Calcio malato: Attenzione, Sibilia, si sbriciolano anche le fondamenta d’argilla (Vecchione). Sta per crollare tutto… – PUNTATA N. 94

In principio fu l’atto primo: Sibilia che tarocca l’assemblea (con Massimo Costa e Piero Di Cristinzi) del 1° dicembre 1990. Atto secondo, saltando a pie’ pari tutti gli atti intermedi, per ventinove anni: Vecchione rinviato a giudizio (penale, mica sportivo…), per aver falsificato (“in concorso con persone non ancora identificate”) la delibera sul ritiro dal campionato di promozione della Juve Pro Poggiomarino. Atto terzo: Salvatore Errichiello, il disinibito consigliere del comitato campano, rinviato a giudizio per offese sessiste (da consigliere comunale) all’allora vice sindaco donna di Casalnuovo.

Entriamo nella parte più inquietante

Atto quarto: il deferimento disciplinare sul groppone del fidatissimo numero uno di Sibilia, il dott. Felicio De Luca, con incolpazioni pesantissime, che, ineluttabilmente, trascineranno dinanzi ai tribunali federali anche Sibilia.

Atto quinto: l’avv. Claudio Mauriello convocato dalla procura federale, proprio lui, il fedelissimo di Sibilia, incompatibile, nella sua duplice funzione di giudice sportivo e di presidente dell’Avellino Calcio (oltre che vertice della società Scandone di basket, con ricca remunerazione, sia per la squadra di calcio, sia per quella di pallacanestro).

 

L’ultima follia di Vecchione, in versione “Mel Brooks”…

Atto sesto (per ora… Ma arriveremo a contarne tanti altri): Andrea Vecchione, il segretario “tira e molla” del comitato, che sembra si sia ripetuto (diversamente dal sublime, incommensurabile violinista Paganini). Si mormora, invero, che il provvedimento disciplinare a suo carico sia stato originato dalla pubblicazione, sul comunicato ufficiale, nel periodo della massima bagarre (quella che condusse alla morte sportiva l’inconsapevole ed improvvido Salvatore Gagliano), di gironi (con annessi calendari) del campionato juniores, mai deliberati dal consiglio direttivo in carica.

 

Il massimo della legalità: autorizzare… sé stessi

Come a dire: Vecchione ha pubblicato, autorizzando… sé stesso, una serie di documenti illegittimi, in quanto mai avallati dall’organo deliberante, come immediatamente strepitò, anche sul suo profilo Facebook, nonché sugli organi d’informazione, l’inverosimile presidente meteora, Salvatore Gagliano. Ed è riuscito, Vecchione, a farsi “inibire”, ossia a farsi sanzionare, perfino dalla giustizia sportiva… Il tutto, tralasciando le tre cancellazioni di quarte ammonizioni, eseguite da Carmine Zigarelli, all’epoca collaboratore del comitato, oggi addirittura, voluto da Sibilia alla presidenza di una struttura.

 

E i finti tonti non vedono e non sentono…

Quelli che… Quelli che fingono di non vedere, di non sentire. Quelli che non commentano, o postano a singhiozzo. Quelli che, ad intermittenza, rinunciano ad aprire il becco. E, magari, hanno perfino la faccia cornea di pipitiare, su argomenti falsati, mistificati, inventati di sana pianta. Insomma, i finti tonti. Perché, se fossero davvero tonti, esprimeremmo loro la nostra umana solidarietà. E, perfino, sorvoleremmo. Non vorremmo, però, dover annoverare, tra i finti tonti, anche il presidente federale, Gabriele Gravina. Che non può (davvero: non gli può più essere consentito) continuare a voltarsi dall’altra parte.

