sanità. Oramai il San Leonardo a Salerno e non solo, è diventato l’Ospedale famoso per essere quello dei ‘Primari facenti funzioni’ ”. Il cerchiobottista e ma-anchista Gagliano, nella sua consueta, tradizionale ambiguità, mette subito le mani avanti. Per non inimicarsi alcuno.

 

Ruoli per periodi brevi… come i commissariamenti…

Indi, soggiunge: “Ma può essere che da anni non si riesce più a fare un solo concorso per primari? Solitamente questi ruoli professionali come facenti funzioni sarebbero dovuti essere ruoli per periodi brevi come i commissariamenti; ed invece stanno durando da tantissimi anni”. Certo, ci vuole proprio una faccia tosta colossale, da parte di un Gagliano, definire i commissariamenti, proprio questi, “ruoli per periodi brevi”. Ebbene, c’è un risvolto positivo, in codesto post inverosimile. È che Gagliano, nella sostanza, si dichiara consapevole della vergogna d’un commissariamento che, al comitato campano, dura, nella sostanza, da quasi quattro anni. Che gran peccato, però, che proprio un esserino così sensibile, come Gagliano suole mostrarsi, nel suo innanzi richiamato post, non solo abbia approfittato, diarie e rimborsi compresi, per un lasso di tempo così incompatibilmente lungo, ma si sia addirittura candidato ad incompatibile presidente del comitato, nonostante la dichiarata opposizione dei delegati assembleari, nella sua comodissima veste di vice commissario vicario. Gagliano, ma si potrebbe mai essere più inavveduti, irresponsabili, patetici di così?

Bollettino parrocchiale n. 45

Stavolta, ci siam proprio seccati. Dunque, eviteremo la segnalazione del comunicato ufficiale, o “bollettino parrocchiale”, sul quale s’è consumata l’ennesima farsa, o manfrina, o ridicolaggine. Che s’è configurata nella “centesima” errata-corrige, in ordine ad una materia che non ammetterebbe, in un ente minimamente serio, ambiguità, né ripensamenti: i ripescaggi alla categoria superiore. Non c’è nulla da fare: Andrea Vecchione è, ormai, pienamente nel pallone. Povero calcio campano…

 

Ad Avellino, il dramma della duplice scomparsa: della squadra di calcio e di quella di basket

Lo stato dell’arte, ad Avellino, sulla quotidianamente monitorata situazione della squadra di calcio e di quella di basket, è semplicemente penoso. Il coraggioso Sibilia, per di più, non apre la bocca. Dopo aver scelto il patron Gianandrea De Cesare. Quello che, all’atto, è opportuno, per Sibilia, scaricare.  Ma, se l’onorevole non parla, essendosi chiuso e blindato in un ostinato mutismo, come non prendere atto che il disinvolto avv. Claudio Mauriello, il patetico, al quale s’è già fatto cenno, mena vanto, addirittura, di essere pronto a completare la squadra irpina?

 

Rivoluzione copernicana arbitrale

Come già accennato in questa puntata, per la prima volta, in tutta la storia del calcio, una donna arbitrerà una gara importantissima del calcio maschile: Liverpool-Chelsea, la finale della supercoppa europea, a Istanbul, in calendario per il 14 agosto prossimo. Con, per di più, una terna arbitrale tutta in rosa. La Frappart, invero, sarà coadiuvata da Manuela Nicolosi (che, calma, Nicchi, vive in Francia da diciotto anni…) e Michelle O’ Neal: dunque, una terna arbitrale tutta al femminile. La Frappart, con l’innanzi indicata designazione, entra, a vele spiegate, nella storia mondiale del calcio. Per inciso, la Frappart ha, da poco, diretto la finale dei campionati del Mondo. Anche questa volta il team arbitrale sarà lo stesso (della cennata finale ai mondiali), mentre il quarto uomo sarà il turco Cuneyt Cakir. La Frappart non sarà, però, la prima donna in assoluto, a dirigere una gara di calcio maschile. Infatti, negli anni tra il 2004 ed il 2009, un altro arbitro donna, anch’ella francese, Nicole Petignat, diresse tre sfide di qualificazione alla coppa uefa. Ma, appunto, si trattava di gare di qualificazione. Non della finale europea. Dunque, è già da cinque anni, che Nicchi avrebbe potuto predisporsi, prepararsi, adeguarsi all’esempio delle massime organizzazioni calcistiche mondiali. Ma cosa volete che sia, un’indiretta stroncatura del genere, per il tosco dispittoso?