 

La pentola a pressione sta per scoppiare…

La situazione, al comitato campano, è simile ad una pentola a pressione, con la valvola di sicurezza molto precaria, pronta a saltare in aria, e l’ebollizione al massimo grado… E non solo per le amenità, del tipo del latinorum del soggettino Eduardo Seno (pro-tempora, col trattino e la “a” finale, che evoca, semmai, quell’epico “O tempora, o mores!” di Cicerone). Che significa, però, ben altro. Doverosamente, ammoniamo subito gli autori del reiterato oltraggio alla splendida lingua dei nostri grandi avi. Non vorremmo che, da giovedì prossimo, giorno rituale del bollettino parrocchiale, sostituissero il bizzarro e rozzo “pro-tempora” con un comico “o tempora”…

 

I falliti, promossi dirigenti federali…

Si faceva cenno, poc’anzi: la situazione, al comitato campano, è davvero ai confini dell’irreversibilità negativa. Ma nemmeno per altre disinvolture, sul modello della nomina sibiliana, come dirigente federale, di un Antonio Varriale, incompatibile in quanto due volte fallito (nei Tribunali della Repubblica, mica in ambito sportivo…). No: i fatti, anzi i misfatti, della gestione di Sibilia sono ben più gravi… E ne esamineremo, a mo’ di esempio e di monito (ai finti tonti e, se ci è consentito, al presidente Gravina), solo alcuni. Insomma, fior da fiore, come si divertiva a scrivere il super-remunerato consulente di Sibilia, avv. Lucio Giacomardo, nei suoi atti d’accusa agli avvocati galantuomini della degnissima giustizia sportiva di quei tempi. Atti giacomardiani, quasi tutti “floppati”, ovvero sfociati in indecorosi “flop”. Riservandoci di passarne in rassegna anche qualche altro ancora… Così, per il gusto di esibire, a chi si ostina a non voler capire, una parte (solo una parte…) del ventaglio delle illegittimità sibiliane… Alla faccia del trionfo della legalità!

 

Torniamo alla squalifica di Vecchione

Il tribunale federale nazionale, presieduto dal dott. Cesare Mastrocola, relatore l’avv. Amedeo Citarelli, nella sua riunione di venerdì scorso, 6 settembre, ha, infatti, deliberato sul deferimento n. 2041/437 dell’8 agosto 2019 della procura federale, infliggendo, sul groppone di Andrea Vecchione, la sanzione dell’inibizione di giorni venti.   Per ora, è stato pubblicato solo il dispositivo. A breve, saranno rese note le relative motivazioni. Che, però, come si accennava, sembrerebbero emerse, dall’oblio e dalle tenebre. E si insiste, dalla lega dilettanti, a segnalare che siano proprio quelle che abbiamo sottoposto, poc’anzi, all’attenzione dei nostri affezionati lettori.

 

I dettagli della tesi

Certo, la data del deferimento (8 agosto 2019) starebbe a significare due aspetti: da un canto, che la procurella (piccola procura) federale abbia voluto fare le cose in fretta (ma solo nell’ultimissima fase), per cucinarsi subito lo spaurito Vecchione. Dall’altro, che l’incolpazione a carico di Vecchione possa essere stata causata dall’esposto della società Casoria. C’è, però, un dato che non è del tutto compatibile, con le appena enunciate deduzioni.

 

Ma un anno, per procedere?

Ed è questo: si legge, nel pdf del dispositivo, esattamente nella serie di sigle, che l’identificano: “pf18-19”, che sta per “procura federale 2018/2019”. E, qui, i conti non tornerebbero, se non si avesse a che fare con l’incredibile organo endofederale. Perché la vicenda del Casoria (la società che, per prima, denunciò pubblicamente la malefatta di Vecchione) risale a settembre 2018. Un anno, per approdare a conclusione? Be’, pensandoci un po’ su, non c’è poi tanto da meravigliarsi. Magari, la questione era stata, come dire, accantonata, messa da parte. Poi, sotto l’onda delle pressioni graviniane di questi ultimi tempi, è stata ripescata, riesumata e, molto frettolosamente, portata a compimento e liquidata…  E ciò sarebbe proprio un buon segno. Seppure non esattamente corrispondente ai tempi ordinari, né prima (l’attesa di quasi un anno), né nella fase conclusiva (meno di un mese, per l’esito).

 

Presidente Gravina, intervenga!

Se solo si ponesse mente all’elencazione (poc’anzi accennata) delle storture, dell’era sibiliana, ci sarebbe, semplicemente, da rabbrividire. Ed allora, un intervento del presidente federale, Gravina, appare davvero improcrastinabile. Non rinviabile. Ovviamente, anche ineludibile. A costo di invadere il campo di una “competenza”, che sarebbe, sì, riservata alla lega dilettanti. Ma in tempi di pace, di ordinaria gestione, di non conflittualità, di almeno un minimo di fiducia. Qualcuno spieghi, ora, quale attendibilità possa mai essere riposta, nella serenità e capacità di ergersi super partes, di un Sibilia che si tiene al suo fianco, nel ruolo più delicato, quel Felicio De Luca, sottoposto a deferimento disciplinare per quei gravissimi motivi, dei quali l’ha accusato la procura federale.

 

Poverina, la Lombi…

Quel De Luca che sta sconvolgendo la vita e la serenità (ammesso che le fosse congeniale, la serenità) della responsabile amministrativa della Lega dilettanti e della Lnd servizi s.r.l. Quel De Luca che non è stato neppure sfiorato dall’idea di dimettersi, a meno che non si voglia equiparare ad essa, all’idea, la fondellata della riunione del consiglio direttivo, quella dalla quale Felicio fu tratto (molto per modo di dire) d’impaccio e d’impiccio dall’improbabilissimo trentino Ettore Pellizzari, abbacinato dalla prospettiva di essere nominato, da un Sibilia in vena di strizzate d’occhiolino, presidente nazionale del settore giovanile, fregando il pugliese Vito Tisci.

 

Il nuovo “Bagaglino”: “E non si scolla, no che non si scolla…”

Quel De Luca che non si scolla, dalla sua poltrona, come si cantava, a proposito di Giulio Andreotti, dal mitico “Bagaglino”. Anzi, dalle sue plurime e comodissime poltrone, in particolare da quelle interne alla lega dilettanti (l’altra è in seno alla Lnd servizi s.r.l., cioè sempre nel cuore pulsante della lega dilettanti). Straimpipandosene, De Luca, della potenzialità di reiterare le infrazioni, delle quali è stato incolpato (si rivedano, al riguardo, le specifiche puntate di Calcio malato).

 

Le disinvolture non sono certo una garanzia…

Le disinibizioni e le spigliatezze deluchiane e sibiliane non possono, di certo, configurare una garanzia, per la lega dilettanti, per Gravina. Tanto meno, in tema di correttezza e rigore amministrativo-contabile. Di conseguenza, Gravina deve intervenire. Al più presto. Anzi, con urgenza ultra estrema. Affondando mani e bisturi nella lega dilettanti e nel comitato campano. Esigendo l’accantonamento (magari, per ora, anche solo temporaneo) di Felicio De Luca e di Andrea Vecchione. In attesa di una decisione definitiva, sui due. Ma non è davvero concepibile che essi restino nelle loro rispettive postazioni.

 

A tutt’oggi, un’inerzia sconcertante

Quanto a Vecchione, anche perché, a tutt’oggi, nessun provvedimento risulta essere stato adottato e neppure attivato, avviato, iniziato, quanto alla sua terribile falsificazione della delibera sulla Juve Pro Poggiomarino, della quale è stato accusato non dalla procurina (la procura piccolina) federale, ma dal Pubblico Ministero, Dott. Danilo De Simone, con l’avallo e la conferma, da parte del Giudice per l’Udienza Preliminare, Dott. ssa Giovanna Cervo. Un’omissione indecorosa, che autorizza pesanti sospetti. E che non pare proprio possa essere mai neutralizzata da un provvedimento di quello stesso Sibilia, che s’era permesso il lusso di accusare, in ordine a quella stessa delibera, degli  autentici galantuomini, quali gli avvocati Filippo Pucino e Gaetano Annella. In ogni caso, siamo solo all’inizio, di questo nuovo capitolo di Calcio malato. Con buona pace dei finti tonti, ai quali non piace proprio, che si svergognino le malefatte. Ma se ne devono fare una ragione…