 

Imbarazzato, Roberto Rosetti

“Stéphanie ha dimostrato per anni che è una delle donne più brave ad arbitrare, non solo in Europa ma in tutto il mondo. Ha le capacità per arbitrare ai più alti livelli, come ha dimostrato quest’anno in finale di Coppa del Mondo. Spero che la partita a Istanbul le permetta di maturare ancora più esperienza in questa fase così importante della carriera”. Così Roberto Rosetti ha commentato, la sensazionaled designazione della Frappart. Non un cenno alle arretratezze antistoriche dell’aia nicchiana. Che sono state, a tempo di musica, scudisciate da Roberto Monti, attraverso un post sul suo profilo Facebook: “Il calcio arriva sempre dopo il calcio a 5. Noi della can 5, capitanata da Andrea Lastrucci, nel 2008/2009 l’avevamo già fatto. Meglio tardi che mai. Complimenti Stephanie”. Ma, se il calcio a cinque, guidato da un lungimirante come Lastrucci, era già stato avveniristico, come può giustificarsi, Nicchi? Sostenendo che s’era… distratto per tanti anni?

 

L’Audace Cerignola vince, contro figc e lega pro, al collegio di garanzia presieduto da Squitieri

Segnatevi questa data: 5 agosto 2019. Da essa, nasce una nuova era, questa volta nel cuore della giustizia sportiva, come per l’arbitraggio in rosa del calcio, del quale s’è appena finito di dare conto, a dispetto dell’anacronistico Nicchi, l’unico soggettino, in Italia, del quale siano passate perfino inosservate alcune insofferenze (per non dire altro) sessiste… Il Sottosegretario Giorgetti si appunti il nome ed il cognome del Giudice, protagonista assoluto della svolta limpida della giustizia sportiva: Dott. Raffaele Squitieri. Con una sola serie di provvedimenti, concatenati e connessi tra loro, l’autorevolissimo e prestigioso ex Presidente della Corte dei Conti ha ridato dignità all’ambito, delegittimato da troppe spigliatezze, da indecorosi atteggiamenti, al cospetto del cosiddetto palazzo del potere, e da strumentali comportamenti, troppo pedissequi ai Tavecchio di turno. Ricorderete che abbiamo sottolineato, nelle precedenti puntate, che era stato proprio il ministro Giorgetti, a volere fortemente l’istituzione del nuovo Collegio di garanzia dello sport – sezione controversie di ammissione ed esclusione dalle competizioni professionistiche. Ultimo grado, interno alla cosiddetta giustizia sportiva, ma sottratto alle competenze del collegio di garanzia frattiniano, ossia presieduto da Frattini, l’ex ministro berlusconiano, che ne ha combinate di cotte e di crude… Il sistema, come dicono gli ex democristiani e cattocomunisti, si difende, sì. Ma, stavolta, non ha vinto. E chi combatte contro il sistema, dal 5 agosto 2019, può, fondatamente, sperare che le sue ragioni siano riconosciute ed affermate. Senza se e senza ma…

 

Cerignola batte figc e lega pro per 3-0…

La decisione del 5 agosto del collegio lascia in mutande la figc e la lega pro. Da ora, le norme sulle ammissioni / riammissioni / ripescaggi ai vari campionati professionistici dovranno essere buttate nella pattumiera. E riscritte. Ma con ben diverso animus e ben diversa ratio. Il collegio era chiamato a decidere sui ricorsi riuniti (con precedente suo provvedimento), presentati dalla S.S. Audace Cerignola S.r.l., assistita dall’avv. Cesare Di Cintio, un esperto del diritto dello sport, ma non appecoronato (anzi, tutt’altro), al contrario di tanti suoi colleghi (quando lo capiranno, le società di calcio?) al cosiddetto palazzo. La figc s’era presentata, innanzi al collegio, con la solita formazione, quella troppo abituata a prevalere per tradizione, che sembrava ineluttabile: gli avvocati Giancarlo Viglione, Luigi Medugno e Letizia Mazzarelli. La lega pro aveva schierato gli avv. Astolfo Di Amato, Federica Fucito e Giorgio Pierantoni.