 

La strana intermittenza

A proposito. Tutto tace, ancora, sul deferimento di Felicio De Luca e di Vecchione, sia sul sito web della lega dilettanti, sia su quello del comitato campano, subalterno, ma anche appecoronato all’altro e da esso, letteralmente, schiacciato. Seguiremo, puntata dopo puntata, l’eventuale pubblicazione (se qualcuno osa crederci). Pubblicazione che non ci sarà mai… Mai, per di più, è stato pubblicato l’annuncio dei due deferimenti, sui due rispettivi siti web, o sui due rispettivi  comunicati ufficiali, o bollettini porporal-parrocchiali. Tanto per attestare e certificare la deontologia bizzarra, originalissima, ad intermittenza, del comitato campano e della lega dilettanti, entrambi sibiliani… Con un monito, all’inadeguato Zigarelli: se ne ha il coraggio (ma sarebbe senso del dovere, più che ardimento…), la imponga lui, la pubblicazione. Non si lasci trascinare anche in codeste responsabilità. Che può, tranquillamente, evitare. Basta un briciolo di autonomia e di indipendenza. Ma proprio un briciolino…

 

Bollettino parrocchiale n. 55

Se fosse, il deferimento sul groppone di Vecchione, quello che gli ha comportato l’inibizione per venti giorni (per la cronaca, pare che la richiesta della procura federale fosse stata di trenta giorni), davvero quello che riguardava, indirettamente, la società Casoria, ebbene, il comitato, o lo stesso Vecchione, o chi per lui, dovrà cominciare a preoccuparsi. Anche in senso strettamente economico. Perché c’è il fondato e serio rischio che qualcuno debba restituire, al Casoria, i cinquemila euro, che furono, senza indugio, prelevati dal conto della società, a titolo di “ammendona”, per rinuncia (che, invece, era un rifiuto) al campionato juniores.  Una rinuncia che, sic stantibus rebus, sarebbe stata amplissimamente giustificata dalle illegittimità, che, peraltro, erano state tempestivamente denunciate dalla società…

 

Restituire i cinquemila euro. E scusarsi…

E la restituzione dovrebbe essere accompagnata da tante scuse. Con un interrogativo angosciante, a corredo dell’indecorosa querelle. Ma chi glieli aveva fatti pubblicare, a Vecchione, quel comunicato, quei gironi, quei calendari del campionato juniores, mai deliberati dal consiglio direttivo? Ma veramente qualcuno vuole fingere di credere che abbia agito da solo, l’intimidito e spaurito Vecchione? Nel caso della falsificazione della delibera della Juve Pro Poggiomarino, la Pubblica Accusa ha evidenziato, a fianco di Vecchione, il “concorso con persone da identificare”. Ebbene, anche nel “caso Casoria”, o, se vogliamo altrimenti definirlo e qualificarlo, nel caso gironi e calendario juniores 2018/2019, ci sono stati, del tutto verosimilmente, complici, co-autori, se non addirittura mandanti, della violazione.

 

Zigarelli era vice presidente e factotum…

Si consideri che, all’epoca, vice presidente factotum del comitato era Carmine Zigarelli. Vice vicario, era Giovanni Pasquariello (ma stava, quasi unico e solo, dalla parte di Gagliano). C’erano, poi, Giuliana Tambaro, il pimpante Salvatore Errichiello, nonché gli altri consiglieri, ma muti, silenti, quasi inesistenti (e, comunque, nulla decidenti). Ed allora, visto che si trova in ballo, continui a danzare, la procura federale. Ovviamente, su iniziativa di un gruppo di nuovi nominati, estranei al passato di questi ultimi anni sportivi. Ed accerti anche quest’aspetto di responsabilità. Che, nel caso fosse accertata la figura dei mandanti, sarebbero straordinariamente gravi. E metta sotto procedimento disciplinare anche Zigarelli (si ripete: vice presidente) ed i suoi sodali, che s’illudono di farla franca. Dio mio, che fine, il comitato campano… Quello che i finti tonti vorrebbero, addirittura, mistificare e contrabbandare per comitato della legalità. Proprio negli ultimi quattro anni, quelli dell’impudenza estrema (impudenza: senza la “erre”)…

 

Ma non ci basta ancor…

Chiusa, per ora, la vicenda del Casoria, o dei gironi e calendari del campionato juniores del 2018/2019, veniamo, finalmente, ad un’altra questione. Gravissima, ancor più pesante ed inquietante, con dettagli stroncanti, tali da lasciare senza respiro. Ed, anche, sconvolti e basiti, per il mix di incompetenza, di inadeguatezza, di sovrana improbabilità, rispetto ai ruoli ricoperti, di codesti soggettini. Questa rubrica ha ribadito, più volte, le qualificazioni innanzi segnalate. Ma giudicate voi, amici lettori, se sia possibile modificare le qualificazioni. Magari, per giustizia distributiva, addirittura in peius…

 

Una necessaria premessa

Deve necessariamente procedersi ad una premessa. Nell’ipotesi di deferimento disciplinare, su azione della procura federale, tutte le eventuali, conseguenziali sanzioni (squalifiche, inibizioni, ammende, provvedimenti a carico di singoli tesserati, dirigenti, calciatori, collaboratori, nonché quelli a carico delle società) hanno effetto ed efficacia con decorrenza dal giorno successivo a quello dell’eseguita notifica. Tralasceremo ogni commento, sul punto. Staremo ai fatti ed al dettato delle norme. È, questa, una disposizione in vigore da tantissimi anni, che il comitato campano non poteva non conoscere. Soltanto per quel che si riferisce al codice di giustizia sportiva, infatti, nel periodo interessato dai fatti e dalle omissioni, che stiamo per raccontarvi (fatti ed omissioni perdurati, incessantemente, dal 2016 al 2018), il predetto codice era in vigore fin dal 1° agosto 2014. Ma, si ribadisce, la disposizione in argomento era attiva ed operativa da molti anni prima…

 

Entriamo nel vivo

Esaurita l’indispensabile premessa, veniamo al dunque. Fino al bollettino parrocchiale (o comunicato ufficiale, in sigla c.u.) n. 26 del 22 settembre 2016, si legge, nel dispositivo di ogni singolo deferimento disciplinare, la dizione giusta: “Le sanzioni decorrono dal giorno successivo a quello della comunicazione”. La sostanza della norma è, dunque, salva. Prescindendo, però, con incredibile spirito di umana sopportazione, dalla sciatteria, dalla mancanza di un qualsiasi riferimento normativo, dalla superficialità ed approssimazione, che caratterizzavano le “delibere” del pomposo tribunale federale territoriale. Quello presieduto dall’avv. Arturo Frojo (segnalatosi in occasione delle assemblee, quella gaglianiana e quella zigarelliana: si consultino le relative puntate di questa rubrica) e vice-presieduto, illegittimamente, come abbiamo più volte puntualizzato, dal forzista avv. Eugenio Russo.

 

Incredibile, ma vero

Il bello entra in scena subito dopo: dal c.u. n. 27 del 29 settembre 2016. Sempre con la firma, in calce, di Marco Cilio, come segretario, e di Cosimo Sibilia, quale commissario straordinario. Dunque, con la precisa, specifica, insuperabile responsabilità di codesti due soggettini. E con l’aggiunta dell’avv. Eugenio Russo, il forzista, quale presidente facente funzioni del tribunale federale territoriale. La dizione, in calce ad ognuna, delle innumerevoli delibere del tfn, è questa, nefasta, funesta, fatale, letale, mortale (in senso sportivo, manco a dirlo), per tutti i responsabili: “Le sanzioni decorrono dal primo giorno successivo a quello della pubblicazione”. La medesima dizione si rileva, ininterrottamente, senza alcuna soluzione di continuità, su tutti i comunicati ufficiali successivi.