 

L’iniqua esclusione del Cerignola

La materia del contendere era il provvedimento della figc del 25 luglio scorso (comunicato ufficiale n. 37/A), del quale s’è scritto nella precedente puntata; il calendario della serie C per la stagione sportiva 2019/2020, dal quale era stata esclusa l’Audace Cerignola, nonostante la precedente decisione, ad essa favorevole, del collegio; il provvedimento di ratifica, da parte del troppo disinvolto consiglio federale del 30 luglio scorso, pubblicato sul comunicato ufficiale n. 38/A. Il 2 agosto, riunione interlocutoria del collegio, che decideva la riunione dei due ricorsi dell’Audace Cerignola, con decisione nella camera di consiglio del 5 agosto (relatore, l’avv. Stefano Varone, un altro nome e cognome, del quale il Sottosegretario Giorgetti, benemerito dello sport, farà bene a prendere nota).

 

La pungente premessa del collegio

Il collegio, nella pungente premessa della sua decisione del 5 agosto, non ha mancato, ovviamente, di puntualizzare che la società foggiana aveva censurato il comportamento del comportamento del consiglio federale, che, nonostante il collegio avesse annullato il provvedimento del predetto consiglio federale, era “stata esclusa dai ripescaggi in lega pro”, motivando la spigliata esclusione con motivi connessi all’inadeguatezza del terreno di gioco. Il collegio proseguiva la sua premessa, evidenziando che, “a  poche  ore  di  distanza  dalla  pubblicazione  della  decisione” (del collegio) “la  commissione impianti sportivi lega pro effettuava un sopralluogo presso lo stadio del club, a seguito del quale il presidente federale deliberava di respingere la domanda di ripescaggio proposta da Audace Cerignola S.r.l. … precisando  che  detto  provvedimento  sarebbe  stato  poi sottoposto alla ratifica del consiglio federale nella prima riunione utile”.

 

Il lucido ed implacabile relatore del collegio

Si tratta delle argomentazioni e dei comportamenti, già fustigati da questa rubrica nella precedente puntata. “Avverso detta delibera presidenziale la società presentava ricorso…” (stigmatizzando) “la  violazione  della  decisione  56/2019  del collegio di garanzia, di cui costituirebbe una evidente elusione, oltre all’erroneità dello stesso, lì dove ha fondato la mancata riammissione sulla mancanza dell’attestazione di conformità rilasciata dalla  fifa,  ritenendo  inidoneo  il  documento  rilasciato  dalla  lega  nazionale  dilettanti”. Il relatore aggiunge che figc e lega pro s’erano opposte, attraverso il “provvedimento di ratifica emesso dal consiglio federale il 30  luglio  2019”, anch’esso impugnato, mediante il secondo ricorso dell’Audace Cerignola. “All’udienza  del  2  agosto  2019… le  parti  chiedevano unanimemente la trattazione e decisione congiunta dei ricorsi. Il collegio riteneva di accogliere la richiesta e pertanto rinviava l’udienza di discussione al 5 agosto 2019 al fine di garantire il rispetto dei termini procedimentali”. A questo punto, esaurita la necessaria premessa, il collegio entra nel cuore della vicenda.

 

La disamina giuridica della questione

“… quello che risulta controverso fra le parti è il rilievo da assegnare a quanto previsto” dalle norme per l’ammissione al campionato di serie C 2019/2020. “Secondo la figc e la lega, l’assenza della predetta licenza fifa è preclusiva all’ammissione al campionato. Secondo la ricorrente invece  la certificazione dalla stessa  posseduta e prodotta in giudizio,  ovverosia  quella  attinente  la  procedura  di  omologazione  lnd professional,  sarebbe sufficiente, circostanza che peraltro già risulterebbe dalla precedente decisione resa inter partes. Tanto  premesso  il  Collegio  ritiene  che  l’odierna  controversia  risulti  condizionata  dalla  portata precettiva della precedente decisione 56/2019, resa inter partes… La società, con memoria depositata in data 22/7/2019, non oggetto di specifica contestazione in sede di udienza, ha allegato e documentato l’ultimazione dei lavori e l’integrale possesso dei requisiti prima contestati dalla federazione. Il  collegio  ha  cioè  già  accertato  la  sussistenza  della  documentazione  idonea  a  comprovare l’autorizzazione all’utilizzo del campo di gioco per la lega pro…”.

 

Smontata la goffa difesa di figc e lega pro

Prosegue il collegio: “Il medesimo atto precisa che l’autorizzazione avviene ‘nell’attesa che possano essere effettuati i test prestazionali previsti dal regolamento lnd al fine dell’ottenimento dell’omologazione’. Proprio  alla  provvisorietà  intrinseca  di  detta  attestazione  è  da  riferire  la  parte  della  decisione 56/2019 lì dove (ultimo capoverso) fa salva ‘la competenza della FIGC e dei relativi organi di procedere  alla  verifica  della  attuale  sussistenza  dei  requisiti  infrastrutturali  relativi  alle caratteristiche del terreno di gioco ed all’impianto di illuminazione’… Quello che la decisione 56/19 ha voluto sottolineare è che nelle more del completamento dell’iter… è perdurante il potere

di verifica ed accertamento da parte dei competenti organi in ordine alla sostanziale sussistenza dei requisiti ‘tecnici’ previsti… da effettuare… al momento delle singole verifiche…

È pertanto vero, come afferma ciascuna parte resistente,  che la vigente disciplina prevede… che il ‘Sistema Manto’ installato deve anche essere in accordo al progetto… della  fifa… e  che  pertanto  oltre  all’omologazione lnda professional dovrà anche ottenersi certificazione fifa 2 stelle… Ma ciò va inteso nel senso che l’omologazione lnd è il primo passo per l’ottenimento della certificazione fifa e che nelle more del completamento della procedura può essere richiesta e quindi concessa una ‘deroga’  che permetta l’immediata fruizione del campo…”.

 

Non era una procedura derogatoria…

Il relatore incalza: “Val la pena evidenziare che quella delineata non è una procedura derogatoria al  regolamento, ma di una deroga concessa  dal  regolamento stesso lnd professional… a  diversamente  argomentare,  la  possibilità  di  partecipazione  della  società  ripescata  al campionato sarebbe solo una  fictio, in quanto la stessa, nei brevissimi tempi concessi, sarebbe oggettivamente impossibilitata ad ottenere la certificazione richiesta, con violazione dei principi di proporzionalità, ragionevolezza ed adeguatezza cui si richiama la decisione 56/2019 di questo collegio”. Ma vedete che forma di scudisciata viene inferta, sul viso di figc e lega pro, dal collegio: “Risulta  inoltre  che  il  caso  ora  in  esame  è  assimilabile  a  quello  che  ha  caratterizzato  la partecipazione della società Siracusa allo scorso campionato 2018/2019… La circostanza che si tratta di vicenda inerente lo scorso campionato – enfatizzata dalla difesa della figc e della lega anche in sede di discussione – non

assume d’altronde rilievo, dato che le disposizioni regolamentari che regolano la procedura non sono, in parte qua, mutate. Ne consegue che il ricorso deve essere accolto”.

 

Una legnata terrificante per figc e lega pro

Che legnata, per Gravina, Sibilia, Ghirelli & compagnia prevaricante. E che soddisfazione, per l’Audace Cerignola. Che non s’è piegata. Non l’ha voluta dare vinta ai prepotenti avversari. Ed ha trionfato, grazie anche ad un avvocato tutt’altro che arrendevole, non omologo alla sua poco attendibile categoria specifica degli “avvocati dello sport”. Ma, anche, vedete un po’ che tipo di novità, ti va ad organizzare il sindaco di Cerignola. Tutto cambia, perfino nell’immutabile calcio… In un’udienza di circa quarantacinque minuti, s’è mutato il corso della storia del calcio. Nell’udienza di venerdì scorso, il sindaco di Cerignola, l’avvocato penalista Franco Metta, aveva aggiornato la cittadinanza attraverso una “diretta facebook”, direttamente da palazzo H del coni, sede dell’udienza contro la figc e la lega pro. Vi riproduciamo, di seguito, alcuni “post” del combattivo, irriducibile sindaco, tutore della spesa pubblica, sostenuta per la ristrutturazione dell’impianto sportivo di Cerignola.

 