 

Una reiterazione per due anni sportivi…

Fino al c.u. n. 81 del 2 marzo 2018, l’ultimo, sul quale sia stata pubblicata quella maledetta espressione. A firma, questa volta (come tutti quelli, a partire dalla sua presidenza meteora) di Salvatore Gagliano, oltre che di Andrea Vecchione, come segretario. Il che attesta strafottenza per le regole, noncuranza per la legalità, disinteresse per il coinvolgimento delle società, dei loro dirigenti, atleti, tesserati vari… Dunque, secondo il comitato campano ed i suoi reggitori provvisori, esso era solutus legibus, alla stregua del disinvolto Sibilia. Le regole erano facoltative. Si possono modificare e sventrare a piacimento. Ad arbitrio. Ad libitum. È la gestione commissariale, che può, secondo Sibilia, Tavecchio e l’avv. Mario Gallavotti, tutto ed il contrario di tutto.

 

Nessuno se ne avvede, o tutti avallano?

La stessa, memorabile, illecita dizione, innanzi riportata, in neretto, è stata ripetuta, di settimana in settimana. Di c.u., in c.u. Di deferimento, in deferimento. Passa, quella dizione, l’esame, il vaglio (ma ci facciano il piacere…), la vigilanza (ma, stavolta, non si configura di certo una mera, troppo comoda culpa in vigilando, quella barzelletta, tipica del commissariamento…) di segretari, commissari, presidenti, vice presidenti, consiglio direttivo, il tutto, all’interno, ma anche al di sopra del comitato campano.

 

E la procura federale? E la lega dilettanti?

Senza contare la procura federale, alla quale, per obbligo, tutti i deferimenti, con i relativi esiti e motivazioni, devono essere tempestivamente trasmessi. Senza dimenticare la lega dilettanti (prima gestita, per modo di dire, da Nino Cosentino, poi affidata, sempre per modo di dire, allo stesso Cosimo Sibilia, che diventa, di conseguenza, doppiamente responsabile). Tutti ciechi, distratti, “attenti”… a guardare da un’altra parte.  Stefano Palazzi, con i suoi fidi Roberto Benedetti, Giampaolo Pinna e tutti gli altri (si consultino gli elenchi sterminati dei sostituti procuratori federali e dei collaboratori della procura medesima), fino a settembre 2016. Da quella data, fino all’ultimo dei comunicati interessati, Giuseppe Pecoraro, con i suoi fidi Mauro Balata (per lungo periodo, sostanziale numero due della procura federale, attuale, incompetente presidente della lega di serie B), i Saltalamacchia, i Fiorentino & compagnia dormiente.

 

Un segretario solo sulla carta…

Ed, ancora, Giuseppe Martucci, l’inadeguato, incongruo segretario della procura federale, che, in due anni sportivi due, di comunicati demoliti, distrutti, alterati,  non s’è mai avveduto di un fico secco… Ma come fa, tutta codesta gente, a  restare al suo posto, nei rispettivi ruoli, ai quali ognuno di essi è assolutamente impreparato? Cosa aspettano, per togliere il disturbo e l’incomodo? Non sono ancora soddisfatti, dei guasti che hanno arrecato? Sulle responsabilità personali e soggettive,  invitiamo il presidente Gravina, in considerazione dell’enormità dello scandalo, ad attivare un’immediata inchiesta, senza sconti e senza indulgenze per alcuno, ovviamente affidata ai nuovi componenti della procura federale, che offrano garanzia di terzietà e di obiettività.

 

Non si dimetteranno mai…

Che i Sibilia, i Cilio (che, non a caso, se la svignò all’inglese, senza mai dare spiegazioni della sua fuga), i Vecchione (che ha una disinvoltura davvero esagerata, proporzionata alle sue incapacità), i Gagliano, gli Zigarelli & compagnia usurpante possano essere anche semplicemente sfiorati dalla vaga idea di dimettersi, è al di fuori di ogni grazia di Dio. Di ogni possibilità, in questo mondo. Ma, al di là delle responsabilità soggettive, sulle quali dovrà (sì, ripetiamo, con senso di giustizia e senza alcuna tracotanza: dovrà!) essere attivata un’indagine approfondita e meticolosa, restano le conseguenze.

 

Due anni sportivi sventrati

Due anni sportivi, il 2016/2017 ed il 2017/2018, devastati e sventrati. Distrutti dall’incompetenza degli pseudo gestori. Un’infinità di gare, ogni settimana, per un totale di migliaia di partite, illegittime. Gironi e gironi di interi campionati, decapitati, nella loro validità, dalle illiceità del comitato. Calciatori e dirigenti, dei quali, come si sussurra in giro, non sono state mai scontate le sanzioni. Per altri, invece, le sanzioni sono state scontate senza  notifica. Cioè, sanzioni, ognuna delle quali è stata inutiliter data, ovvero inflitta del tutto vanamente. Perché, senza notifica, la sanzione originata dal deferimento della procura federale non vale. Non può esserle riconosciuta alcuna efficacia. Molti sostengono che si sia trattato di una furbata, di una fondellata, inventata per consentire agli amici ed agli amici degli amici di scansarsi le sanzioni pecuniarie e le sanzioni disciplinari. Lo sostengono i malpensanti. Ma, a noi di questa rubrica, i pettegolezzi e le maldicenze non interessano.

 

L’obbligo di un’indagine approfondita

Niente paura. Basterà un’approfondita indagine. Non affidata, ovviamente, all’elegantissimo dott. Fiorentino. Tantomeno, ad alcuno dei soggettini, innanzi citati. Ci vuole, insomma, una sorta di commissario ad acta, evitando, ovviamente, le illegittimità tavecchiane e sibiliane. Un commissario ad acta, con collaboratori di assoluta competenza e serietà. Avulsi, tutti, dai manzoniani “servo encomio” e “codardo oltraggio”.

 

I danni restano comunque…

Sia come sia, anche se dovessero essere tutti cancellati, i predetti soggettini, dal panorama calcistico, resterebbero i danni irreversibili, da loro cagionati. Squalifiche eseguite, ma contro la norma e, dunque, mai scontate. Punti di penalizzazione mai notificati, con gravissimo vulnus della regolarità (figuriamoci: nel comitato campano del periodo del commissariamento…) dei campionati.

 

Elenchiamo i nomi (ed anche i cognomi)

Faremo, alla Ezio Greggio, i nomi ed anche i cognomi dei responsabili: Marco Cilio (l’incompetente segretario, illegittimamente, per di più, nominato da Sibilia, il paladino della legalità e della decocrazia); lo stesso Cosimo Sibilia, due volte responsabile, prima come commissario in Campania, poi come presidente della Lega dilettanti; e poi, Andrea Vecchione e Cosimo Sibilia ancora (con il codazzo dell’avv. Lucio Giacomardo, consulente giuridico-sportivo iper-remunerato, a ottomilaquattrocento euro al mese); e poi, Andrea Vecchione e Salvatore Gagliano, in tandem con il vice presidente-factotum Carmine Zigarelli ed in una con il consiglio direttivo… E poi e poi e poi… “L’importante è finire”, cantava l’usignuolo sexy Mina. Ma quando finirà, davvero, questa, non a caso, infinita, barzelletta del comitato campano e della lega dilettanti? Ahi, Tavecchio! Ahi, Malagò, troppo impegnato a distribuire i biglietti omaggio della tribuna autorità dello stadio Olimpico! Ahi, Luca Lotti! Che siete stati capaci di combinare… E di propinare al calcio campano…

 

Senza sconti per nessuno…

Conclusione: un’inchiesta immediata. Senza sconti. Con il calcolo dei danni, davvero irreparabili, arrecati al calcio campano. Con migliaia e migliaia di gare falsate, rese illecite dalle terribili violazioni normative. Con un enorme numero di classifiche (e di graduatorie della coppa disciplina, dunque anche di ripescaggi…) falsate. Un illecito ciclopico. Mastodontico. Impareggiabile. Ineguagliabile. ’A nuttata che non solo non passa, in seno al comitato campano. Ma si fa sempre più cupa, buia e nera… Be’, Cilio, le carte federali, non sa nemmeno dove stiano di casa.