I “post” del sindaco

Ed eccoli, i post più significativi: Ora 16.03. La lega pro chiede siano esclusi i documenti prodotti dalla nostra difesa. Di Cintio illustra il ricorso. Francavilla Fontana ha il medesimo certificato del Cerignola, è stata regolarmente iscritta.
Idem Siracusa per due anni. Omologazione del Potenza con la nostra stessa procedura. I nostri documenti straregolari. Di Cintio efficace.
Rivendica l’investimento del Comune.
Perché a Francavilla e a Potenza si gioca.
Perché a Cerignola no? Passione.
Rigore. Bravo Di Cintio”.
Altro post: “Ci hanno mandato accertamenti 20 ore dopo la decisione del coni. Illuminazione ok. Terreno di gioco preso a pretesto per negare la C. Cavilli.
Capziosità. Non un argomento serio”.
Ancora un altro post: Ora avvocato lega pro. Mi ribolle il sangue. Cavilli contro il diritto e la giustizia.
Il campo, il 24 luglio, era stra-pronto”.
Infine, con altro post, Di Cintio che evidenzia che “Audace ha rispettato tutte le regole.
25 luglio il documento a firma del Sindaco parla chiarissimo”,
la specifica domanda del collegio, sui campi di Potenza, Francavilla e Siracusa, la “figc ci gira intorno”, posta il sindaco, che chiosa: “Nostri argomenti granitici. Controparte in evidente e chiara difficoltà. Per me decisiva domanda del collegio: quale regola avete seguito per Francavilla, Siracusa e Potenza?
La stessa che invochiamo noi.
Se andava bene per loro…”.
Il sindaco si ferma qui, visto che lunedì, alla seconda e definitiva udienza, non era presente e non ha potuto deliziarci son le scudisciate alla figc.

 

Al macero le norme sulle iscrizioni…

Le norme sulle iscrizioni vanno a farsi friggere. Ma, sia ben chiaro: mai la figc o una lega ha impugnato al TAR del Lazio una sentenza della giustizia sportiva. Né può, se non sfidando l’indecenza suprema, farlo ora,  dopo aver sempre predicato che le società debbano rispettare, per l’appunto, la giustizia sportiva. Seconda considerazione: la figc ha costantemente proclamato “mai più casi, come quelli della scorsa estate”. Quando le società impugnavano, a raffica, al TAR del Lazio i provvedimenti di un collegio di garanzia frattiniano, che non era quello del nobile Squitieri, imposto (il collegio e la sua istituzione) da Giorgetti…

 

Il potenziale sgarbo istituzionale al governo

Se la figc e la lega si rivolgeranno al TAR del Lazio (e qui si misurerà anche l’equilibrio di Gravina), faranno un gravissimo sgarbo al governo, che ha introdotto questa eccellentissima, dirimente, decisiva novità. Un collegio, ma di quelli non politicizzati, anzi di altissimo profilo, a parte qualche nome che proviene dalle tenebre del passato, ma sul quale ci sarà il tempo per fare profilassi ed igiene. Ma, soprattutto, violeranno una norma non scritta, ma sempre rispettata e praticata, di comportamento. Mai, come si accennava, figc e leghe si sono rivolte al TAR, in precedenza. O, almeno, non si ricordano casi del genere. Ad esempio, nel 2017, il Rende fu riammesso dal collegio di garanzia e nessuno batté ciglio, così come la Gelbison, qualche anno prima, nel 2015…

 

La prospettiva della paralisi

Paralizzerebbero tutta l’attività, oltretutto. La serie D dell’incompetente Barbiero come farà? C’è la Sinalunghese, società toscana, nonché il comitato toscano, che attendono la conferma del Cerignola in C… Che si fa, questa volta, saranno la figc e la lega pro a paralizzare il tutto, come fecero l’anno scorso le società. Ma le società si auto-tutelavano, mentre la figc e la lega pro dovrebbero essere super partes… Un’annotazione: è il terzo (su tre) ricorso dell’Audace Cerignola vinto. Il primo il 23 luglio sul diniego del ripescaggio da parte del consiglio federale del 12 luglio. Il secondo ed il terzo riuniti lunedì 5 agosto e vinti entrambi. Insomma, una debacle, per la pomposa disorganizzazione federale. Finalmente un giudice terzo, neutrale, che vuole esaminare con la propria mente e vedere con i propri occhi. L’autoreferenzialità è sempre, semplicemente, odiosa. Ma questo giornale on line, ERREEMME NEWS, era stato l’unico, a presagire, con sicurezza, che il grandissimo Dott. Squitieri non si sarebbe fatto né abbagliare dai lustrini, né abbacinare dalle sirene, né suggestionare. Non è Frattini. Non è Mastrocola. Non è Pecoraro. Sono comparazioni, per le quali chiediamo scusa al Presidente Squitieri. Perché improponibili. Insomma, lo sport ha trovato, se vuole ripulirsi, il suo definitivo Giudice. Con l’iniziale maiuscolissima! E la sostanza ancor più maiuscola! Mala tempora currunt, per le prepotenze, le prevaricazioni, le vittorie scontate prima ancora di combattere, gli inutili (perché persi in partenza) ricorsi al collegio frattiniano… Il Renzusconi non abita più qui. Se ne facciano una ragione. Ma non solo Renzi e Berlusconi…

SEGUE