 

In tanti anni, Vecchione non ha imparato proprio un piffero…

Ma Vecchione, dopo tanti anni, che cosa ha mai imparato? E l’avv. Lucio Giacomardo, per decoro e dignità, dovrebbe restituire tutto quello che ha intascato, nel periodo del segnalato sfacelo del comunicato ufficiale. In ogni caso, questa vicenda non finisce qui. Non può. Vigileremo. E, noi, gli sconti davvero non li facciamo. Non potremmo mai. Per rispetto di tutti coloro, iniquamente colpiti da quegli stessi soggettini, che ora devono solo tremare. E pentirsi delle loro enormi responsabilità, superficialità, inadeguatezze… A proposito: per tranquillità, serenità, dovere di equità, segnaliamo che la prescrizione, per i fatti innanzi evidenziati, è di quattro anni. Magari, a scanso di equivoci, lo puntualizziamo anche alla procura federale… Comunque, i pezzi che si perdono per strada, per Sibilia, stanno perigliosamente aumentando…

 

Un ultimo dettaglio

Si bisbiglia che, al comitato campano, furono avvertiti da un avvocato, che si interessa anche di sport. Una sorta di palummella… Che, però, avrebbe fatto bene a suggerire di cominciare ad emendarsi dall’anno sportivo successivo. Perché, così, è riuscito nell’impresa, invero “arduissima”, di far sì che, quell’anno sportivo 2017/2018, fosse doppiamente devastato. Prima, dall’incompetenza di Vecchione e Sibilia, in coppia. Poi, dal suggerimento dell’amico avvocato, che fece invertire la rotta, a Gagliano. Ubriacando, letteralmente, l’esito dei deferimenti. Un comitato davvero senza pace… Con, in più, la beffa d’aver dovuto ingoiare le auto-esaltazioni, quel dichiarato, ma finto, trionfo, tripudio (ed apoteosi) della legalità!

 

E che fine, Ulivieri, Ragonesi e Savarese, il trio dell’aiac…

Nella stessa data dell’incredibile vicenda, raccontata nei paragrafi precedenti, con medesimo presidente del tribunale federale nazionale (ma relatore diverso), nella stessa riunione (6 settembre scorso), è stata formalizzata un’ordinanza, che riguarda i deferimenti disciplinari a carico di Renzo Ulivieri, Giuliano Ragonesi e Biagio Savarese. Ne abbiamo dato già conto nella precedente puntata. Ma, sorpresina!, quello stesso tfn e quella stessa procura federale (che, pure, ha attivato il procedimento disciplinare e, dunque, l’avrà vagliato, soppesato, esaminato…), che qualificano Renzo Ulivieri come presidente dell’associazione italiana allenatori calcio, come consigliere federale, nonché come direttore tecnico e come tesserato a favore della società Città di Pontedera (nient’altro?), si sono disinvoltamente liberati della faccenda con una motivazione ben poco convincente.

 

Udite udite!

Udite udite: “Considerato che la difesa del sig. Ulivieri Renzo ha preliminarmente eccepito il difetto di competenza di questo tribunale in favore della commissione disciplinare del settore tecnico;  preso atto che, all’odierna udienza la procura federale ha espressamente dichiarato di aderire all’eccezione formulata, chiedendo che il fascicolo venga trasmesso alla commissione disciplinare del settore tecnico, dichiara il proprio difetto di competenza sul deferimento in oggetto a favore della commissione disciplinare del settore tecnico e per l’effetto dispone la trasmissione degli atti del fascicolo processuale al predetto organo per il seguito di competenza”. Al di là dell’assurdità di una vicenda, sulla quale sia la procura federale, sia il tribunale federale nazionale, si sono rimangiate le loro determinazioni, no problem. Vorrà dire che la questione sarà seguita nelle prossime puntate… A meno di ulteriori sorpresine…

  1. SEGUE